Clessidra Factoring, primario operatore finanziario focalizzato sul supporto delle pmi anche in fase di risanamento che fa capo al gruppo finanziario Clessidra, ha chiuso il primo semestre del 2026 con un turnover di 748 milioni di euro, in aumento del 34% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il monte crediti ha raggiunto i 405 milioni di euro, (+32% rispetto al 30 giugno 2025), gli impieghi sono stati di 326 milioni di euro (+19% rispetto allo scorso anno). Il numero dei clienti operativi è pari a 273 mentre il numero di debitori con monte crediti in gestione al 30 giugno è di circa 1.700 controparti.
«Nel primo semestre Clessidra Factoring ha registrato una crescita particolarmente significativa, superando gran parte dei target del piano industriale. Il nostro intervento si conferma sempre più rilevante nelle situazioni di crisi aziendale e parallelamente cresce la domanda da parte di imprese solide che non riescono a ottenere un sostegno adeguato dal sistema bancario, anche alla luce delle recenti evoluzioni del settore in Italia», commenta Gabriele Piccini, ceo di Clessidra Factoring. «La rapidità, la flessibilità e il dinamismo rappresentano l'elemento distintivo del nostro approccio, e ci consentono di conseguire risultati solidi e di qualità. Nella seconda parte dell'anno intendiamo proseguire e consolidare il percorso intrapreso, in linea con il piano industriale, rafforzando ulteriormente il nostro contributo a sostegno all'economia e delle imprese del Paese». Al 30 giugno il margine di intermediazione è stato di 14 milioni di euro (+28% anno su anno), grazie alla crescita dei volumi e all'ottimizzazione delle fonti di funding. Nel semestre le rettifiche di valore nette su crediti sono state di 0,9 milioni di euro (-42% anno su anno), mentre i costi operativi sono ammontati a 6,0 milioni di euro, con un cost/income in costante riduzione e pari al 42,8%. A fronte di tali dinamiche economiche, l'utile prima delle imposte è stato di 7,1 milioni di euro mentre l'utile netto si è attestato a 4,4 milioni di euro (+45% sul precedente esercizio), pur risentendo delle modifiche sulla tassazione dei redditi introdotte con la manovra di bilancio 2025. Continua ad essere buona la qualità del portafoglio crediti: npe ratio netto pari al 1,78%, in riduzione rispetto al 1,94% dell'anno precedente grazie anche ad un aumento delle coperture rispetto al 2025. Al 30 giugno 2026 il roe annualizzato si è attestato al 22,4% mentre il total capital ratio è pari al 11,4%.