Nelle performance a 1 mese spiccano Mc-link e Imvest. MC-link è tra gli operatori di riferimento nel mercato italiano delle comunicazioni elettroniche, in particolare nei segmenti della trasmissione dati, telefonia, accesso ad Internet, servizi di data Center e Cloud. Questa settimana il cda ha approvato il bilancio 2016, che registra un buon incremento del fatturato +12% e dell'ebitda, +16%. “Il 2016 è stato caratterizzato da risultati estremamente positivi che confermano la bontà del nostro percorso di crescita e sviluppo”, ha spiegato Cesare Veneziani, ceo di MC-link. “L’esercizio è stato in particolare caratterizzato dall’arrivo della società BiG TLC, acquisita nel luglio del 2016, che ha da subito realizzato risultati importanti sia in relazione agli indicatori economico finanziari sia a livello strategico grazie alle sinergie commerciali e all’ottimizzazione dei costi che ci ha permesso di espandere ulteriormente la nostra proposta di servizi di rete in fibra e wireless. Restiamo focalizzati sul consolidamento della nostra offerta e sull’allargamento dei nostri servizi di qualità al mercato italiano”.
A fine 2016 il valore della produzione è stato pari a 43,5 milioni di euro (38,8 milioni nel 2015) di cui l’88% da servizi a canone, in crescita del 12%. La crescita del valore della produzione è stata legata all’incremento dei ricavi per servizi a canone che assicura costanza dei ricavi anno su anno e conferisce stabilità ai flussi finanziari. L’EBITDA è stato di 9,1 milioni in aumento dell’16% rispetto al 2015, quindi con un EBITDA margin del 21%. L’EBIT è stato pari a 2,4 milioni (1,8 milioni nel 2015) e l'utile netto a 1,8 milioni (0,2 milioni nel 2015).
ILa crescita del debito, pfn, 17,5 milioni (14,8 milioni nel 2015) è dipesa soprattutto dal finanziamento acceso dalla capogruppo per procedere all’acquisizione di BiG TLC (2,1 mil. di Euro). La scelta di ricorrere ad un ulteriore supporto degli istituti di credito per finanziare la crescita per linee esterne è stata dettata dalla volontà di portare a termine un’operazione dalla forte valenza industriale senza limitare la capacità di investimento del gruppo il cui piano industriale è incentrato sullo sviluppo della linea di business dei Servizi Gestiti la cui riuscita dipende dalla capacità di investire in reti in fibra ottica per ampliare la copertura e raggiungere i nuovi utenti.
La Imvest, immobiliare romana con due linee di business, non ha ancora approvato il bilancio a fine 2016. La sua attività si concentra sulla locazione di immobili ad uso commerciale e direzionale. Gli immobili acquistati per essere concessi in locazione sono immobili di qualità elevata localizzati nelle principali città italiane da concedere in locazione a tenant di elevata affidabilità, quali enti pubblici, GDO, gruppi industriali e bancari.
La seconda linea di business è la compravendita di stabili in blocco e lotti edificabili da Gruppi immobiliari, fondi immobiliari e istituti bancari per procedere con la rivendita, prevalentemente a privati, a seguito della loro riqualificazione funzionale e frazionamento. La linea trading si concentra, infatti, prevalentemente su immobili ad uso abitativo e, in via residuale, ad uso direzionale. Gli immobili destinati al trading e sviluppo vengono acquisiti tendenzialmente in città di medio grandi dimensioni e comunque con una popolazione non inferiore a 350.000 abitanti.