Ancora effetto Cina su Clabo. La società quotata su Aim Italia, tra i leader mondiali nel settore delle vetrine espositive professionali per gelateria, pasticceria, bar, caffetteria e hotel, ha chiuso oggi a 3,93 euro, in leggero ribasso rispetto ai 4,05 euro della chiusura di ieri, dopo un balzo del 15,9%.
La performance del titolo nel 2017, +557%, dipende dall'euforia sui potenziali affari della controllata cinese EasyBest, che negli ultimi tre mesi ha avviato accordi commerciali con le maggiori catene di vendita di gelati tra cui Popland, principale operatore nel retail del gelato in Cina, Dairy Queen, catena americana di gelaterie che di recente ha avviato l’attività in Cina, e Promisor, operatore locale nella vendita di gelato attraverso propri punti vendita nell’area dello Shandong.
Le tre catene gestiscono nel Paese oltre 2.500 punti vendita e da marzo a maggio hanno inoltrato a Qingdao Clabo Easy Best ordini complessivamente superiori a 500 mila euro. «Abbiamo avviato la gestione di Easy Best a marzo», ha detto il presidente di Clabo, Pierluigi Bocchini, «e nei primi tre mesi abbiamo ottenuto un raddoppio degli ordinativi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, superando i 2 milioni di euro».
Easy Best è una scommessa rilevante per Clabo perché il business dei gelati artigianali è una novità per la Cina, dal potenziale notevole. Secondo uno studio di PWC commissionato da Sigep, il Salone del gelato e della pasticceria organizzato da Fiera di Rimini, il mercato cinese del gelato è quello che ha i ritmi di crescita più elevati al mondo con incrementi dell’11% per anno.
«Siamo oltre le nostre più ottimistiche previsioni di vendita, considerando che Easy Best lo scorso anno ha realizzato ricavi sui 12 mesi per 5,5 milioni. Se continuasse questo trend, potremmo aggiornare i nostri target relativamente al mercato asiatico», ha proseguitso Bocchini. «Abbiamo acquistato una realtà industriale ben organizzata. Ottimizzando i processi produttivi stiamo ottenendo risultati molto importanti sotto il profilo della marginalità industriale, con un ebitda ben superiore al 12% atteso per questo primo anno».