Il giro di vite del governo Cinese sul debito sta spingendo alcune società asiatiche verso forme meno trasparenti di finanziamento, dal momento che risulta ora più complicato assicurarsi prestiti bancari o attingere al mercato delle obbligazioni. Secondo i dati della People’s Bank of China, i nuovi prestiti concessi da cosiddette fiduciarie, entità che raccolgono fondi da privati e corporation da investire in segmenti più rischiosi dell’economia, hanno raggiunto la soglia di 882,3 miliardi di yuan (129,5 miliardi di dollari) nei primi quattro mesi dell’anno, quasi cinque volte lo scorso esercizio.
Le fiduciarie, che spesso applicano tassi più elevati rispetto alle banche, incarnano una via di compromesso tra operazioni bancarie e asset management. Sono autorizzate e scarsamente regolamentate dall’autorità cinese di vigilanza bancaria, ma mancano di alcuni dei meccanismi di protezione propri delle banche, tra cui l’assicurazione dei depositi governativi, e rispetto alle banche godono di una maggiore flessibilità per investire in aree rischiose. Per le imprese spesso rappresentano l’alternativa migliore considerato che prestiti bancari e finanziamenti obbligazionari si esauriscono o diventano più costosi.
La società statale Qingzhou City Construction & Investment Co., nella città orientale di Qingzhou, ha ricevuto l’autorizzazione per emettere obbligazioni l’anno scorso. Ma con la crescita degli interessi sul debito corporate si è invece rivolta a una fiduciaria. Daye Trust Co. sta seguendo Qingzhou City Construction nella raccolta di 200 milioni di yuan attraverso un prodotto biennale che offre agli investitori un rendimento annuo del 6,5%. La società verserà a Daye un tasso di circa l’8%, sempre inferiore rispetto a quanto preventivato per le obbligazioni, riferiscono le fonti. Qingzhou City Construction intende utilizzare i proventi per finanziare un progetto di trattamento delle acque.
Un ambito che presenta criticità agli occhi delle autorità nella gestione dell’impennata del debito cinese, fattore citato nel declassamento del debito sovrano cinese di Moody’s Investors Service lo scorso mese, sono i prestiti che le banche mascherano da investimenti. Un passaggio al prestito fiduciario complicherebbe ulteriormente la stima della reale estensione del credito nel sistema.
«La regolamentazione nel settore fiduciario è decisamente ad hoc» rispetto al settore bancario formale, ha affermato George Xu, analista di credito a Moody’s. Di conseguenza, «le fiduciarie possono occultare la destinazione dei loro investimenti».
L’autorità di regolamentazione bancaria dell’ex Celeste Impero ha rifiutato di commentare l’aumento dei prestiti fiduciari. Le azioni della banca centrale e dell’authority volte a incrementare i costi di finanziamento a breve termine e arginare i prestiti nascosti hanno reso le banche sempre più riluttanti al prestito.
Cina Zheshang Bank Co., istituto di credito di medie dimensioni cresciuto con l’aiuto dei prestiti nascosti e di strategie aggressive, ha fatto sapere che avrebbe intensificato l’esame dei mutuatari, respingendo i costruttori basati in città in cui pesa il fenomeno degli alloggi invenduti e coinvolti in attività di «settori obsoleti». La tempesta regolatoria ha fatto irritare i mercati cinesi, mandando i rendimenti obbligazionari ai massimi di due anni, mentre le banche cedono le loro obbligazioni per aumentare la liquidità. I rendimenti più elevati sono un onere per le imprese, molte delle quali hanno annullato i piani di emissione.
La tensione sui mercati ha insinuato in Pechino il dubbio di essersi mossa troppo rapidamente. Secondo fonti ben informate, negli ultimi giorni la banca centrale e le autorità di vigilanza di banche, valori mobiliari e assicurazioni hanno tenuto degli incontri per discutere come affrontare il problema del debito in maniera più misurata. Le autorità continuano a riservare alle fiduciarie maggiore margine di manovra che alle banche per investire in progetti rischiosi, tra cui immobili, acciaio e altri settori, dove hanno cercato di moderare il prestito.
Nella Cina Settentrionale, Shanxi Trust Co. ha dichiarato di aver rilasciato un prodotto fiduciario per una società di costruzioni locale ad aprile con l’obiettivo di raccogliere 50 milioni di yuan. Il mutuatario ha collaborato con la fiduciaria negli ultimi anni, secondo Liang Lu, project manager di Shanxi Trust, che ha confessato effettivamente che i clienti non includono tipicamente aziende in grado di ottenere prestiti bancari.
In un contesto di tolleranza degli enti di disciplina ed elevata domanda di credito da parte delle aziende quando l’economia era in forte espansione, i prestiti fiduciari sono lievitati. Un aumento record nei primi quattro mesi del 2013 ha portato i regolatori a reprimere il settore. Due anni dopo, le fiduciarie hanno aiutato gli investitori a fare leva per acquistare azioni, che hanno contribuito a un’esplosione di prestiti culminata in un crollo del mercato nell’estate.
Alla fine del 2016, secondo Moody’s, i prestiti fiduciari costituivano il 10% del cosiddetto shadow-banking system in Cina, ovvero il prestito oltre la regolare attività bancaria e dei mercati obbligazionari. I prestiti fiduciari rappresentavano il 15% dell’intero sistema bancario ombra alla fine del 2013. Sempre secondo Moody’s, il calo è dovuto principalmente al fatto che i prodotti di investimento ad alto rendimento di natura bancaria, altra tipologia di prestiti ombra, si sono diffusi più velocemente.
Anche le aziende che hanno accesso ai canali formali e ai mercati dei capitali si rivolgono al prestito ombra. «Ci vuole tempo per emettere obbligazioni», ha spiegato Eva Lau, investor relations manager di Shimao Property Holdings, uno dei maggiori promotori immobiliari del Paese. La società, quotata a Hong Kong, ha ottenuto l’approvazione della banca centrale per l’emissione sul mercato interbancario, ma in previsione di un lungo processo si è rivolta a Xiamen Trust Co., che sta assistendo Shimao Property nella raccolta di un miliardo di yuan.
La società prevede ancora di emettere obbligazioni e si aspetta di corrispondere rendimenti fino al 4,5% sulla conseguente vendita di titoli, ha reso noto Lau. In confronto, stando all’ultima relazione finanziaria del 2016, il prestito da istituzioni finanziarie non bancarie, comprese le fiduciarie, ha avuto un tasso di interesse del 5,7% nel 2016, contro il 5,3% delle banche che concedono prestiti in yuan. Lau ha spiegato che Shimao si è rivolta a Xiamen al fine di diversificare i canali di finanziamento e che il recente giro di vite a livello normativo non è stato un fattore di scelta. L’azienda non fornisce il dettaglio delle proprie fonti di finanziamento, ma Lau ha informato che il finanziamento da fiduciarie resta una piccola porzione del totale.
Sempre a Qingzhou, una persona vicina a Qingzhou City Construction & Investment ha dichiarato che grazie al forte sostegno pubblico la società non deve pagare tanto quanto un’entità privata per il finanziamento fiduciario. E deve ancora ricorrere al mercato obbligazionario. (riproduzione riservata)
Please click here to read this article in English on The Wall Street Journal
