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Jack Ma, fondatore di Alibaba
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Cina, così Alibaba vuole sostituire Nvdia e sfidare gli Usa nella corsa all’AI

di Raffaele Huang e Tracy Qu (Wall Street Journal)
29 agosto 2025, 12:20 Ultimo aggiornamento: 12:25

Le aziende tecnologiche cinesi scatenano l'entusiasmo dei mercati perché stanno recuperando terreno rispetto agli Stati Uniti

Le aziende cinesi di semiconduttori e sviluppatori di intelligenza artificiale stanno potenziando il loro arsenale di tecnologie nazionali, sostenuti da un governo determinato a vincere la corsa all’AI contro gli Stati Uniti. L’ultimo esempio: la più grande società cinese di cloud computing, Alibaba, ha sviluppato un nuovo chip più versatile rispetto ai suoi precedenti modelli.

Alibaba è stata a lungo uno dei maggiori clienti del leader americano dei chip per AI, Nvidia. Ora, insieme ad altri progettisti di semiconduttori, sta colmando il vuoto lasciato dopo che Nvidia si è scontrata con barriere normative alla vendita dei suoi prodotti in Cina.

Secondo gli esperti del settore, la Cina è ancora lontana dal poter produrre chip in grado di rivaleggiare con i prodotti americani più avanzati, che Washington vieta di esportare verso Pechino. Le fabbriche cinesi sono frenate dalle restrizioni statunitensi sull’accesso a tecnologie all’avanguardia per la produzione di semiconduttori.

Ciononostante, le aziende stanno sviluppando sostituti per l’H20 di Nvidia, il processore di AI più potente che l’azienda è autorizzata a vendere in Cina. A luglio il presidente Trump ha consentito a Nvidia di riprendere le esportazioni dell’H20 verso la Cina, ma poco dopo Pechino ha ordinato alle aziende di non acquistare i chip, citando rischi potenziali per la sicurezza che Nvidia sostiene non esistano.

Nuovi competitor nel settore

A luglio, la società con sede a Shanghai MetaX ha presentato un nuovo chip che, a suo dire, potrebbe sostituire l’H20. Il chip dispone di una memoria maggiore rispetto a quella dell’H20, aumentando la potenza in alcuni compiti di AI, sebbene consumi più elettricità. Mercoledì 27 MetaX ha dichiarato di essere pronta ad avviarne la produzione su larga scala.

Un altro potenziale rivale di Nvidia, la società di progettazione di chip per l’AI con sede a Pechino Cambricon Technologies, ha registrato un trimestre aprile-giugno da record, con un fatturato di 247 milioni di dollari grazie a forti ordini del suo chip AI Siyuan 590. Il prezzo delle azioni della società è salito così rapidamente che giovedì l’azienda ha messo in guardia gli investitori dal non lasciarsi trasportare dall’entusiasmo. Venerdì le azioni sono scese del 6%, ma la capitalizzazione di mercato di Cambricon resta comunque superiore a 87 miliardi di dollari.

Strategia AI-Cloud

Alibaba, fondata dal pioniere di internet Jack Ma, viene talvolta paragonata ad Amazon.com perché la sua attività principale è l’e-commerce, ma gran parte dei suoi ricavi proviene dal settore meno visibile dei servizi di cloud computing, gestione di applicazioni e archiviazione di dati per i clienti su server remoti. Alibaba compete con Amazon, Microsoft e Google nel mercato del cloud, in particolare in Asia.

I clienti aziendali richiedono sempre più servizi di intelligenza artificiale e l’amministratore delegato di Alibaba, Eddie Wu, ha dichiarato che «AI più cloud» rappresenta uno dei due motori di crescita del gruppo, insieme all’e-commerce. A febbraio, Alibaba ha annunciato che investirà almeno 53 miliardi di dollari nei prossimi tre anni in questo settore. Inoltre, possiede uno dei modelli di intelligenza artificiale più avanzati al mondo, chiamato Qwen.

La rapida adozione dell’AI nell’economia cinese sta generando una forte domanda di inference, quando i programmi di AI sfruttano l’addestramento per fornire risultati, come le risposte di un assistente vocale su smartphone. L’inference di solito non richiede i chip più avanzati.

I precedenti chip per il cloud sviluppati da Alibaba erano per lo più progettati per applicazioni specifiche. Il nuovo chip, attualmente in fase di test, è invece destinato a gestire una gamma più ampia di attività di inference legate all’AI, hanno riferito persone a conoscenza del progetto.

Il chip è prodotto da una società cinese, hanno aggiunto le fonti, a differenza di un precedente processore AI di Alibaba che era stato realizzato da Taiwan Semiconductor Manufacturing (Tsmc). Washington ha infatti vietato a Tsmc di fabbricare chip di intelligenza artificiale per la Cina che utilizzino tecnologie all’avanguardia.

Gli ostacoli nella corsa ai chip

Una delle sfide per Alibaba e per gli altri attori locali che dipendono dalle fabbriche di chip cinesi è ottenere una fornitura sufficiente. Queste fabbriche, che utilizzano vecchi macchinari stranieri e apparecchiature nazionali meno potenti, hanno infatti faticato ad aumentare la capacità produttiva.

MetaX, startup di Shanghai, sta aggirando i colli di bottiglia utilizzando una tecnologia di generazione precedente per realizzare il suo nuovo chip. MetaX combina due chip più piccoli per compensare la perdita di prestazioni.

Pechino ha speso in modo sempre più aggressivo per costruire una catena di approvvigionamento dell’AI autosufficiente, incluso un fondo da 8,4 miliardi di dollari per gli investimenti in AI annunciato a gennaio. Il portabandiera dello sforzo di Pechino è Huawei Technologies con i suoi chip AI Ascend. All’inizio di quest’anno, Huawei ha presentato un sistema di calcolo che integra 384 chip Ascend. Alcuni analisti hanno affermato che la macchina, sebbene molto energivora, fosse più potente sotto certi aspetti rispetto al sistema di punta di Nvidia contenente 72 chip Blackwell.

Combinando i chip, «possiamo ottenere risultati di calcolo paragonabili agli standard più avanzati» e «non c’è motivo di preoccuparsi del problema dei chip», ha dichiarato a giugno il fondatore di Huawei, Ren Zhengfei, al principale quotidiano del Partito Comunista.

Anche all’interno della Cina, tuttavia, lo status privilegiato di Huawei sta suscitando qualche malumore. Molti ingegneri sono abituati al software e agli strumenti che accompagnano i chip Nvidia. Huawei, soggetta alle sanzioni statunitensi, non ha progettato i suoi chip per funzionare con la piattaforma Nvidia, mentre il nuovo chip di Alibaba sarà compatibile con essa, consentendo agli ingegneri di riutilizzare i programmi già sviluppati per i chip Nvidia.

Le società private di cloud computing, tra cui Alibaba, hanno evitato di effettuare ordini consistenti dei chip di Huawei, resistendo ai suggerimenti ufficiali secondo cui dovrebbero sostenere il campione nazionale, poiché considerano Huawei un concorrente diretto nei servizi cloud, hanno riferito persone vicine alle aziende.

Il punto debole

Il punto di maggiore debolezza della Cina riguarda l’addestramento dei modelli di AI, per il quale le aziende statunitensi si affidano ai prodotti Nvidia più potenti. Il nuovo chip di Alibaba è progettato per l’inference, non per l’addestramento, hanno detto persone informate sul progetto.

Gli ingegneri cinesi si sono lamentati del fatto che i chip nazionali, compresi quelli di Huawei, incontrano problemi durante l’addestramento dell’AI, come il surriscaldamento e i guasti a metà delle sessioni di training. Huawei ha rifiutato di commentare.

DeepSeek, startup cinese con modelli che competono con quelli di OpenAI, ha recentemente innescato un rally azionario in Cina suggerendo, con un commento criptico sui social media, che le sue innovazioni software potrebbero combinarsi con chip cinesi migliorati per addestrare alcuni modelli di AI.

Kevin Xu, fondatore del fondo di investimento focalizzato sull’AI Interconnected Capital, ha scritto in un blog che tali adattamenti potrebbero consentire agli sviluppatori cinesi di AI di ridurre il divario con gli Stati Uniti «prima di quanto la maggior parte delle persone pensi, sfidando in modo credibile Nvidia e l’ecosistema americano dell’AI sia in patria che all’estero». (riproduzione riservata)


(Translated from the original version by Milano Finanza Editorial Staff)

MF+MIFI + The Wall Street Journal


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