Il book di Dba group, il cui titolo è in fase di quotazione sul listino Aim, è già stato coperto. Secondo Mf-Dowjones, l'agenzia controllata, insieme a questo sitio da Class Editori, tutte le azioni in vendita del gruppo di Treviso specializzato nella connettivita' delle reti e nelle soluzioni a supporto dell'intero ciclo di vita delle infrastrutture, sarebbero già state interamente collocate da Cfo Sim, global coordinator dell'operazione.
Il collocamento era stato avviato il 22 novembre e si chiuderà formalmente mercoledì 6 dicembre, mentre il primo giorno di quotazione è stato fissato per il 14 dicembre. Il collocamento ha riguardato nuove azioni per un ammontare di 12 milioni di euro, mentre il socio di minoranza, il Fondo italiano di investimenti, una società del gruppo Cdp, azionista dal 2011, ha messo in vendita una parte della sua quota per un totale di 8 milioni di euro.
L’ipo ha quindi un valore totale di 20 milioni di euro, che la colloca nella fascia alta, a maggior valore, delle operazioni analoghe. Il flottante arriverà fino al 50% del capitale e l’operazione comprende anche l’assegnazione di warrant ai nuovi soci nel rapporto di 1 ogni 3 azioni. È previsto anche un meccanismo innovativo a tutela degli azionisti. In caso di Ebitda 2018 inferiore ai 6 milioni di euro verrà disposta la cancellazione graduale di 1,5 milioni di azioni del socio di maggioranza.
Nel collocamento Ambromobiliare ha agito in qualità di advisor ed Envent è il Nomad. Chiomenti è l’advisor legale dell’emittente mentre Dentons segue il Global Coordinator. Pwc è la società di revisione e Dieci&Lode di Belluno è l’advisor di comunicazione.
Dba group ha registrato negli anni della crisi un’espansione accelerato, con il fatturato che è cresciuto da 18 milioni nel 2011 a oltre 41 milioni alla fine dell’anno scorso, il 10% in più rispetto al 2015, con un ebitda superiore a 5 milioni di euro.
«Con le nostre società ci stiamo espandendo in Georgia, Iran e nel tratto caucasico. In futuro ci sono moltissime sfide: una di queste è la nuova Via della Seta, il mastodontico progetto del governo cinese che prevede investimenti in nuovi porti, interporti e opere infrastrutturali e ferroviarie per ben 3 mila miliardi di dollari» ha rivelato Francesco De Bettin, 57 anni, il maggiore dei quattro fratelli che con Dba, acronimo di De Bettin Associati, gestisce, da presidente, una delle realtà tecnologiche più innovative nel panorama delle infrastrutture in Italia.
«Siamo una società di servizi pura focalizzata sulle infrastrutture del mondo delle telecomunicazioni, della generazione e trasporto di energia, e di movimentazione delle merci», ha spiegato De Bettin, «ma siamo anche nel mondo dell’industria 4.0 e nel mercato dell’oil&gas».
Fondata nel 1991 dai quattro fratelli partendo dall’attività di geometra del padre Bortolo, Dba è diventato in un paio di decenni un gruppo in grado di muoversi sul mercato nazionale e internazionale nell’ambito di architettura, ingegneria, project & lifecycle management e information & communication technologies. La holding delle società operative con sedi in Italia, in Russia, in Slovenia, in Montenegro, impiega circa 400 persone.
Il successo è arrivato a meta degli ani 90 con Omnitel, l’attuale Vodafone, che aveva affidato ai De Bettin la progettazione e la direzione dei lavori per la costruzione delle stazioni radiobase necessarie ad implementare la rete. Poi i fratelli hanno incominciato a fornire servizi di ingegneria per le piazzole di Agip, Total, Erg, Ap, (è Api)) quindi è stata la volta di Terna con il supporto alle reti della distribuzione organizzata e del mondo bancario, tra cui progettazione e realizzazione di 90 filiali per Bnl.
Attualmente il gruppo punta molto sulle attività innovative, le applicazioni e i software basati sul web al servizio delle infrastrutture, residenziali, logistiche, industriali. Attraverso la controllata Dba Proekt, il gruppo ha vinto una commessa da 14,5 milioni per la consulenza tecnica del grande raccordo anulare di Mosca, mentre tramite Actual, azienda di Capodistria rilevata nel 2015, specializzata nella digitalizzazione della logistica portuale e interportuale, ha acquisito un ordine per il porto di Baku, sul Mar Caspio. L’anno scorso, con un’ulteriore acquisizione, tramite Actual, del maggior competitor, Itelis, il gruppo è entrato anche a Lubiana, in Slovenia.
E guarda con interesse anche ai progetti del governo in Italia per la realizzazione della rete a banda ultralarga per le telecomunicazioni.«Per stare sui mercati internazionali nell’ambito della nuova politica euro-asiatica, abbiamo bisogno di crescere ancora, sia per fare ulteriori acquisizioni e sia per rafforzarci a livello di management e integrare appunto le acquisizioni che faremo», ha spiegato De Bettin. «Tra il 45 e il 70% della raccolta sarà dedicato alla crescita per linee esterne e all’internazionalizzazione. Il resto invece servirà al rafforzamento del management e a sostenere ricerca & sviluppo e innovazione».