Il Consiglio di Amministrazione di CFT, convocato in data 14 giugno 2019, ha preso atto di quanto comunicato alla Società in data 12 giugno 2019 in merito all'intervenuta notifica di un decreto di perquisizione e sequestro di documentazione presso la Società, emesso dalla Procura della Repubblica di Parma, in relazione a indagini sulle ipotesi di reato: i) di cui agli articoli 81 cpv. c.p. e 2621 c.c., con riferimento agli esercizi dal 2013 al 2016, e all'art. 2 del D. Lgs. 74/2000, con riferimento agli esercizi 2015 e 2016, contestate all'Amministratore Delegato della Società e ii) di cui agli articoli 81 cpv. c.p. e 2621 c.c., con riferimento agli esercizi dal 2013 al 2016, contestate al Presidente del Consiglio di Amministrazione.
La Società, nel confermare la più ampia collaborazione con le autorità competenti e confidando che all'esito dell'indagine giudiziaria troverà riscontro la correttezza del proprio operato, precisa che i fatti oggetto di contestazione si riferiscono ad un periodo significativamente anteriore all'intervenuta fusione con Glenalta e nulla hanno a che vedere con la quotazione sul mercato AIM Italia delle azioni della Società stessa avvenuta lo scorso anno e con gli importanti programmi di sviluppo avviati dal gruppo.