Dopo aver perso il 18% circa ieri, oggi il titolo CFT cede un altro 3,03% a 3,2 euro a Piazza Affari. La società di Parma, specializzata in impiantistica per il settore alimentare, capitalizza oggi 52,8 milioni di euro e ha visto il titolo lasciare sul terreno il 38,43%. Questa mattina la spa, nata nel luglio 2018 come business combination dalla spac Glenalta, ha informato il mercato di aver ricevuto richieste di spiegazione sull'andamento del titolo, per conto di "diversi investitori relativamente al decreto di perquisizione e sequestro di documentazione notificato all’amministratore delegato e al presidente della società", ovvero Alessandro Merusi e Roberto Catelli. Questi ultimi confermano "la più ampia collaborazione con le autorità confidando nella correttezza del proprio operato".
Le contestazioni avanzate dalla Procura della Repubblica di Parma alla società quotata sull'Aim sono relative a indagini sulle ipotesi di reato che riguardano agli articoli 81 pv. del Codice penale e 2621 del codice civile (concorso formale in reato continuato; false comunicazioni sociali) fra il 2013 e il 2016 e all'articolo 2 del D. Lgs. 74/2000 (nuova disciplina dei reati in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto quanto alla dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti) con riferimento agli esercizi 2015 e 2016, contestate all'amministratore delegato della società. Mentre al presidente e al consiglio di amministrazione gli inquirenti contestano gli articoli 81 cpv. c.p. e 2621 c.c.
L'articolo 81 del Codice penale precisa fra l'altro che il concorso formale di reato continuato è punito con la pena "che dovrebbe infliggersi per la violazione più grave aumentata sino al triplo chi con una sola azione od omissione viola diverse disposizioni di legge ovvero commette più violazioni della medesima disposizione di legge".
A tal riguardo il presidente e l’amministratore delegato oggi hanno precisato che, "in relazione agli avvenimenti degli ultimi giorni, siamo confidenti che le indagini in corso dimostreranno la correttezza e la buona fede del nostro operato, avendo sempre gestito la società, anche precedentemente
alla quotazione sul mercato Aim Italia, secondo principi di massima correttezza e trasparenza verso tutti gli azionisti".
I due manager qundi precisano che "ad oggi la società non è in grado di quantificare l’importo di un'eventuale contestazione, essendo le indagini ad un livello molto preliminare, fermo restando che informeremo tempestivamente il mercato non appena dovessero emergere ulteriori dettagli in tal senso". E quindi confermano le linee guida e i target previsti dal piano di crescita.
CFT Spa ha chiuso il 2018 con ricavi proforma per 248,59 milioni di euro, in aumento rispetto i 205,62 milioni realizzati nell’esercizio precedente, in seguito alle società acqusite nel corso dell’anno. Lo scorso esercizio si è chiuso con un utile netto di 957mila euro, rispetto ai 5,49 milioni contabilizzati nel 2017, a causa della contrazione nel mercato degli impianti di lavorazione del pomodoro. A fine 2018 l’indebitamento finanziario netto era sceso a 14,24 milioni di euro, rispetto ai 40,15 milioni di inizio anno. Alla stessa data il portafoglio ordini era cresciuto a 125 milioni di euro.