Energica Motor Company, societa' quotata sull'AIM leader a livello internazionale nel settore delle moto elettriche ad elevate prestazioni, ha deciso di convocare l'assemblea per chiedere la delega ad un aumento di capitale, fino a a 10 mln nei prossimi 3 anni, per sostenere i grandi progetti di crescita del gruppo.
E' quanto spiegato a Mf-Dowjones dall'a.d. Livia Cevolini. "Nonostante il periodo complicato e di estrema volatilita' sui mercati, il nostro Gruppo sta vivendo un periodo di grande crescita che dobbiamo finanziare al piu' presto. Ed e' percio' fondamentale utilizzare strumenti veloci e flessibili per poter investire velocemente e al momento opportuno in primis in aumento di capacita' produttiva e supporto alla filiera produttiva per rispondere al boom degli ordini ricevuti quest'anno, poi ancora nel MotoE, nel progetto della nuova batteria. Per tutte le motivazioni appena elencate - afferma Cevolini - chiediamo all'assemblea dei soci la delega al Cda per sottoscrivere aumenti fino a 10 mln, che tuttavia non e' detto che verra' integralmente utilizzata. La precedente delega ad esempio era pari a 20 mln ma e' stata utilizzata per meno di 3 mln in totale (1,9 mln a giugno 2019 e 500 mila nel presente aumento)".
La societa', inoltre, ha sottoscritto un accordo di investimento con Negma Group Ltd., investitore professionale con sede negli Emirati Arabi Uniti, che prevede da parte di Negma l'impegno a sottoscrivere un aumento di capitale sociale riservato della societa' per un importo complessivo pari a 500.000 euro (di cui 5.000 a titolo di valore nominale e 495.000 a titolo di sovrapprezzo), mediante emissione di 303.030 azioni per un prezzo per azione pari a 1,6 euro.
"Siamo molto lieti oggi di poter collaborare con Negma, un investitore istituzionale che nonostante la difficolta' del momento, crede nel nostro Gruppo e nel mercato green e ha deciso di investire con una serie di vincoli", ha commentato Cevolini, spiegando che "lo strumento ibrido che abbiamo concordato con Negma prevede un aumento di capitale per 500 mila euro con uno sconto del 6% sulla media ponderata del prezzo di mercato degli ultimi 15 giorni, che riteniamo sia un ottimo prezzo considerando la volatilita' attuale dei mercati e ci consente una liquidita' immediato.
All'aumento di capitale si aggiunge il POC per 4 milioni di euro da esercitare entro 3 anni ed estendibile a nostra richiesta fino a 7 milioni di euro. Una cifra importante che ci consente un ampio 'respiro' per implementare il nostro sviluppo. Abbiamo preferito optare per uno strumento ibrido piuttosto che un aumento di capitale che oggi avverrebbe ad una valutazione che riteniamo non congrua con il valore del nostro Gruppo".
Sull'aumento l'accordo "prevede un lockup sulla vendita ad un prezzo inferiore a 1,75 euro per azione per i successivi 20 giorni lavorativi, ovvero 1 mese, al fine di limitare la speculazione sul titolo in particolare nel prossimo mese di volatilita' causa Covid. Al termine di tale periodo quello che eventualmente non saranno riusciti a vendere per un prezzo superiore a 1,75 euro, verra' trasformato in una obbligazione convertibile al prezzo di 1,65 euro, prezzo al quale l'hanno comprato, altro limite richiesto ancora per non deprimere il titolo eccessivamente".
Riguardo al Poc, prosegue la manager, "abbiamo ottenuto un lockup sulla prima tranche di 20 giorni lavorativi spostando avanti le conversioni, un altro grande atto di fiducia di Negma che ha accettato, con un prezzo al 6% di sconto sul prezzo piu' basso degli ultimi 15 giorni, ma escludendo le giornate in cui Negma fa piu' del 25% degli scambi totali (e quindi potrebbe impattare troppo sul prezzo) variazioni su + o - 10% sempre per limitare la speculazione sulla volatilita' dei mercati in Covid. Si tratta inoltre di un Poc Zero coupon, quindi sono nulli gli interessi maturati, e pertanto vengono emesse al nominale".
Infine, sul perche' l'azienda non abbia scelto di ricorrere ad un finanziamento bancario, la Cevolini ha spiegato che "innanzitutto siamo ancora una startup e come tale fino ad oggi non bancabile, cioe' non possiamo ottenere prestiti rilevanti dalle banche. Oggi siamo riusciti ad ottenere solo degli anticipi ordini che pero' ci finanziano solo al 50%, una buona notizia che tuttavia non basta perche' sicuramente non riusciamo a finanziare gli investimenti con queste cifre, e neanche l'operativita', soprattutto nell'attuale momento di picco delle vendite in cui abbiamo dovuto acquistare i materiali per rinforzare la produzione".