Con un modesto incremento (+0,95%) a 10,6 euro, è continuato anche oggi l'apprezzamento del titolo di Crescita, la Spac che venerdì ha annuncioato la prossima (entro giugno) fusione con Cellularline, produttrice di accessori per cellulari, cavetti, custodie, interfoni, ricariche per tutte le,principali marche, che a quel punto sarà quotati sul listino Aim.
Si tratta di un business da 165 milioni di euro, registrati a fine 2016, gli ultimi dati ufficiali comunicati, con un ebitda di ben 38,4 milioni, che spingono il margine vicino al 25% del fatturato, con 66,6 milioni di debito al 30 giugno scorso, 50% di fatturato estero, dati che qualificano la società tra le industriali a maggior capitalizzazione e con le dimensioni di fatturato più rilevanti sul listino.
Cellular Italia, che ha la sede principale a Reggio Emilia, filiali in Spagna e Svizzera e circa 200 dipendenti, nel triennio 2014-2016 ha registrato una crescita ad un tasso composto annuo del 6,9%, generando un cash flow operativo cumulato pari a 103.5 milioni di euro con una redditività operativa (EBITDA margin) in media del 23%.
«Abbiamo scelto Cellular per 3 motivi principali. Innanzitutto e' leader in Italia e tra i principali operatori del settore in Europa con il 50% dei ricavi che nel 2016 e' stato generato all'estero», ha spiegato Massimo Armanini, membro del Cda della Spac intervistato da Mf-Dowjones. «Siamo rimasti colpiti dalle competenze manageriali del gruppo, che negli anni ha saputo innovarsi ed evolversi ed oggi vanta un management di alto valore che in parte proviene dal mondo delle multinazionali».
«Il terzo motivo che ci ha spinto verso Cellular e' il mercato di riferimento che in Europa oggi vale circa 2 miliardi di euro ed e' in grande espansione,» ha aggiunto il consigliere «anche a livello dimensionale l'operazione e' perfettamente in linea con quanto abbiamo raccolto".
Al gruppo Cellular è stato attribuito un enterprise value di 244,4 mln euro che, tenuto conto dell'indebitamento finanziario netto normalizzato, determina un equity value di 160,4 mln. Di conseguenza il flottante post fusione sara' di circa il 63% del capitale complessivo, nell'ipotesi in cui non sia esercitato il diritto di recesso da alcuno dei soci di Crescita.
La liquidità di Crescita, 130 milioni, sarà in parte utilizzata per l'acquisizione di una partecipazione pari al 49,87% del capitale sociale di Ginetta dagli attuali azionisti di quest'ultima con un esborso complessivo pari a circa 80 milioni di euro e per il residuo, fino a circa 50 milioni, andra' a finanziare lo sviluppo del Gruppo Cellular.
Per quanto riguarda le linee di sviluppo dell'azienda, Armanini ha spiegato che "seguiranno quattro linee direttrici, con l'obiettivo principale che e' quello dello sviluppo internazionale, soprattutto in alcuni mercati europei in grande espansione come Austria, Francia e Germania".
Lo sviluppo del prodotto si focalizzerà nel mercato audio, oltre che nell'incremento della penetrazione nei canali distributivi sia tradizionali che online, visto anche il recente accordo raggiunto con Tim.
Il debutto sul listino è atteso entro giugno, quando le assemblee degli azionisti approveranno l'operazione proposta dai consigli di amministrazione delle tra entità coinvolte, Crescita, la spac già quotata all'Aim, Ginetta e Cellular Italia, proprietarie del brand Cellularline, e tenendo conto del periodo concesso ai creditori per l'opposizione alla fusione.
Crescita e' stata assistita da Deloitte, Ernst & Young, Bain & Company e Nctm Studio Legale. Il Gruppo Cellular e' stata assistito da Rothschild, Ethica Corporate Finance, Electa Group e dallo Studio Legale Lms. Banca Imi agisce quale Nomad e Specialist di Crescita.
I fondatori di Cellular Italia, i fondi nonche' alcuni manager manterranno una partecipazione rilevante nella societa' quotata risultante dalla fusione pari, rispettivamente, a circa il13% per i fondi, il 15% per i fondatori e circa il 9% per i manager. I fondi saranno soggetti ad un lock-up di 18 mesi, i fondatori di 24 mesi e i manager di 36 mesi.
«Utilizzeremo i fondi apportati da Crescita per rafforzare la nostra leadership e ampliare la nostra presenza internazionale, per incrementare la nostra penetrazione nei canali distributivi sia tradizionali che online, per lo sviluppo di nuove gamme di prodotto, anche attraverso operazioni di acquisizione, cosi' da raggiungere un posizionamento che possa essere di interesse per una platea sempre piu' ampia di investitori», hanno commentato Christian Aleotti e Marco Cagnetta, Co-ceo del Gruppo Cellular.
Crescita è la spac promossa nel marzo del 2017 da Massimo Armanini, Cristian D'Ippolito, Marco Drago, Carlo Moser, Antonio Tazartes e Alberto Toffoletto, attraverso Crescita Holding, e Dea Capital e che ha raccolto 130 milioni principalmente da investitori istituzionali italiani con la seguente ripartizione per tipologia: circa 40% asset manager, circa 35% private banking, circa 13% banche e circa 12% assicurazioni.