In un mercato volatile, è stato in forte rialzo (+7,6%) Casta Diva, multinazionale attiva nel settore della comunicazione. Il titolo è stato sospeso con un progresso teorico del 7,88% e 10.500 pezzi passati di mano, in scia alle notizie positive sull'accordo siglato dal gruppo per la commercializzazione e il know-how esclusivo di Impersive nei territori delle proprie subsidiaries.
Impersive e' una giovane societa' con sede a Milano distintasi nel panorama nazionale e internazionale per le peculiari competenze nel campo della produzione di video 360° (3D) stereoscopici in persona (full body).
Casta Diva ha debuttato sull'AIM Italia il 22 luglio 2014 a 3,12 euro, che si confronta con l'ultimo prezzo registrato stamattina pari a 2,24 euro.
«Siamo soddisfatti di aggiungere ai tool di comunicazione che possiamo offrire ai nostri clienti anche un'innovazione tecnologica e narrativa di grande impatto come i video 360 stereoscopici in persona per la realta' virtuale. Questo strumento potra' essere utile non solo nella comunicazione corporate ma anche per iniziative didattiche, formative, culturali, museali in tutti i territori dove siamo presenti,» ha dichiarato Andrea de Micheli, ceo di Casta Diva.
In un report di fine giugno, gli analisti di Banca Finnat hanno stimato per il periodo 2016-2021 una crescita sia del mercato degli spot che degli eventi, core business dell'azienda, grazie alla spinta dei nuovi contenuti digitali.
Il valore della produzione dovrebbe crescere ad un tasso medio annuo (cagr) pari all’8,67%, spinto sia dalla busines unit spot (+9,88%), che da quella eventi (+12%), portandosi da un iniziale valore di 24,9 milioni euro registrati nel 2016, a 37,75 milioni di euro nel 2019.
Nello stesso periodo l’ebitda dovrebbe crescere in modo molto più consistente con un cagr del 37,27% attestandosi, da 738 mila euro del 2016, a quota 3,6 milioni di euro nel 2021, facendo più che triplicare l’ebitda margin, che passerà dal 3% al 9,5%. In termini di risultato netto, il gruppo, che nel 2016 ha perso 334 mila euro, tornerà in utile nel 2018, per 306 mila euro, per poi raggiungere 1,5 milioni di euro a fine 2021.