La Cassa di Risparmio di Orvieto chiude il primo semestre con un utile in discesa a 4,7 milioni (-24,2%). Il calo è da attribuire al margine d'intermediazione, diminuito a 30,16 milioni (-6,6%) per «i minori profitti dalla cessione di titoli al fair value stante l'elevata volatilità sul mercato». Il margine d'interesse dell'istituto umbro, controllato da Mcc, resta però stabile a 20 milioni - nonostante la discesa dei tassi - grazie alla crescita degli impieghi a 1,37 miliardi (+2,7%). Scendono invece le commissioni a 9,9 milioni (-6,6%) per le minori entrate dalla distribuzione di servizi terzi, mentre aumenta la raccolta dai clienti a 1,2 miliardi (+1,6%). L'istituto guidato dal direttore generale Maurizio Barnabé si conferma solido con un Cet 1 al 19,05% e nel semestre ha erogato 119 milioni. Dopo la fallita cessione al Fucino è in corso un'altra data room e per settembre sono attese le offerte vincolanti di Banco Desio, CF+, Credem e Agricole. I francesi sembrano favoriti ma anche la banca brianzola è forte sul dossier. Mcc sta vendendo anche l'ex Popolare di Bari e le due procedure potrebbero essere unite. (riproduzione riservata)