In forte caduta, -5,1%, a 0,521 euro, Energy Lab, smart energy company indipendente dopo la notizia che ieri anche la societa' di revisione ha deciso di dimettersi anticipatamente dall'incarico, a seguito delle dimissioni del collegio sindacale del 25 gennaio, che ha annunciato oggi che non resterà in carica in regime di prorogatio.
Le motivazioni del collegio sindacale sono sostanzialmente riferibili a "carenze informative" da parte dell'azienda, nonche' alla mancanza di procedure scritte in merito alle modalita' di redazione degli inventari delle commesse.
La questione questione riguarda le richieste di fallimento promosse da alcuni creditori, apprese solo a mezzo istanza di fallimento proposto dalla Procura della Repubblica lo scorso 11 gennaio.
Energy Lab, fondata nel 2008 a Moimacco (UD) e guidata da Giovanni Dorbolò, non ha rilasciato alcun commento se non che l'udienza e' stata fissata per il prossimo 15 febbraio, mentre relativamente alle precedenti dichiarazioni di fallimento, l'azienda ha evidenziato come queste siano già state oggetto di contenzioso e che per le stesse si e' già giunti ad un accordo transattivo.
Ulteriori accuse mosse alla smart energy company riguardano l'adozione di un modello organizzativo e di un assetto contabile ed amministrativo inadeguato; accuse di inadeguatezza che sembrano trovare fondamento, visto che Energy Lab stessa ha dato mandato a uno studio di consulenza, lo scorso novembre, di svolgere le attivita' propedeutiche alla redazione del modello organizzativo, oltre ad aver incaricato due societa' di recruiting per la ricerca di personale volto all'ampliamento della struttura amministrativo-contabile.
La scorsa estate, in linea con alcune modifiche statutarie approvate a marzo, il gruppo aveva deciso di rinnovare il Cda presentando una lista di consiglieri in maggioranza indipendenti, diventando una delle poche societa' dell'AIM Italia a rispettare il requisito dell'indipendenza che, al contrario di quanto avviene sull'Mta, non e' necessario per l'ammissione alle negoziazioni.
Sembrava dunque archiviato il periodo di difficolta' economico - finanziarie che nel corso del 2016 aveva fatto crollare il prezzo delle azioni, al momento piu' di 3 volte inferiore rispetto a quello di debutto di maggio 2014 (1,80 euro).
La precaria situazione economica aveva comportato, tra le altre cose, il recesso di B.P.Vicenza dal ruolo di Nomad, sostituita da Advance Sim a partire dal 19 giugno scorso. La decisione di B.P. Vicenza era arrivata in seguito all'impossibilita' della societa' di revisione, BDO Italia, di esprimere un giudizio sul bilancio al 31 dicembre 2016, al mancato pagamento delle fees e al mancato rispetto di alcune clausole del contratto per lo svolgimento dell'attivita' di Nomad.
Dalla relazione della societa' di revisione emergeva una situazione di squilibrio finanziario ed economico dovuto principalmente al mancato incasso di crediti verso clienti e verso alcune societa' controllate, oltre allo slittamento dell'entrata in funzione di alcuni impianti e quindi dell'ottenimento delle relative tariffe incentivanti.
Allo scopo di allineare la redazione del bilancio d'esercizio e di quello consolidato ai rilievi evidenziati dalla societa' di revisione, Energy Lab aveva redatto un nuovo bilancio approvato dall'assemblea dei soci lo sorso 29 giugno come proposto dal Cda.
Energy Lab ha chiuso il 1* semestre 2017 con un utile netto a 0,1 milioni di euro, in calo rispetto ai +0,3 milioni del 2016, un fatturato a 6,1 mln (5,3 mln 1* sem. 2016) e un Ebitda a 1,6 mln (1,7 mln 1* sem. 2016), con un Ebitda margin al 24%, in diminuzione rispetto al 31% al 30 giugno 2016.
L'Ebit e' stato pari a 0,8 mln, in contrazione del 12% rispetto ai 0,9 mln al 30 giugno 2016, dopo ammortamenti, svalutazioni e accantonamenti per 0,8 mln, mentre la posizione finanziaria netta si attestava a 14,2 milioni, in lieve diminuzione rispetto ai 14,4 mln al 31 dicembre 2016.
Il 2016 è stato l'anno delle maggiori difficoltà, con ricavi pari a 9,5 milioni (contro 25,7 milioni registrati nel 2015), un ebitda di 0,5 milioni (4,4 milioni) e una perdita netta di 0,4 milioni (utile di 1,5 milioni nel 2015), in seguito alle rettifiche effettuate dalla società di revisione (BDO).
I ricavi erano crollati principalmente a causa della diminuzione nell’area Epc, Engineering, Procurement, Construction, che aveva segnato ricavi per 2 milioni di euro rispetto ai 17,3 milioni di euro del 2015, a seguito dei ritardi nell’ottenimento delle autorizzazioni alla costruzione degli impianti di biogas programmati, e la cui realizzazione quindi è stata poi rinviata.