Campari ha chiuso il primo semestre con utile netto di gruppo rettificato di 226 milioni (+4,7%), mentre i profitti netti sono stati pari a 129 milioni (-37,7%). Le vendite si sono attestate a 1,512 miliardi, in calo dell'1% su variazione totale e in crescita del 2,7% in termini organici. L'effetto perimetro è stato pari a -2% (-30 milioni), attribuibile alle cessioni di Cinzano e Averna, mentre l'effetto cambio è stato pari a -1,8% (-27 milioni), principalmente riconducibile al dollaro. L'ebit rettificato è stato pari a 358 milioni, corrispondente al 23,7% delle vendite nette, in aumento dell'1,8% su variazione totale. In termini organici è cresciuto dell'8,5%, generando un incremento del margine di 130 punti base, sostenuto dal solido andamento del margine lordo e da una gestione disciplinata dei costi di struttura, che ha sostanzialmente compensato l'aumento degli investimenti in brand building. L'ebit si è attestato a 249 milioni (-26,8% su variazione totale) e l'ebitda rettificato è stato pari a 430 milioni, +6,5% a livello organico e +0,8% su variazione totale. L'ebitda si è attestato a 322 milioni, in calo del 22,7% su variazione totale.
L'outlook per il 2026 è stato aggiornato con l'aspettativa di un effetto accrescitivo incrementale del margine ebit rettificato sulle vendite. Campari ha confermato l'aspettativa di conseguire una crescita organica del fatturato di circa il 3%, con sovraperformance sul settore. In termini di margine ebit rettificato sulle vendite, il gruppo migliora l'aspettativa dell'effetto accrescitivo organico della marginalità grazie a un beneficio di 10 milioni derivante da un contesto tariffario più favorevole, che riduce l'impatto negativo dei dazi. La guidance relativa a tutti gli altri fattori che influenzano l'evoluzione della marginalità rimane invariata. L'outlook sul margine lordo organico rimane invariato e la diversa tempistica registrata nella prima metà dell'anno non modifica le attese per l'esercizio. Il gruppo ha aumentato la remunerazione con un maggiore contributo dei dividendi, facendo leva sulla sostenuta generazione di cassa e sull'accelerazione nella riduzione della leva finanziaria. (riproduzione riservata)