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Corrado Passera, fondatore e ceo di Spaxs
Corrado Passera, fondatore e ceo di Spaxs
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Business combination per la Spaxs di Passera con Banca Interprovinciale. Il target saranno le Pmi

di Pier Paolo Albricci
13 aprile 2018, 17:34 Ultimo aggiornamento: 18:11

È una piccola realtà di 7 sportelli tra Modena e Bologna, già frutto di una fusione. La Spaxs ne ha acquisito il 91%, in parte in contanti, in parte in titoli propri di nuova emissione, sulla base di una valutazione del 100% pari a 56 milioni di euro contro un patrimonio netto alla fine del 2017 di 60 milioni di euro. L'obiettivo è creare una nuova banca al servizio delle Pmi, un mercato enorme secondo l'ex ministro ed ex ceo di Intesa Sanpaolo

Corrado Passera, ex ceo di Intesa sanpaolo e di Poste Italiane, ex ministro per  lo sviluppo economico nel governo Monti, ha annunciato oggi la business combination della Spaxs, la società di capitale fondata insieme ad Andrea Clamer (ex Banca Ifis) e quotata al listino Aim nel dicembre scorso, con Banca Interprovinciale, piccola realta' di 7 sportelli tra Modena e Bologna, 62 dipendenti, con un cost income ratio di circa 51%, tra i più bassi nel settore bancario italiano.

A Passera, che facendo perno sulle sue relazioni nel mondo finanziario ha raccolto 600 milioni di euro da investire nel progetto, serviva una societa' con licenza bancaria che non avesse una rete fisica importante, che fosse agile e di dimensioni contenute e si sposasse con un modello di business innovativo di digital banking.

La scelta è caduta sulla realtà emiliana nata nel 2009 che si autodefinisce a misura di cliente. Di fatto una banca tascabile con un totale attivo di circa 1 miliardo di euro e un patrimonio netto di circa 60 milioni di euro, una qualità degli attivi, con un’incidenza dei crediti deteriorati lordi e netti sui crediti totali largamente inferiore alla media del sistema bancario italiano.

La banca ha chiuso l’esercizio 2017 con 18 milioni di euro di crediti dubbi lordi totali, pari ad un NPE ratio lordo del 5,4%. Al netto delle rettifiche di valore – 53,3% per le sofferenze, 33,4% per le inadempienze probabili – i crediti dubbi netti totali di Banca Interprovinciale rappresentano il 3,1% del totale impieghi.

La patrimonializzazione, con un Common Equity Tier 1 ratio (CET1) del 17,3% a dicembre 2017, è superiore alla media di sistema e di gran lunga superiore ai coefficienti patrimoniali minimi stabiliti dall’Autorità di Vigilanza.

Nell’anno 2017  Banca  Interprovinciale ha  registrato ricavi per 20  milioni di euro, costi operativi per 10,1 milioni di euro, costo del credito pari a 97bps e ha riportato un utile netto di 3,4 milioni di euro, corrispondente ad un ROE di circa il 6%.

L'accordo prevede l'acquisizione di una percentuale pari a circa il 91,4% del capitale dell'istituto per un controvalore complessivo di circa 51,2 milioni di euro, corrispondenti a una valorizzazione del 100% della banca pari a 56 milioni di euro. In particolare il 72% circa del capitale di Banca Interprovinciale verra' acquistato in contanti e il 19,4% circa tramite conferimento e consegna di 987.128 azioni Spaxs di nuova emissione a un valore di 11 euro per azione. Per quanto riguarda il rimanente 8,6% circa del capitale della banca, l'accordo prevede che ulteriori adesioni possano arrivare in un tempo successivo.

L'integrazione societaria tra Spaxs e Banca Interprovinciale, con l'obiettivo di chiedere l'ammissione all'Mta saranno i prossimi passi. Passera annunciando l'operazione ha definito Banca Interprovinciale "solida e sana". Stando alla fotografia scattata dalla relazione del primo semestre 2017 (ultimi dati disponibili) la banca emiliana ha registrato una decisa flessione del risultato netto che tuttavia rimane positivo.

Il periodo si e' chiuso con un utile netto di 1,681 mln di euro contro i 3,404 mln registrati nel corrispondente semestre 2016. Il risultato operativo netto e' positivo per 3,972 mln euro, le rettifiche di valore nette e gli accantonamenti incidono per complessivi -1,501 mln di euro, mentre l'effetto fiscale e' di -790 mila euro.

La banca ha spiegato che il risultato netto è in calo rispetto al precedente esercizio poichè, nonostante l'incremento del margine di interesse primario connesso principalmente alla crescita dei volumi intermediati, appaiono in vistoso decremento gli utili da negoziazione se confrontati con lo "straordinario" risultato ottenuto nel primo semestre 2016.

Risultano in incremento gli oneri operativi (+0,7 mln) e le rettifiche di valore nette registrate a fronte del deterioramento degli attivi. Positiva, invece, l'intermediazione con la clientela che ha originato un flusso di interessi netto pari a 2,391 milioni di euro, con una maggiore incidenza sul margine interessi (43%) e un incremento del 94% rispetto al precedente esercizio. La redditivita' complessiva - ottenuta sommando al risultato economico le componenti di costo e di ricavo contabilizzate a patrimonio netto - evidenzia poi un risultato negativo di 1,545 milioni euro.

La dimensione dell'investimento fatto è in linea con l'obiettivo di non superare il 10% delle risorse raccolte da Spaxs  nell'investimento e, quindi, dedicare tutte le risorse rimanenti allo sviluppo del progetto imprenditoriale.

L'operazione sembra assecondare gran parte dei desiderata espressi dall'ex banchiere che guardava a una realta' tascabile, non necessariamente attiva nel business degli Npl. La prospettata fusione sarebbe la seconda operazione straordinaria per la giovane Banca Interprovinciale presieduta da Umberto Palmieri (la prima fu il merger per incorporazione di Emilveneta).

L'obiettivo di Passera, che sarà il ceo della nuova entità, è di costruire una banca fortemente innovativa e focalizzata su tre attività tra loro sinergiche e integrate in segmenti di mercato di grandi dimensioni e molto dinamici.

La nuova banca si rivolgerà al segmento delle PMI italiane con potenziale di crescita, anche se di rating non elevato o senza rating, cui offrirà servizi di invoice e crossover lending. Tali imprese hanno spesso difficoltà di accesso ai mercati finanziari o al credito bancario e rappresentano un mercato potenziale di diverse centinaia di miliardi di euro di impieghi.

Offrirà anche servizi di turnaround, acquistando e gestendo crediti verso imprese già classificati come deteriorati (Unlikely To Pay), ma con prospettive di ritorno in bonis, combinando soluzioni di debito con adeguata attività di advisory.

Inoltre, la banca sarà attiva nell’acquisito e gestione di crediti NPL con l’obiettivo di recuperare efficacemente tali posizioni, e si focalizzerà principalmente su portafogli corporate, garantiti e non garantiti.

Banca Interprovinciale confluirà in una realta' che ha gia' superato il test dei mercati riscuotendo un grande apprezzamento da parte degli investitori istutuzionali italiani ed esteri. La domanda, in occasione del collocamento istituzionale di Spaxs, era stata di 760 milioni, valore superiore all'obiettivo di raccolta inizialmente prefissato e pari a 400 milioni, elevabili a 500 milioni. Nell'azionariato di Spaxs si contano si contano Credit Suisse che opera per conto di Atlas (con una quota del 7,67%), Sdp Capital, cioe' la famiglia Pallavicini di Roma (al 6%), Kairos Partners al 5,98%, Tensile Capital Partners (fondo di San Francisco che ha il 5%), e un altro grande fondo di investimento, Numen Capital che detiene il 5,75%. Un sostegno che andra' ripagato.



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