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Questo articolo è stato pubblicato su 4 soldi da investire, la newsletter di Marco Capponi per iniziare a investire in modo consapevole. Per riceverla basta iscriversi da qui.
Ci risiamo: nel mondo è scoppiata una nuova guerra. E stavolta l'attacco di Stati Uniti e Israele all'Iran, con conseguente blocco dello stretto di Hormuz - snodo primario per il transito di petrolio e gas - rievoca gli spettri dell'inflazione energetica del 2022, che tanto male aveva fatto ai portafogli sia azionari sia obbligazionari.
In tutto ciò, con tempismo pressoché perfetto, il ministero dell'Economia è tornato sul mercato retail con una nuova edizione del Btp Valore: un titolo di Stato a sei anni, con tre step cedolari crescenti nel tempo: 2,5% per il primo biennio, 2,8% per il secondo e 3,5% per gli ultimi due anni. Il tutto con un premio fedeltà dello 0,8% per chi comprerà il titolo in fase di emissione e lo terrà fino alla scadenza, nel marzo del 2032.
Se volete passare ai raggi X le caratteristiche di questo nuovo Btp (e come usarlo in portafoglio) vi rimando all'ampio approfondimento che ho scritto nell'ultima edizione di Milano Finanza.
Oggi però voglio fare con voi un passaggio ulteriore e provare a rispondere a una domanda: che cosa rappresenta questo Btp Valore nella parte obbligazionaria del portafoglio?
Uno sguardo ai rendimenti (e alle alternative)
Partiamo da un presupposto: questo nuovo Btp Valore, quanto a rendimenti, non è migliore (nonostante il premio fedeltà) rispetto al collocamento dello scorso ottobre.
E questo per un semplice motivo: le condizioni di mercato sono migliori oggi rispetto a cinque mesi fa, e quindi il Tesoro può permettersi di pagare meno interessi sui titoli di Stato. Proviamo a mettere un po' in fila i numeri:
- Il Btp Valore dello scorso ottobre aveva durata sette anni. Quindi, adesso ne sono rimasti sei: di fatto, i due Btp hanno la stessa scadenza e quindi sono perfettamente confrontabili
- Il Btp Valore in emissione in questi giorni ha cedole del 2,5%, 2,8%, 3,5% + lo 0,8% di premio fedeltà
- Mentre il Btp Valore sul mercato secondario ha cedole del 2,6%, 3,1% e 4% senza premio fedeltà, e attualmente prezza 100,22 sul mercato secondario
- Il Btp Valore in collocamento ha un rendimento a scadenza lordo annuo - calcolato da Skipper Informatica - del 3,07%, che passa al 2,68% al netto della tassazione al 12,5% su cedole e premio fedeltà
- Invece il Btp sul mercato secondario ha rendimenti (ai prezzi attuali) del 3,06% lordo e del 2,66% netto, considerando anche la lievissima minusvalenza finale
Di fatto, i due titoli sono pressoché equivalenti a livello di rendimento finale. Con una differenza di base:
- Il nuovo Btp Valore si compra alla pari (nessuna minusvalenza), viene rimborsato sopra la pari (a 100,8 grazie al premio fedeltà) ma ha cedole più basse
- Il vecchio Btp Valore si compra sopra la pari e viene rimborsato alla pari, ma ha cedole più elevate. Quindi è più indicato per un investitore income puro, magari a fianco a una parte di portafoglio composta da Etf ad alto dividendo
In un certo senso, possiamo dire che il Mef abbia congegnato questo Btp per i ritardatari del precedente. Logica conseguenza: chi ha comprato il precedente Btp Valore e non avesse bisogno di bloccare denaro aggiuntivo sulla stessa scadenza di sei anni probabilmente non avrà bisogno del Btp attuale.
Btp Valore o Etf obbligazionario?
E adesso arriviamo al nocciolo della questione: come collocare questo Btp Valore nella parte obbligazionaria del portafoglio?
Oppure, come scrive la collega Paola Valentini in questo approfondimento di Milano Finanza, «meglio bloccare tutto al 2032 con il Btp Valore o restare flessibili» con gli Etf obbligazionari?
Spesso c'è infatti un po' di confusione a riguardo, e si tende a trattare le singole emissioni di Btp e gli Etf obbligazionari come se fossero la stessa cosa in portafoglio. In realtà, c'è una differenza sostanziale che emerge molto bene dall'articolo di Paola:
- Investire in un singolo Btp Valore (in gergo si chiama strategia bullet) è utile quando l'investimento è funzionale a una spesa pianificata. Come avevamo visto già in passato, l'esempio classico è quello del genitore con la figlia o il figlio in terza media che tra sei anni dovrà pagare le spese universitarie. In questo modo blocca il denaro con il Btp, prende le cedole trimestrali - che può usare per spese accessorie come condominio, bollo auto eccetera - e non è tentato di spendere una quota di denaro già destinata all'obiettivo finale
- Invece se non si ha un obiettivo specifico e l'investimento ha una funzione di portafoglio pura (quella classica è la moderazione del rischio della parte azionaria) avrà più senso l'Etf obbligazionario che non il semplice titolo di Stato
In generale, gli Etf obbligazionari fissano un range di scadenze (esempio: 3-5 anni): una volta che i bond in portafoglio scendono sotto la soglia minima, vengono venduti e sostituiti da titoli nuovi, in modo tale che il prodotto «rimanga coerente con l'obiettivo temporale prefissato», scrive Paola nel suo articolo.
Che succede in questo modo?
- Da una parte, l'Etf obbligazionario fa sì che l'investitore non debba pensare al rifinanziamento del proprio portafoglio obbligazionario, che potrebbe avvenire a condizioni di mercato molto diverse. Se ad esempio i tassi scendono molto, le cedole del Btp acquistato tra sei anni saranno molto meno interessanti di quelle a cui "ci siamo abituati" finora
- Dall'altra, l'Etf obbligazionario è più esposto alle oscillazioni dei prezzi di mercato. L’Etf obbligazionario, in buona sostanza, non ha una data di rimborso certa: la sua duration resta stabile nel tempo, quindi il prezzo continuerà a oscillare anche se lo si detiene a lungo. Al contrario, se compro un Btp in emissione e lo porto fino alla scadenza, ricevo il rimborso alla pari (anzi, nel caso del Btp Valore a 100,8) anche se nel frattempo il prezzo di quel bond sul secondario è sceso a 90, 80 o anche meno.
Etf: quando ad accumulazione e quando a distribuzione
Resta un ultimo passaggio: quando è opportuno scegliere Etf a distribuzione e quando ad accumulazione?
Nel primo caso, ci troveremmo con un prodotto che si comporta in modo più simile a un bond classico. Nel secondo caso, la parte obbligazionaria del portafoglio continuerà a svolgere la sua funzione di stabilizzatore di rischio, ma senza generare flussi di cassa periodici sul conto corrente.
Vedo in particolare tre possibili scenari:
- Un income investor puro acquisterà tendenzilamente Etf obbligazionari a distribuzione da associare a Etf ad alto dividendo per massimizzare le rendite passive. Con due avvertenze: primo, la necessità di avere parecchio capitale a disposizione. E secondo, la consapevolezza di adottare una strategia non efficiente dal punto di vista fiscale (su ogni distribuzione si paga il 12,5% per i titoli di Stato e il 26% per le obbligazioni societarie)
- Un investitore di lungo periodo con poco capitale di partenza (esempio: giovane under 35 al primo impiego) utilizzerà la parte obbligazionaria del portafoglio perlopiù per abbassare il rischio, mentre non avrà bisogno di cedole che peraltro, viste le cifre poco corpose in gioco, saranno molto piccole (nell'ordine delle decine di euro) e molto inefficienti dal punto di vista fiscale. Morale: tenderà a investire ad accumulazione
- C'è poi una casistica intermedia. L'investitore 50-60enne che ha un portafoglio tendenzialmente ad accumulazione (e azionario) ma con la parte obbligazionaria a distribuzione vuole realizzare uno di questi due obiettivi: 1) spese costanti e ricorrenti (condominio, bollo auto eccetera); 2) rimettere in circolo le cedole per rimpolpare gli investimenti azionari senza aggiungere nulla da fuori. Una sorta di ecosistema del portafoglio, non virtuosissimo dal punto di vista fiscale ma utile psicologicamente per chi vuole separare di netto la parte di investimenti da quella di spese correnti
E voi: preferite investire in singoli titoli di Stato come il Btp Valore oppure in Etf obbligazionari? E se preferite questi ultimi, vi orientate su quelli ad accumulazione o distribuzione? Fatemelo sapere alla mail mcapponi@class.it. Alla prossima settimana!