Brembo raccoglie i frutti della forte diversificazione geografica che compensa andamenti di segno opposto, dell'innovazione tecnologica che permette di guadagnare quote di mercato e del mix di prodotti e in un settore automotive sfidante archivia il primo semestre con ricavi in crescita superiori alle attese che consentono al colosso dei freni presieduto da Matteo Tiraboschi di rialzare nuovamente anche i target sul fatturato (crescita dal 3 al 5%) dell'intero anno. Una mossa che, com'era stato in occasione della revisione di maggio della guidance, Piazza Affari ha accolto bene premiando il titolo con un apprezzamento di oltre il 6% a 10,6 euro.
Nei primi sei mesi i ricavi sono saliti del 2,1% a 1,92 miliardi, con una crescita che sale al 4,4% a cambi costanti. Ancora più marcato il progresso del secondo trimestre, chiuso con vendite per 983 milioni (+6,4%, +6,9% a cambi costanti), un ebitda di 162 milioni (+9,8%) e un utile netto di 60,7 milioni (+30%). Complessivamente nei primi sei mesi l'ebitda è aumentato del 5,2% a 316,7 milioni, con un margine salito al 16,5%, mentre l'utile netto è cresciuto del 20,1% a 117,6 milioni. «Con l'eccezione della Cina che sta soffrendo per motivi interni, tutte le altre geografie stanno crescendo, tutte le nostre tecnologie stanno performando bene come anche le linee di business. Se c'è un mercato che fa fatica, riusciamo a compensare», spiega Tiraboschi, soddisfatto per la «leve dell'innovazione e della qualità che consentono di andare in controtendenza a un mercato globale dell'auto tendenzialmente piatto e per i trend di crescita registrati mese dopo mese». Da segnalare il +20% del fatturato in Francia «grazie al business», conclude Tiraboschi, «dell'aftermarket e dei veicoli commerciali». (riproduzione riservata)