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Borse europee in calo, guadagni per titoli oil and gas

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rosso. Controcorrente i titoli dell’energia, pesanti Tim e Moncler

19 giugno 2025, 07:50 Ultimo aggiornamento: 18:16

Seduta fiacca con Wall Street chiusa per festività. Netanyahu: gli Usa in guerra? Dipende da Trump. Ancora aperta la trattativa Nato sul target del 5% del pil da destinare alla difesa | IL VIDEO | Unicredit, ok condizionato dell’Antitrust europeo all’ops su Banco Bpm. In vendita 209 filiali

  • Ore 16 Il Ftse Mib accentua le perdite. Seduta fiacca senza Wall Street
  • Ore 14:40 Borse Ue ancora in rosso, a Milano resistono gli energetici
  • Ore 13:10  Il Ftse Mib accelera al ribasso con Nexi e i titoli del lusso. La BoE lascia i tassi fermi
  • Ore 12:20 Ftse Mib in calo con Brunello Cucinelli e Nexi. Villeroy (Bce) vede un altro taglio dei tassi
  • Ore 11:15 Il Ftse Mib resta in rosso, il petrolio Brent torna sopra 77 dollari con escalation tra Israele e Iran
  • Ore 10:20 Ftse Mib sotto 39.200. Spread a un passo da 100, la Svizzera taglia i tassi a zero
  • Ore 09:05 Ftse Mib in calo con le banche e Nexi, Israele attacca il reattore nucleare di Arak
  • Ore 07:45 Europa attesa in calo. Gli Stati Uniti si preparano ad attaccare l’Iran nel fine settimana

Il Ftse Mib chiude a 38.942 punti, in calo dell'1,2%, al termine di una seduta fiacca e con volumi scarsi a causa della chiusura dei mercati americani. A Milano tiene il comparto energetico, che esprime le uniche blue chip in grado di terminare le contrattazioni sopra la parità: Eni (+0,6%), Italgas (+0,7%), Terna (+0,6%), Snam (+0,2%). In coda al paniere pesante Tim, che perde il 3,5%, insieme a Moncler (-3,5%) e Nexi (-3,1%). Lo spread Btp/Bund torna sopra i 100 punti. 

Ore 16 Il Ftse Mib accentua le perdite

Si accentuano le perdite a Piazza Affari, dove il Ftse Mib scende sotto i 39.000 punti, a quota 38.958 (-1,2%), intorno alle 16. Scambiano sotto la parità anche gli altri principali listini europei in una seduta caratterizzata da volumi scarsi a causa della chiusura dei mercati americani. Il 19 giugno Wall Street resta infatti ferma per il Juneteenth National Independence Day, festa federale che ricorda la liberazione degli schiavi neri.

A Milano tiene il settore energetico, con Eni (+0,9%), Italgas (+0,3%) e Terna (+0,2%). In fondo al listino, invece, Tim cede il 4% e Nexi il 3%. Intanto, non si sarebbe ancora chiusa del tutto la partita alla Nato sull’aumento dei target di spesa al 5% complessivo perché, secondo fonti diplomatiche, la Spagna resterebbe in disaccordo. Sarebbe però passata la linea di Italia e Gran Bretagna sui tempi, con un orizzonte decennale (dunque fino al 2035) per arrivare all’obiettivo e senza obblighi annuali. Leonardo, principale rappresentante della difesa a Piazza Affari, cede il 2,4%. 

Ore 14:40 Borse Ue ancora in rosso, a Milano resistono gli energetici

I mercati azionari europei restano in rosso (-0,52% Francoforte, -0,33% Londra, -0,96%  Parigi e -0,81% a 39.089 punti Milano alle 14:40 con tutte le blue chip in calo, tranne Italgas, Eni e Tenaris) con Wall Street chiusa per festività (futures in calo dello 0,6%) e il contesto di crescente cautela, segnato dalle nuove tensioni in Medio Oriente dove le forze armate israeliane hanno colpito i siti nucleari di Bushehr, Isfahan e Natanz in Iran e continuano a concentrarsi su altre strutture.

Bushehr è l'unica centrale nucleare in funzione e utilizza combustibile russo che Mosca ritira una volta esaurito per ridurre il rischio di proliferazione. Proprio la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha messo in guardia Washington da un intervento militare «che sarebbe un passo estremamente pericoloso con conseguenze negative davvero imprevedibili».

A questo proposi to il premier israeliano, Benyamin Netanyahu, non ha escluso che la Guida suprema iraniana Ali Khamenei venga uccisa. E riguardo alla partecipazione degli Stati Uniti agli attacchi in Iran ha affermato che «dipende da Trump, lui conosce il gioco».

Ore 13:10 Il Ftse Mib accelera al ribasso con Nexi e i titoli del lusso. La BoE lascia i tassi fermi

La borsa di Londra si conferma in calo dello 0,27% a 8.819 punti alle 13:10 dopo che la Bank of England, come ampiamente previsto dagli economisti, ha mantenuto i tassi fermi al 4,25%. Sei dei nove membri del comitato di politica monetaria hanno votato per mantenerli invariati, mentre tre hanno espresso preferenza per un taglio da 25 punti base.

Esito scontato e l’euro resta in rialzo dello 0,12% a 0,8551 nei confronti della sterlina. Secondo un sondaggio di Reuters, il consenso degli economisti si aspetta un primo taglio dei tassi da 25 punti base nella riunione di agosto, seguito da un ulteriore allentamento in autunno.

A Milano l’indice Ftse Mib accelera al ribasso e flette dello 0,67% a 39.155 punti con Nexi e i titoli del lusso come Moncler e Brunello Cucinelli che perdono oltre due punti percentuali. Tra i peggiori anche Tim e Interpump. Lo spread Btp/Bund si amplia a 100,38 punti base. Il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, ha ribadito che bisogna mantenere un approccio basato sui dati, «step by step, è cruciale. Basti pensare che una settimana dopo che abbiamo tagliato i tassi è scoppiata la guerra Israele-Iran, l'approccio quindi deve essere quello della prudenza, meeting by meeting, e basato sui dati».

Ore 12:20 Ftse Mib in calo con Brunello Cucinelli e Nexi. Villeroy (Bce) vede un altro taglio dei tassi

Non scemano le vendite sulle borse europee. Francoforte arretra dello 0,31%, Parigi dello 0,68%, Londra dello 0,27% e Milano dello 0,50% a quota 39.222 punti alle 12:20 con Brunello Cucinelli e Nexi che perdono oltre il 2%, subito dietro Amplifon, Mps, Banco Bpm, Hera e Tim.

Restano in tensione i rendimenti dei titoli di Stato con quello del Treasury Usa 10 anni (Wall Street è chiusa per festività) al 4,38% e quello del Btp 10 anni al 3,51%. Dopo il nulla di fatto della Fed, gli esperti guardano alla Bce. Se decidesse di intervenire sui tassi nei prossimi sei mesi, molto probabilmente lo farebbe con un taglio, ha detto il banchiere centrale francese e consigliere di Francoforte, François Villeroy de Galhau.

La Bce ha indicato una pausa nell'allentamento della politica monetaria questo mese, nonostante le proiezioni mostrino una crescita dei prezzi temporaneamente al di sotto dell'obiettivo del 2% a causa del rafforzamento dell'euro. A questo proposito, per il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, il miglior contributo che l’istituto centrale può fornire alla crescita della zona euro è quello di riportare l'inflazione verso l'obiettivo del 2%. I dazi dell’amministrazione Trump non lo preoccupano: «in caso di mancato accordo saranno gli utenti statunitensi, non gli europei, a pagare il prezzo più elevato», ha detto.

Ore 11:15 Il Ftse Mib resta in rosso, il petrolio Brent torna sopra 77 dollari con escalation tra Israele e Iran

Piazza Affari, orfana di Wall Street, resta in ribasso dello 0,35% a 39.382 punti alle 11:15 con Amplifon, Prysmian, le banche e Nexi sotto pressione. Mentre il conflitto tra Israele e Iran si intensifica, è prevista sabato a Istanbul una seduta speciale del 51esimo Consiglio dei ministri degli Esteri Oic sui recenti attacchi e a quanto pare vi parteciperà il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araqchi. Intanto il prezzo del petrolio continua a salire con il futures sul Brent a 77,15 dollari al barile (+0,59%) e quello sul Wti dello 0,6% a 73,96 dollari al barile.

«Finora gli Stati Uniti si sono astenuti dall'intervenire direttamente nel conflitto. La situazione potrebbe cambiare se le risorse militari statunitensi nella regione fossero attaccate o se l'approvvigionamento energetico dalla regione fosse minacciato», sottolineano Razan Nasser, Credit Analyst, e Peter Botoucharov, Credit Analyst di T. Rowe Price. «È un rischio significativo che, se si verificasse, avrebbe probabilmente ripercussioni più ampie sui mercati. Non è garantito inoltre che il coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto porterebbe a una conclusione decisiva. In questa fase, riteniamo che si tratti di uno scenario con probabilità media».

Uno sviluppo negativo per tutti sarebbe l'interruzione del traffico nello Stretto di Hormuz, uno stretto braccio di mare che consente il trasporto di circa un terzo delle forniture mondiali di petrolio via mare. Per quanto riguarda il petrolio, «finora gli obiettivi sono stati limitati agli impianti energetici nazionali; nessun barile di petrolio esportato è stato ancora colpito. Gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita hanno la capacità di aggirare lo stretto per gran parte delle loro esportazioni, ma non è così per l'Iraq e il Kuwait», precisano i due esperti di T. Rowe Price. «Il rischio che lo stretto di Hormuz venga bloccato è limitato, ma il conflitto potrebbe dissuadere i trasportatori e gli assicuratori dall'utilizzare questa rotta. Con i rischi orientati al ribasso, i mercati obbligazionari regionali del Medio Oriente sono a nostro avviso troppo ottimisti. È improbabile che il conflitto si risolva nel breve termine».

Ore 10:20 Ftse Mib sotto 39.200. Spread a un passo da 100, la Svizzera taglia i tassi a zero

Le borse europee accelerano al ribasso (Dax -0,82%, Cac40 -0,78%, Ftse100 -0,53% e Ftse Mib -0,58% a 39.191 punti con i titoli del lusso, le banche, Nexi e Amplifon i più colpiti dalle vendite) a causa dell’escalation del conflitto tra Iran e Israele e della possibilità che gli Stati Uniti entrino in guerra presto. In attesa dell’esito scontato (tassi fermi) della riunione della BoE, la Banca Nazionale Svizzera ha tagliato i tassi a zero in risposta al calo dell'inflazione, all’apprezzamento del franco svizzero e all'incertezza economica causata dall'imprevedibile politica commerciale dell'amministrazione Trump. L'istituto ha ridotto il tasso di riferimento di 25 punti base dallo 0,25%, in linea con le attese degli economisti. Si tratta del sesto taglio dei tassi consecutivo.

Per gli economisti la Fed manterrà un atteggiamento cauto

Anche la Fed ha lasciato i tassi fermi il 18 giugno. Nel breve, i timori per l'inflazione, in particolare quelli legati all'aumento dei prezzi causato dai dazi, dovrebbero indurre la Fed a mantenere un atteggiamento cauto.

«Sebbene l'inflazione sia rimasta stabile, continua a superare l'obiettivo del 2% fissato dalla Fed. Nella sua conferenza stampa, il presidente Jerome Powell ha osservato che, nonostante l'elevata incertezza circa la misura in cui i dazi si ripercuoteranno sui prezzi al consumo, molti analisti prevedono un leggero aumento dell'inflazione quest'anno», afferma Allison Boxer, economista di Pimco. «Nonostante i funzionari della Fed prevedano ora un'inflazione più elevata, riteniamo che la soglia per un ritorno ai rialzi dei tassi da parte della Fed rimanga molto alta. Per tagliare i tassi, la Fed avrà probabilmente bisogno di essere certa che le aspettative di inflazione siano ben ancorate e che i dati sul mercato del lavoro stiano peggiorando».

Due i possibili scenari: se il mercato del lavoro statunitense si dimostrerà resiliente, la Fed potrebbe tagliare i tassi in misura minima o non tagliarli affatto nel 2025. Se, invece, dovesse indebolirsi in modo significativo, «sarebbero possibili tagli più aggressivi e la Fed potrebbe agire rapidamente. Riteniamo che questa visione binaria sia evidente nelle proiezioni della Fed, che mostrano i funzionari divisi tra tagli di 0 punti base e 50 punti base nel 2025», conclude Boxer. Lo spread Btp/Bund viaggia a ridosso di 100 punti base.

Ore 09:05 Ftse Mib in calo con le banche e Nexi, Israele attacca il reattore nucleare di Arak

I principali mercati europei scendono in avvio di seduta. Il Dax segna un -0,74%, seguito dal Cac40 -0,54%, dal Ftse 100 -0,33% e dal Ftse Mib -0,41% a 39.255 punti con Wall Street chiusa per festività. Seguono con attenzione gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente con il presidente statunitense, Donald Trump, che avrebbe approvato piani per un attacco all'Iran, senza ancora decidere se procedere. Nel frattempo, i caccia israeliani hanno attaccato il reattore nucleare di Arak. Mentre gli iraniani hanno lanciato missili contro l'ospedale Soroka. «Pagheranno un prezzo alto», ha scritto su X il premier israeliano, Benyamin Netanyahu.

Non è solo la BoE a pronunciarsi sui tassi post Fed

Sono attesi i verdetti di diverse banche centrali: la Snb (che pubblica anche il report sulla stabilità finanziaria) dovrebbe tagliare i tassi di 25 punti base portandoli a zero, mentre la Norges Bank dovrebbe mantenere invariato il proprio tasso benchmark al 4,5%. Nel Regno Unito la BoE annuncerà la propria decisione sui tassi alle 13, con attese per una conferma del livello attuale del 4,25%.

All’indomani della riunione della Fed, che ha mantenuto i tassi fermi, come ampiamente previsto dagli economisti, il dot plot continua a prevedere due tagli dei tassi per il 2025. Tuttavia, le proiezioni per il 2026 e il 2027 sono state riviste, prospettando un solo taglio nel corso di questi due anni, precisa Ray Sharma-Ong, Responsabile Multi-Asset Investment Solutions – Southeast Asia di Aberdeen Investments.

Implicazioni per gli investimenti

Data l'attuale incertezza sulle prospettive economiche e sulla politica commerciale, «riteniamo che la Fed potrebbe in ultima analisi effettuare un solo taglio - o addirittura nessuno - quest'anno, discostandosi dai due tagli indicati nel dot plot per il 2025», prevede Ray Sharma-Ong. Ciò dipende dalla mancanza di chiarezza sulla struttura o sulla modalità finali degli esiti della politica commerciale. La pausa di 90 giorni di Trump sulle tariffe reciproche è iniziata il 9 aprile 2025 e terminerà l'8 luglio 2025. Inoltre, una specifica pausa tariffaria di 90 giorni tra Stati Uniti e Cina è iniziata il 14 maggio 2025 e si concluderà il 12 agosto 2025.

Alla luce della prolungata pausa della Fed, «privilegiamo i mercati azionari al di fuori degli Stati Uniti, in particolare nelle regioni con un forte sostegno fiscale. Spiccano l'Europa e la Cina, i cui strumenti politici possono contribuire a compensare l'impatto negativo dei dazi. E ci aspettiamo che il dollaro Usa mantenga una certa stabilità, sostenuto dalla modalità attendista della Fed e dalle dichiarazioni del presidente Powell secondo cui la debolezza del mercato del lavoro è solo marginale e l'inflazione è destinata a risalire nella seconda metà dell'anno, quando l'impatto dei dazi comincerà a riflettersi nei dati», spiega Ray Sharma-Ong.

Inoltre, l'aumento dei rischi geopolitici, come l'escalation delle tensioni tra Israele e Iran, sta contribuendo al rialzo dei prezzi del petrolio (futures sul Brent +0,85% a 77,35 dollari al barile), rafforzando ulteriormente il dollaro (l’euro vale 1,1466, -0,05%) in un contesto di crescente avversione al rischio. Lo spread Btp/Bund sale a 100,25 punti base. Attive sul primario la Francia, che offre 10-12 miliardi di Oat, e la Spagna con 5-6 miliardi di Bonos.

A Milano male le banche, Nexi, Moncler. Saipem sugli scudi

Sul listino milanese Saipem sale contro corrente dell’1,20% a 2,438 euro dopo essersi aggiudicata da Sonatrach un contratto di front end engineering design relativo al progetto Phosphate Integrated, per la produzione di fertilizzanti in Algeria.

Si tratta del primo progetto integrato nel campo dell'estrazione mineraria e della produzione di fertilizzanti in Algeria che contribuirà a diversificare l'economia del Paese.

Vendite sul settore bancario, anche su Mps (-0,45% a 6,92 euro) dopo che la Procura di Milano ha sentito nei mesi scorsi come persone informate dei fatti l'ad di Unicredit, Andrea Orcel, e un dirigente di Mediobanca (-0,72% a 19,18 euro) nell'ambito dell'indagine sul collocamento da parte del ministero delle Finanze di una quota della banca senese a novembre. 

Quanto a Unicredit (-0,64% a 56,13 euro)-Banco Bpm (-0,74% a 10,04 euro), il verdetto della Ue sul golden power potrebbe arrivare fuori tempo utile. Forse addirittura nel 2026, quando il risiko bancario italiano potrebbe essersi già concluso, sottolinea Mf-Milano Finanza. Oggi, 19 giugno, la DgComp di Bruxelles autorizzerà con alcune condizioni l’ops su Banco Bpm (l’ipotesi più accreditata è la vendita di circa 200 filiali), ma non deciderà nulla sulle condizioni dettate da Palazzo Chigi.

Sempre secondo Mf-Milano Finanza il cda di Illimity (-1,26% a 3,46 euro), su cui è in corso l'opas di Banca Ifis (-0,93% a 21,42 euro), avrebbe allo studio una nuova azione di pulizia nell’attivo, con ulteriori svalutazioni dopo quelle contenute nell'ultimo bilancio. La manovra potrebbe determinare un profit warning che potrebbe arrivare fino a una trentina di milioni. Non si è ancora stabilito se annunciare subito l’intervento contabile oppure includerlo nella semestrale che sarà presentata il prossimo 6 agosto, quindi a opas già conclusa.

Pesante anche Nexi, -2% a 4,85 euro. E se Barclays ha tagliato il target price di Moncler (-2% a 49,44 euro) da 63 a 61 euro (rating equal weight), si ricorda che termina l’aumento di capitale di Italgas (-0,22% a 6,90 euro) e che il cda di La Sia ha ritenuto congruo, da un punto di vista finanziario, il corrispettivo dell'opas obbligatoria totalitaria promossa da Mare Engineering. Il periodo di adesione all'offerta avrà inizio il 23 giugno e terminerà l’11 luglio.

Ore 07:45 Europa attesa in calo. Gli Stati Uniti si preparano ad attaccare l’Iran nel fine settimana

Borse europee attese in calo (-0,53% il futures sull’Eurostoxx50) in avvio di seduta, con Wall Street chiusa per festività, dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha confidato ai suoi consiglieri di aver approvato i piani di attacco all'Iran, ma anche di voler aspettare per vedere se Teheran decide di rinunciare al suo programma nucleare, secondo fonti citate dal Wall Street Journal.

Gli Stati Uniti si preparano ad attaccare l’Iran nel fine settimana

In realtà, secondo quanto riportato da Bloomberg, alti funzionari statunitensi si stanno preparando alla possibilità di un attacco contro l’Iran già da questo fine settimana, anche se la situazione resta ancora incerta. Un attacco diretto degli Stati Uniti contro l’Iran potrebbe segnare una grave escalation nel conflitto con Teheran che ha avvertito di gravi conseguenze nel caso ciò accadesse.

Intanto sono proseguiti gli attacchi. Le sirene d'allarme stanno risuonando in gran parte di Israele, per il lancio di missili balistici dall'Iran. Forti boati si sentono nel centro di Tel Aviv e di Gerusalemme e un missile ha colpito l’ospedale Soroka a Beer Sheva, si sospetta una fuoriuscita di sostanze pericolose al piano superiore dell'edificio e la polizia ha iniziato a evacuare e ad allontanare le persone dalla zona. Mentre l’esercito israeliano ha colpito il reattore nucleare nella zona di Arak in Iran e un sito di sviluppo di armi nucleari nella zona di Natanz.

Il petrolio torna a salire

Di riflesso i prezzi del petrolio, il 18 giugno in calo, tornano a salire (futures sul Wti +0,40% a 73,80 dollari al barile e sul Brent +0,31% a 76,94 dollari al barile), il dollaro si rafforza, ma di poco, nei confronti dell’euro, che vale 1,1462 (-0,09%), e il rendimento del Treasury Usa 10 anni sale al 4,39% all'indomani della riunione della Fed che ha mantenuto invariati i tassi.

Il presidente, Jerome Powell, ha usato toni piuttosto da falco, affermando che la politica monetaria deve ancora imporre un certo freno all'economia, dato l'attuale livello dei prezzi. Prima Trump lo ha ancora una volta attaccato, definendolo «stupido» perché troppo in ritardo nella riduzione dei tassi e aggiungendo di star pensando all'idea di nominare se stesso alla guida della banca centrale. Un'uscita anticipata di Powell, il cui mandato scade nel maggio 2026, potrebbe causare notevole disagio nei mercati.

Dopo la Fed anche la BoE terrà i tassi fermi

La decisione della Fed di mantenere i tassi invariati, commenta Robert Lind, economista di Capital Group, sottolinea il delicato equilibrio che deve affrontare in un contesto caratterizzato da inflazione persistente, rallentamento della crescita statunitense e maggior incertezza politica. Sebbene i dazi e le tensioni geopolitiche abbiano pesato sul sentiment e sull'attività economica, «riteniamo che questo sia il momento di rimanere concentrati sui fondamentali a lungo termine. La storia dimostra che i mercati sono in grado di adattarsi e riprendersi, anche di fronte a perturbazioni significative».

È il turno della BoE (annuncio alle 13), vista mantenere i tassi fermi al 4,25%, e della Banca centrale svizzera. Inoltre, sono diversi gli esponenti della Bce che parlano a partire dalla presidente, Christine Lagarde, alle 09:30 seguiranno Buch alle 10:30, Nagel alle 11 e de Guindos alle 11:45. Non sono in agenda dati macro. I ministri finanziari della zona euro, tra cui Giancarlo Giorgetti, si riuniscono a Lussemburgo. Sul tavolo i conflitti geopolitici e commerciali in atto e le possibili ricadute. Per la Bce partecipa l'italiano Piero Cipollone.

A Milano occhio a Saipem, Mps, Unicredit, Banco Bpm, Illimity, Moncler e Italgas

Sul listino milanese attenzione a Saipem che si è aggiudicata da Sonatrach un contratto di front end engineering design relativo al progetto Phosphate Integrated, per la produzione di fertilizzanti in Algeria.

Si tratta del primo progetto integrato nel campo dell'estrazione mineraria e della produzione di fertilizzanti in Algeria che contribuirà a diversificare l'economia del Paese.

Nel settore bancario occhio a Mps dopo che Procura di Milano ha sentito nei mesi scorsi come persone informate dei fatti l'ad di Unicredit, Andrea Orcel, e un dirigente di Mediobanca nell'ambito dell'indagine sul collocamento da parte del ministero delle Finanze di una quota della banca senese a novembre. 

Quanto a Unicredit-Banco Bpm, il verdetto della Ue sul golden power potrebbe arrivare fuori tempo utile. Forse addirittura nel 2026, quando il risiko bancario italiano potrebbe essersi già concluso, sottolinea Mf-Milano Finanza. Oggi, 19 giugno, la DgComp di Bruxelles autorizzerà con alcune condizioni l’ops su Banco Bpm (l’ipotesi più accreditata è la vendita di circa 200 filiali), ma non deciderà nulla sulle condizioni dettate da Palazzo Chigi.

Sempre secondo Mf-Milano Finanza il cda di Illimity, su cui è in corso l'opas di Banca Ifis, avrebbe allo studio una nuova azione di pulizia nell’attivo, con ulteriori svalutazioni dopo quelle contenute nell'ultimo bilancio. La manovra potrebbe determinare un profit warning che potrebbe arrivare fino a una trentina di milioni. Non si è ancora stabilito se annunciare subito l’intervento contabile oppure includerlo nella semestrale che sarà presentata il prossimo 6 agosto, quindi a opas già conclusa.

E se Barclays ha tagliato il target price di Moncler da 63 a 61 euro (rating equal weight), si ricorda che termina l’aumento di capitale di Italgas e che il cda di La Sia ha ritenuto congruo, da un punto di vista finanziario, il corrispettivo dell'opas obbligatoria totalitaria promossa da Mare Engineering. Il periodo di adesione all'offerta avrà inizio il 23 giugno e terminerà l’11 luglio.

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