Il Ftse Mib chiude a 40.461 punti, in calo dello 0,35%. Tra le blue chip la migliore al termine delle contrattazioni è Stm che strappa un +2,9%. Completano il podio Campari (+2,2%) e Diasorin (+1,9%), forte dell’approvazione ottenuta dalla Food and Drug Administration (Fda) statunitense per il suo Liaison Plex Gram-Positive Blood Culture Assay. In fondo al listino Iveco (-2,5%), Generali (-2,15%) e Hera (-1,7%). Lo spread Btp/Bund chiude poco sotto i 95 punti base dopo essere sceso fino a 93 punti nel corso della seduta.
Sotto la parità anche le principali borse europee mentre Wall Street, a due ore dall’apertura, procede mista.
I listini azionari statunitensi aprono al rialzo in vista dei colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina previsti per il 9 giugno. L’S&P 500 guadagna lo 0,10%, il Nasdaq cresce dello 0,20%, mentre il Dow Jones apre in lieve rialzo dello 0,06%.
Partirà da Londra la nuova tornata di colloqui commerciali tra Usa e Cina nel tentativo di allentare ulteriormente le tensioni legate all'export di terre rare e tecnologie avanzate. Scott Bessent, il segretario al Tesoro Usa, sarà affiancato dal segretario al Commercio Howard Lutnick e dal rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer, mentre la delegazione cinese sarà guidata dal vice primo ministro, He Lifeng. «La politica commerciale rimarrà la grande incertezza macroeconomica. Segnali di ulteriore slancio nei colloqui potrebbero dare il via libera a un rally dei mercati», ha affermato Kyle Rodda, analista senior di Capital.com.
Nel frattempo, rimane alta la tensione per gli scontri a Los Angeles tra le forze dell’ordine e i manifestanti che si oppongono alle politiche anti-immigrazione dell’amministrazione Trump, mentre si accentua lo scontro politico tra la Casa Bianca e il governo della California. Il governatore della California, Gavin Newsom, ha fatto sapere che intende presentare una causa contro l'amministrazione repubblicana, definendo il dispiegamento della Guardia Nazionale come «illegale, immorale e incostituzionale».
All’avvio dei mercati americani il Ftse Mib si mantiene in calo, a 40.459 punti (-0,35%). Tra le blue chip la migliore è Campari, che guadagna il 2,2%, seguita da Stm (+2,16%). In coda Iveco (-2,3%). Lo spread risale a 95 punti.
Nonostante i futures statunitensi positivi (+0,14% quello sul Dow Jones e +0,16% quello sull’S&P500) l’indice Ftse Mib di Piazza Affari accelera al ribasso (-0,47% a 40.409 punti alle) con Generali, Hera, Prysmian, Iveco e Leonardo sotto pressione. Meglio Finecobank, Diasorin e Campari.
I massimi rappresentanti commerciali di Washington e Pechino si incontreranno a Londra per un colloquio che dovrebbe concentrarsi sui minerali critici, la cui produzione è dominata dalla Cina. «La politica commerciale rimarrà la grande incertezza macro», ha detto a Reuters Kyle Rodda, analista senior dei mercati finanziari presso Capital.com. «I segnali di un ulteriore slancio nelle trattative potrebbero dare ai mercati una nuova spinta per inaugurare la settimana».
Il Segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, il Segretario al Commercio, Howard Lutnick, e il Rappresentante per il Commercio, Jamieson Greer, rappresenteranno Washington nei colloqui con la Cina, ha detto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sui social media.
Il rendimento del Btp 10 anni ri sale al 3,59% (spread con il Bund a 94,75 punti base dopo essere sceso sui minimi da oltre quattro anni) mentre si ragiona su un maggior debito congiunto a livello europeo parallelamente a una più profonda integrazione nel blocco sul fronte difesa.
Con i futures statunitensi piatti i mercati azionari del Vecchio Continente restano in rosso (Dax -0,49%, Cac40 -0,18%, Ftse100 -0,12% e Ftse Mib -0,25% a 40.499 punti alle 13, frenato da Iveco e Leonardo, realizzi anche se il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ritiene che l'alleanza abbia bisogno di un aumento del 400% della difesa aerea e missilistica, una delle priorità del vertice che si terrà all'Aja a fine mese. Giù anche Generali ed Hera).
Il futures sul petrolio Wti ha raggiunto un massimo plurisettimanale all'inizio delle contrattazioni a 64,92 dollari al barile prima di cedere alcuni guadagni e ora si mantiene sopra la soglia di 64 dollari al barile (+0,33%). Anche il petroli Brent sale dello 0,29% a 66,66 dollari al barile.
«I mercati sono sempre più ottimisti sulle prospettive di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina, in vista di un incontro tra alti funzionari di entrambi i Paesi che potrebbe aprire la strada a un accordo tra le due maggiori economie mondiali», spiega Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. «I progressi in questi colloqui potrebbero dare una spinta alle prospettive economiche globali e alimentare un aumento della domanda di petrolio, con il recente rialzo dei prezzi in gran parte guidato da queste aspettative».
Al sentiment positivo si aggiunge il continuo indebolimento del dollaro Usa. Le preoccupazioni per la situazione fiscale del Paese spingono gli operatori a valutare la possibilità di un taglio dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve, «offrendo un ulteriore sostegno al petrolio, dato che un dollaro più debole di solito fa salire il prezzo delle materie prime denominate in dollari», aggiunge. In questo contesto, dato che molto dipende dall'esito dei negoziati tra Stati Uniti e Cina, i prezzi del greggio rimarranno probabilmente molto sensibili a qualsiasi sviluppo su questo fronte», conclude Evangelista.
L’indice Ftse Mib si porta poco sotto la parità (-0,09% a 40.565 punti alle 11:35), frenato da Generali, Hera, Iveco e Leonardo. Di segno opposto Campari, Diasorin e Interpump.
Lo spread Btp/Bund sale a 94,2 punti base. A maggio il debito Target2 è cresciuto, invertendo la rotta rispetto al mese precedente quando ha toccato il minimo da gennaio 2017. Il mese scorso le passività italiane nei confronti del sistema euro sono salite a 382,373 miliardi di euro rispetto ai 371,121 miliardi del mese precedente, secondo il documento mensile sugli aggregati di bilancio a cura di Banca d'Italia. Inoltre, il mese scorso l'esposizione delle banche italiane ai finanziamenti della Bce è scesa a 16,147 miliardi rispetto ai 20,476 miliardi di aprile. L’euro sale dello 0,59% a 1,1432 dollari.
Le borse europee virano al ribasso dopo un avvio poco mosso. Anche a Milano l’indice Ftse Mib perde lo 0,24% a 40.503 punti alle 09:50 con le banche e Prysmian sotto pressione; salgono viceversa contro corrente Buzzi e Diasorin. Lo spread Btp/Bund scende a 93,2 punti base. La settimana sarà dominata da un doppio interrogativo: da un lato, quanto i dazi americani inizino a penetrare nei dati sull’inflazione; dall’altro, quanto le tensioni politiche (tra Usa e Cina, ma anche interne agli Stati Uniti) stiano minando la fiducia nei mercati e nelle imprese globali. Saranno i numeri a guidare l’interpretazione dei trader: i dati sul Cpi statunitense in uscita mercoledì e il Ppi giovedì offriranno una prima vera verifica della tariffflation americana, afferma Gabriel Debach, market analyst di eToro.
Il tutto mentre riprendono a Londra i negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina, nel primo confronto diretto dopo la telefonata tra Trump e Xi. «Il tono è prudenzialmente ottimista, ma il margine per progressi concreti appare ristretto. I dossier aperti sono numerosi e sensibili: da un lato i dazi americani, ormai saliti in media al 40%, dall’altro le restrizioni cinesi sui minerali critici», continua Debach. A complicare il quadro, l’intensificarsi delle misure di controllo all’export da parte di Washington, in particolare su strumenti per la progettazione di chip e sui semiconduttori AI legati a Huawei.
Negli ultimi giorni, gli Stati Uniti hanno anche sospeso le licenze di esportazione di attrezzature nucleari verso la Cina. «Una misura che blocca la spedizione di componenti verso le centrali cinesi e che si inserisce in un’ondata più ampia di restrizioni, dai fluidi idraulici ai motori per jet, su prodotti ritenuti strategici. Temi collaterali come le limitazioni ai visti per studenti e le preoccupazioni per una svalutazione competitiva dello yuan aggiungono ulteriori strati di tensione», spiega Debach, ricordando che lunedì si apre la Wwdc di Apple, in un momento delicatissimo per il titolo, in calo di oltre il 18% da inizio anno. La pressione è alta, ma le attese modeste: niente rivoluzioni su Siri, l’AI resta un work in progress, mentre si punta su aggiornamenti incrementali di iOS, CarPlay e AirPods. Il mercato chiede una nuova storia, ma Apple sembra ancora prigioniera del suo passato hardware.
Le borse europee scendono leggermente in avvio di seduta. Francoforte perde lo 0,17%, Parigi lo 0,19%, Londra è piatta e Milano arretra solo dello 0,07% a 40.572 punti. Gli investitori monitoreranno i colloqui a Londra tra funzionari Usa e cinesi, dopo l'accordo preliminare di Ginevra che il mese scorso ha abbassato le tensioni sul commercio tra le due super potenze. Intanto il presidente statunitense, Donald Trump, ha detto che una decisione sul prossimo presidente della Fed arriverà «molto presto», aggiungendo che un buon presidente abbasserà i tassi di interesse.
La Fed ha già segnalato di voler lasciare i tassi invariati nel meeting del 17-18 giugno, complici anche i buoni dati sull'occupazione Usa di venerdì 5 giugno. Inoltre il tycoon ha chiarito che la sua relazione con Elon Musk è finita e ha avvertito che ci saranno «serie conseguenze» se il miliardario finanzierà i Democratici in corsa contro i Repubblicani che voteranno a favore dell'ampia legge fiscale e di spesa del presidente.
Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,49% e lo spread con il Bund sale a 95,13 punti base, mentre si tiene la seconda giornata di votazioni per il referendum su cinque quesiti referendari abrogativi di norme del jobs act e sull'acquisizione della cittadinanza italiana: si voterà fino alle 15. L’8 giugno l'affluenza era al 22,7%, trainata dal Centro-Nord e dalle grandi città.
Nel corso della seduta di venerdì il differenziale di rendimento Italia/Germania è scivolato in area 90 punti base, sui minimi da febbraio 2021, dopo aver digerito il taglio dei tassi scontato che la Bce ha, però, corredato di commenti da falco. Il membro del consiglio Boris Vujcic ha avvertito che Francoforte non dovrebbe reagire in maniera eccessiva all'inflazione della zona euro leggermente al di sotto del target del 2%.
Sul fronte dell'offerta a medio e lungo termine, segnala Reuters, si prospetta una settimana con una proposta complessiva più che dimezzata rispetto alla scorsa. Secondo il servizio Ifr di Lseg verranno messi a disposizione degli investitori titoli a tasso fisso per un totale di circa 18 miliardi dopo i 45,7 miliardi dell'ultima settimana. Da evidenziare anche l'accorciamento della durata media dell'offerta. Giovedì sarà il turno dell'Italia con l'asta a medio-lungo, i cui dettagli saranno diffusi a mercati chiusi. Il 6 giugno il Tesoro ha annunciato che mercoledì offrirà 8,5 miliardi di euro di Bot a 12 mesi.
Sul listino milanese Stellantis scivola dello 0,50% a 8,63 euro con le aziende automobilistiche che temono che il blocco delle terre rare in Cina sia la prossima crisi di approvvigionamento globale. Frank Eckard, ceo di un produttore tedesco di magneti, nelle ultime settimane ha ricevuto una valanga di telefonate. Le case automobilistiche e i fornitori di componenti, esasperati, cercano disperatamente di trovare fonti alternative di magneti, che scarseggiano a causa delle limitazioni alle esportazioni cinesi. Alcuni hanno detto a Eckard che le loro fabbriche potrebbero essere ferme entro la metà di luglio senza forniture di magneti di riserva. Di segno opposto Diasorin con un +0,63% a 92,7 euro dopo che la Fda ha approvato il terzo pannello diagnostico su piattaforma Liaison Plex.
Tra le banche, bene la popolare di Sondrio (+0,61% a 12,29 euro) e Banco Bpm (+0,39% a 10,37 euro) che non ha in programma un dividendo straordinario, come ha detto il ceo, Giuseppe Castagna, in una intervista a Class Cnbc riportata sabato da Milano Finanza. L’istituto di credito potrebbe, però, valutare «ulteriori distribuzioni» se il Cet1 salisse oltre il 13%, ha aggiunto Castagna.
Inoltre il Ministro degli Esteri Tajani, in un'intervista rilasciata a MF-Milano Finanza, ha confermato l'avvio di un confronto costruttivo con l'istituto guidato da Andrea Orcel riguardo all'applicazione del golden power su Unicredit-Bpm. Tajani ha evidenziato come si stia cercando una via interpretativa compatibile con il diritto europeo, pur mantenendo l'obiettivo di tutela di risparmio e occupazione. La questione potrebbe rappresentare uno snodo decisivo per la fattibilità dell'operazione.
Invece, fino a che Mediobanca (-0,13% a 19,35 euro) e Generali (+0,25% a 32,57 euro, Kbw ha alzato il target price a 30 euro, rating market perform) non avranno trovato un accordo su bancassicurazione e wealth managemet, Banca Generali (stabile a 52,5 euro) non ritiene opportuno essere parte delle trattative tra i due. Lo avrebbe comunicato il ceo di Banca Generali in una lettera a Mediobanca, secondo quanto riportato da La Verità sabato. Quando sarà raggiunta un’intesa e sarà inserita nel prospetto dell'offerta pubblica di scambio, Banca Generali la valuterà.
Nella relazione illustrativa al cda sul voto del 16 giugno, le condizioni di efficacia prevedono che entro la data di pubblicazione del documento di offerta Mediobanca e Generali siglino una partnership di lungo periodo nei settori della bancassurance, dell'asset management e dell'insure-banking. Intanto, l’Enpam, ente previdenziale di medici e dentisti, è salito all'1,98% di Mediobanca contro l'1% in portafoglio il mese scorso.
Quanto a Mps (-0,12% a 7,29 euro) ha assicurato che la decisione della Gup di Milano di rinviare a giudizio alcuni ex vertici della banca imputati a vario titolo per le presunte irregolarità nella contabilizzazione dei crediti deteriorati 2015 e nella prima semestrale del 2016 «non ha impatto di alcuna natura» per l’istituto senese.
E se Eni (+0,34% a 13,39 euro) ha firmato con Ypf un accordo relativo al progetto Argentina Lng, progetto di sviluppo gas integrato, upstream e midstream, su larga scala, progettato per sviluppare le risorse del giacimento onshore di Vaca Muerta, il cda di sabato di Acea (-0,73% a 21,88 euro) ha iniziato a esaminare l'offerta vincolante ricevuta da Eni Plenitude per l'acquisto dell'intero capitale sociale della controllata Acea Energia.
Borse europee attese in calo in avvio di seduta. I futures sull’Eurostoxx50 cedono lo 0,11%, nonostante la maggior parte di quelle asiatiche sia salita grazie all’ottimismo per i colloqui commerciali tra Cina e Stati Uniti, soprattutto dopo che il dato sull’inflazione cinese ha evidenziato l’impatto della loro guerra commerciale. Alti funzionari statunitensi, tra cui il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, e il Segretario al Commercio, Howard Lutnick, incontreranno il vicepremier cinese, He Lifeng, a Londra per discutere la riduzione dei dazi, i controlli alle esportazioni e le più ampie questioni bilaterali in ambito commerciale. Il tutto a meno di una settimana dalla rara telefonata tra il presidente cinese, Xi Jinping, e il presidente statunitense, Donald Trump. I mercati sperano che i colloqui portino a un’ulteriore de-escalation del conflitto commerciale dopo che a metà maggio entrambe le parti hanno concordato una riduzione temporanea dei rispettivi dazi.
Wall Street venerdì 6 giugno si è avvicinata ai massimi storici dopo i dati sui salari non agricoli superiori alle attese negli Stati uniti, segnalando una certa resilienza dell’economia statunitense. Tuttavia, stamani i futures sul Dow Jones e sull’S&P 500 scendono dello 0,17% e dello 0,19%, rispettivamente, riflettendo una maggior cautela in vista dei colloqui commerciali. Questa settimana sono attesi importanti dati sull’inflazione negli Stati Uniti, oltre alla conferenza annuale degli sviluppatori di Apple.
In Cina i prezzi al consumo a maggio su base annuale hanno registrato un -0,1%, un dato invariato rispetto al precedente (la previsione era -0,2%). E i prezzi alla produzione sempre a maggio su base annuale un -3,3%, in calo rispetto al precedente -2,7% (la previsione era -3,1%).
Mentre in Giappone, nonostante le crescenti difficoltà commerciali, i dati sul pil hanno evidenziato una certa resilienza dell’economia giapponese. Il pil del primo trimestre su base trimestrale è stato pari a 0%, in calo rispetto al precedente +0,6% (la previsione era -0,2%). Quanto alle partite correnti ad aprile sono risultate pari a 2.258 miliardi di yen, in contrazione rispetto al precedenti 3.678 miliardi (la previsione era 2.560 miliardi).
Anche i funzionari giapponesi sono impegnati in negoziati di alto livello con gli Stati Uniti e finora hanno mantenuto la richiesta che il Giappone sia esentato da tutti i dazi americani. Dopo questi dati macro, gli unici della giornata, il dollaro scende nei confronti dello yen (-0,15% a 144,463) e nei confronti dell’euro che vale 1,1417 (+0,45%).
Invece, i prezzi del petrolio sono stabili, mentre gli investitori mantengono un atteggiamento cauto in vista dei colloqui tra Stati Uniti e Cina. I futures sul Brent scambiano a 66,43 dollari al barile e quelli sul Wti a 64,54 dollari. Entrambi i contratti sono saliti di oltre il 4% la scorsa settimana. I colloqui tra Washington e Pechino si svolgono in un contesto di persistente incertezza economica globale e catene di approvvigionamento sotto pressione, con entrambe le parti intenzionate a stabilizzare una relazione deteriorata da questioni che vanno dalla tecnologia all’accesso alle terre rare.
Le trattative seguono un timido disgelo diplomatico raggiunto a Ginevra il mese scorso e rappresentano il primo incontro formale tra le due parti da allora. I mercati sperano in qualche segnale di progresso che possa alleviare le pressioni sul commercio globale e sulla domanda di materie prime.
Mentre sul fronte geopolitico stando a Mosca, per la prima volta le forze russe avrebbero raggiunto la regione di Dnipropetrovsk, polmone minerario e industriale del Paese. Ma l’Ucraina ha negato: «i combattimenti continuano nella regione di Donetsk e l'annuncio è disinformazione russa». La posta in gioco è alta: l'apertura di un nuovo fronte segnerebbe una grave battuta d'arresto per la difesa di Kiev. Dall’altra parte dell’Oceano, invece, ci sono stati disordini a Los Angeles, dove il presidente Trump ha schierato la Guardia Nazionale, dopo gli incidenti a seguito dei blitz contro i migranti irregolari.
Sul listino milanese attenzione a Stellantis con le aziende automobilistiche che temono che il blocco delle terre rare in Cina sia la prossima crisi di approvvigionamento globale. Frank Eckard, ceo di un produttore tedesco di magneti, nelle ultime settimane ha ricevuto una valanga di telefonate. Le case automobilistiche e i fornitori di componenti, esasperati, cercano disperatamente di trovare fonti alternative di magneti, che scarseggiano a causa delle limitazioni alle esportazioni cinesi. Alcuni hanno detto a Eckard che le loro fabbriche potrebbero essere ferme entro la metà di luglio senza forniture di magneti di riserva.
Tra le banche, è da monitorare Banco Bpm che non ha in programma un dividendo straordinario, come ha detto il ceo, Giuseppe Castagna, in una intervista a Class Cnbc riportata sabato da Milano Finanza. L’istituto di credito potrebbe, però, valutare «ulteriori distribuzioni» se il Cet1 salisse oltre il 13%, ha aggiunto Castagna.
Inoltre il Ministro degli Esteri Tajani, in un'intervista rilasciata a MF-Milano Finanza, ha confermato l'avvio di un confronto costruttivo con l'istituto guidato da Andrea Orcel riguardo all'applicazione del golden power su Unicredit-Bpm. Tajani ha evidenziato come si stia cercando una via interpretativa compatibile con il diritto europeo, pur mantenendo l'obiettivo di tutela di risparmio e occupazione. La questione potrebbe rappresentare uno snodo decisivo per la fattibilità dell'operazione.
Fino a che Mediobanca e Generali non avranno trovato un accordo su bancassicurazione e wealth managemet, Banca Generali non ritiene opportuno essere parte delle trattative tra i due. Lo avrebbe comunicato il ceo di Banca Generali in una lettera a Mediobanca, secondo quanto riportato da La Verità sabato. Quando sarà raggiunta un’intesa e sarà inserita nel prospetto dell'offerta pubblica di scambio, Banca Generali la valuterà.
Nella relazione illustrativa al cda sul voto del 16 giugno, le condizioni di efficacia prevedono che entro la data di pubblicazione del documento di offerta Mediobanca e Generali siglino una partnership di lungo periodo nei settori della bancassurance, dell'asset management e dell'insure-banking. Intanto, l’Enpam, ente previdenziale di medici e dentisti, è salito all'1,98% di Mediobanca contro l'1% in portafoglio il mese scorso.
Quanto a Mps ha assicurato che la decisione della Gup di Milano di rinviare a giudizio alcuni ex vertici della banca imputati a vario titolo per le presunte irregolarità nella contabilizzazione dei crediti deteriorati 2015 e nella prima semestrale del 2016 «non ha impatto di alcuna natura» per l’istituto senese.
E se Eni ha firmato con Ypf un accordo relativo al progetto Argentina Lng, progetto di sviluppo gas integrato, upstream e midstream, su larga scala, progettato per sviluppare le risorse del giacimento onshore di Vaca Muerta, il cda di sabato di Acea ha iniziato a esaminare l'offerta vincolante ricevuta da Eni Plenitude per l'acquisto dell'intero capitale sociale della controllata Acea Energia.
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