Il Ftse Mib riprende quota e chiude a 40.379 punti (+0,7%). La borsa italiana fa meglio di Parigi (-0,2%), Londra (+0,1%) e Francoforte (+0,2%) al termine di una seduta altalenante e caratterizzata da un lato dall’ottavo taglio dei tassi di interesse della Bce («ampiamente atteso», come ricorda Michele Sansone, country manager di iBanFirst Italia) e dall'altro dalla telefonata tra Donald Trump e Xi Jinping, che ha alimentato la speranza di un allentamento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.
«Ho concluso un’ottima telefonata con il presidente cinese Xi, per discutere di alcuni aspetti complessi del nostro recente accordo commerciale, che abbiamo poi concordato. La chiamata è durata circa un'ora e mezza e si è conclusa con un risultato molto positivo per entrambi i Paesi. Non dovrebbero più esserci dubbi sulla complessità dei prodotti derivati dalle terre rare», ha scritto Trump su Truth. Nel corso del colloquio, Xi ha detto a Trump che è necessario «correggere il corso» delle relazioni tra i due Paesi, al momento tese a causa di dazi e controdazi.
A Milano la migliore è Mps che chiude in rialzo del 3,2% dopo che l'amministratore delegato, Luigi Lovaglio, ha detto in un'intervista a SkyTg24 che l’ops su Mediobanca «avrà successo» dal momento che «crea valore per tutti gli stakeholder». Giornata positiva anche per le altre banche a partire dalla Popolare di Sondrio (+3%) e Bper Banca (+2,3%). Bene anche Buzzi (+2,8%).
Prosegue poi il rally della difesa, sostenuto dalle prospettive di un aumento della spesa militare da parti dei Paesi europei. L'ultimo catalizzatore sono state le parole del segretario Usa per la Difesa, Pete Hegseth: «Ogni Paese deve contribuire per raggiungere il target del 5% di spesa per la Nato, dimostrando di riconoscere il livello delle minacce», ha detto prima di una riunione della Nato. A Piazza Affari, Leonardo è avanzata del 2,18% a 54,3 euro e Fincantieri del 5,36% a 16,12 euro.
In coda al listino invece Campari (-4,7%) e i titoli del lusso, Moncler (-3%) e Brunello Cucinelli (-2,7%). Spread a 98 punti.
I listini azionari statunitensi aprono in rialzo dopo che il presidente Usa, Donald Trump, ha avuto colloqui telefonici con l’omologo cinese, Xi Jinping, secondo quanto riferito da Xinhua. Il Dow Jones guadagna lo 0,14%, l'S&P 500 lo 0,25% e il Nasdaq lo 0,32%alle 15:30.
Sebbene Stati Uniti e Cina abbiano temporaneamente abbassato i dazi reciproci a seguito dei colloqui in Svizzera il mese scorso, l’amministrazione Trump ha pubblicamente accusato Pechino di aver rallentato l'esportazione di minerali critici. La Cina, in risposta, ha espresso profonda frustrazione per la recente decisione di Trump di imporre nuove restrizioni ai visti per studenti cinesi. Il Paese asiatico ha inoltre accusato l’amministrazione repubblicana di aver minato i recenti progressi commerciali imponendo limitazioni sull'utilizzo di semiconduttori cinesi.
Sul fronte macro, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 247.000 unità, in aumento di 8.000 unità rispetto al dato della settimana precedente. Lo ha reso noto il Dipartimento del Lavoro statunitense, aggiungendo che il numero di sussidi continuativi è calato di 3.000 unità a quota 1,904 milioni.
All’avvio dei mercati americani i listini europei azzerano i guadagni. Il Ftse Mib scambia a 40.035 punti, in calo dello 0,1%.
Con i futures statunitensi positivi (+0,28% quello sul Dow Jones e +0,32% quello sull’S&p500) dopo i dati macro Usa, i mercati azionari del Vecchio Continente consolidano al rialzo, anche Milano (Ftse Mib +0,42% a 40.248 punti alle 15:05 con Buzzi e Leonardo in vetta). La presidente della Bce, Christine Lagarde, in conferenza stampa dopo il taglio dei tassi, scontato, da parte della Bce di 25 punti base, ha detto che le prossime mosse dipenderanno dai dati macro. Ma ha avvertito che un’ulteriore escalation delle tensioni sui dazi commerciali provocherebbe livelli di crescita economica e di inflazione inferiori a quelli dell'ultimo scenario previsionale di base della stessa Bce.
L'inflazione si attesta attualmente intorno all'obiettivo di medio termine del 2% fissato dal consiglio direttivo della Bce. Nello scenario di base delle nuove proiezioni dello staff di Francoforte, l'inflazione è prevista in media al 2% nel 2025, all'1,6% nel 2026 e al 2% nel 2027. Le revisioni al ribasso rispetto alle proiezioni di marzo, di 0,3 punti percentuali sia per il 2025 sia per il 2026, riflettono ipotesi più favorevoli sui prezzi dell'energia e un euro più forte.
Intanto, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti si sono attestate a 247.000 unità, in aumento di 8.000 unità rispetto al dato della settimana precedente. Mentre il deficit commerciale è crollato a 61,6 miliardi di dollari ad aprile, rispetto ai 138,32 miliardi di marzo. Il disavanzo è più contenuto rispetto ai 66 miliardi previsti dagli economisti. Le esportazioni sono aumentate, viceversa le importazioni sono diminuite drasticamente, dopo che consumatori e imprese hanno fatto scorta di prodotti esteri a marzo, prima della prevista introduzione dei dazi dell'amministrazione Trump.
Le borse europee restano in territorio positivo (Dax +0,22%, Cac40 +0,31%, Ftse100 +0,21% e Ftse Mib +0,30% a 40.201 punti alle 13:45 con il trio Tim, Buzzi e Leonardo sugli scudi; stonano solo Brunello Cucinelli, Campari, Snam e Stellantis) dopo che la Bce, come ampiamente atteso dagli economisti, ha tagliato i tassi di interesse di 25 punti base, portando quello sui depositi al 2%. L’euro si rafforza e sale dello 0,12% a 1,1420 dollari. Lo spread Btp/Bund resta schiacciato intorno a 98 punti base.
David Pascucci, analista dei mercati per XTB, ricorda che il tasso sui depositi è il tasso di riferimento per l’aggiustamento della politica monetaria, ma il tasso più importante rimane l’Mro, il tasso di rifinanziamento principale. Questo aspetto è fondamentale in quanto gli asset che più vanno a beneficiare dei tagli dei tassi sono sicuramente le obbligazioni. In tal caso infatti il nuovo tasso di riferimento per il Bund tedesco a 10 anni diventa il 2,15%, portando così i rendimenti del titolo benchmark verso questa quota, al momento ci troviamo a ridosso del 2,48% di rendimento.
«A beneficiarne a lungo termine saranno tutti i titoli di Stato quotati in euro, pertanto anche i nostri Btp che di fatto hanno dei rendimenti superiori a tutti gli altri Paesi dell’area euro come Francia, Germania, Spagna, Grecia, Portogallo», aggiunge Pascucci. «In sostanza i nostri titoli di Stato vanno a beneficiare di uno spread tra i rendimenti del 10 anni con il nuovo tasso di rifinanziamento principale della Bce, rendendo così ancor più appetibile il nostro paese sul mercato obbligazionario».
Questa correlazione è spiegata dal fatto che i tassi di interesse e i titoli di Stato, soprattutto quelli a breve scadenza, fanno parte dello stesso aggregato monetario M2, pertanto i rendimenti tendono ad avvicinarsi ai tassi qualora questi venissero tagliati. «Attenzione all’euro/dollaro che al momento vive un momento virtuoso contro il dollaro americano, dopo un brutto ribasso nella fine del 2024 la moneta unica ha rialzato la testa», precisa l’esperto. «Al momento, anche se può sembrare controintuitivo, l’euro si sta apprezzando contro il dollaro e questo trend è valido fino a prova contraria, pertanto difficile al momento ipotizzare un cambio di trend al ribasso per l’euro a causa dei tagli dei tassi».
Al giro di boa l’indice Ftse Mib resta in frazionale rialzo (+0,17% a 40.150 punti alle 13:25) in attesa dell’esito, scontato (taglio dei tassi di 25 punti base), della riunione della Bce. Sempre in evidenza sul listino milanese Tim (+1,21%) e Leonardo (+2,26%), più dimessa Mediobanca, in crescita dello 0,43% a 19,45 euro con Francesco Gaetano Caltagirone salito poco sotto il 10% del capitale di Piazzetta Cuccia dal 7,391% precedente.
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Lo spread Btp/Bund è schiacciato intorno a 98 punti base. Gli investitori cercheranno nel discorso della presidente della Bce, Christine Lagarde, i dettagli sulle prossime mosse dell'istituto centrale, ma difficilmente saranno esauditi, considerate le pesanti incognite legate ai negoziati sui dazi dell’amministrazione Trump. Il focus si sposterà sui dati del mercato del lavoro negli Stati Uniti a maggio, in agenda domani, 6 giugno, cruciali nel definire le attese della Fed, dopo che i dati deboli recenti hanno riportato in gioco la possibilità di un taglio dei tassi entro dicembre.
Le borse europee si confermano positive (Dax +0,4%, Cac40 +0,41%, Ftse100 +0,21% e Ftse Mib +0,49% a 40.276 punti alle 11:20 grazie alla ripresa delle banche, a Tim, Interpump e Buzzi) con i futures statunitensi in frazionale rialzo. C’è attesa per la decisione della Bce sui tassi, in seguito a dati sull’inflazione, in deciso calo nell’Eurozona, sotto al 2% su base annua a maggio 2025, il che rafforza le aspettative di un taglio dei tassi di 25 punti base.
«Il taglio del costo del denaro è quindi ampiamente prezzato dai mercati, anche se non rappresenta il primo passo di allentamento monetario dopo una lunga fase restrittiva», afferma Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades. Tuttavia, «non è detto che segni l’inizio di un ciclo espansivo duraturo. Più che l’avvio di una nuova fase, potrebbe trattarsi di un aggiustamento tecnico, volto a sostenere la crescita senza riaccendere le pressioni inflazionistiche. Non è dato sapere se sarà l’unico taglio del 2025, perché molto dipende dai prossimi dati macro e dagli eventi legati alle politiche commerciali americane oltre a quelle economiche».
Il messaggio di Francoforte, però, sembra chiaro: il percorso di disinflazione è in atto, ma la politica monetaria resta prudente, il che significa che non bisogna aspettarsi una banca centrale ultra-accomodante. «La Bce sta comprando tempo, in attesa che si chiariscano le questioni ancora aperte», aggiunge Berlinzani. Intanto in Unione Europea i prezzi alla produzione ad aprile su base annua hanno registrato un +0,7%, in calo rispetto al precedente +1,9% (la previsione degli economisti era per un +1,2%). L’euro resta a ridosso di 1,14 dollari e lo spread Btp/Bund a 98,3 punti base con il rendimento del decennale italiano in calo al 3,45%.
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari si rafforza (+0,28% a 40.194 punti alle 10:20) dopo un avvio stabile. Tra i titoli migliori ci sono Azimut, Mediobanca, Buzzi e Interpump. L’euro rimane fermo a 1,14125 dollari. Ad aprile l’Istat ha stimato per le vendite al dettaglio una variazione congiunturale positiva in valore (+0,7%) e in volume (+0,5%). Sono risultate in aumento sia le vendite dei beni alimentari (+1,3% in valore e +0,9% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (rispettivamente, +0,2% e +0,3%). Su base tendenziale, ad aprile, le vendite al dettaglio hanno registrato una variazione positiva del 3,7% in valore e dell’1,9% in volume. Lo spread Btp/Bund scende a 98 punti base.
«Il forte rialzo delle vendite al dettaglio registrato ad aprile è frutto di un’illusione ottica dovuta all’effetto Pasqua», afferma il Codacons. Nel 2025 la festività di Pasqua caduta ad aprile ha portato a un’alterazione dei dati sulle vendite che risultano in forte aumento rispetto al 2024, quando la festa si tenne a marzo, spiega il Codacons. Non a caso a trainare la crescita sia in valore che in volume sono i beni alimentari, mentre quelli non alimentari registrano una flessione del -0,4% in valore e del -0,8% in volume. «Sul fronte del commercio c’è purtroppo poco da gioire», dichiara il presidente Carlo Rienzi. «A causa dei rincari dei prezzi che stanno interessando il comparto alimentare, le vendite nei primi mesi dell’anno registrano volumi negativi, a dimostrazione di come le famiglie continuino a ridurre i consumi e tagliare la spesa».
Borse europee stabili in avvio di seduta (Dax +0,08%, Cac40 +0,12%, Ftse100 +0,02% e Ftse Mib -0,02% a 40.074 punti) in attesa dell’ottavo taglio del costo del denaro da parte della Bce, che porterà il tasso sui depositi al 2%, livello considerato neutrale. L'attenzione degli investitori è per il discorso della presidente, Christine Lagarde, e per l’aggiornamento delle stime dello staff della banca centrale che dovrebbero scontare gli effetti delle politiche commerciali trumpiane.
A questo proposito l'amministrazione statunitense ha fatto sapere che il presidente, Donald Trump, potrebbe parlare questa settimana con il presidente cinese, Xi Jinping, dopo che le due parti si sono accusate a vicenda di aver violato i termini di un accordo siglato il mese scorso per la riduzione di alcuni dazi. Intanto è previsto per oggi, 5 giugno, il primo faccia a faccia tra il repubblicano e il neo-cancelliere tedesco, Friedrich Mertz, in vista del vertice Nato a fine mese. Mentre cresce il consenso di mercato sul fatto che la Bce farà una pausa a luglio, con un'altra riduzione dei tassi entro la fine dell'anno, il dollaro resta debole con l’euro che vale 1,14 dollari. A sorpresa gli ordini industriali tedeschi sono aumentati dello 0,6% ad aprile rispetto al mese precedente. Gli economisti, invece, si aspettavano un calo dell'1%.
Lo spread Btp/Bund staziona sotto 100 a 99,24 punti base. Nella procedura per deficit eccessivo aperta dall'Ue sull'Italia, la Commissione Europea ritiene che per il Paese «non siano necessarie ulteriori misure». Stesso giudizio su Francia, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia. Invece, nel pacchetto di primavera del semestre europeo, al Belgio è stato raccomandato un nuovo percorso correttivo. Per l'Austria è stata proposta l'apertura di una procedura per deficit.
Sul listino milanese Stm sale dello 0,30% a 25 euro dopo aver annunciato 5.000 uscite in tre anni. Inoltre il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha smentito l'ipotesi stampa di una divisione in due società. Mentre l'amministrazione Trump sta rinegoziando alcune delle sovvenzioni concesse dall'ex presidente, Joe Biden, alle aziende produttrici di semiconduttori.
Il Segretario al Commercio, Howard Lutnick nel corso di un'audizione tenutasi mercoledì 4 giugno, ha lasciato intendere che alcuni premi potrebbero essere cancellati. Nel 2022 Biden ha firmato il Chips and Science Act per destinare 52,7 miliardi di dollari al potenziamento della produzione e della ricerca sui chip negli Stati Uniti e per attirare i produttori dall'Asia. Il programma prevedeva miliardi di sovvenzioni per pesi massimi come la taiwanese Tsmc, la sudcoreana Samsung e le statunitensi Intel e Micron.
Restano sotto i riflettori le banche in pieno risiko. L'offerta pubblica di scambio di Bper Banca (+0,18% a 7,68 euro) sulla Popolare di Sondrio (+0,34% a 11,82 euro), che ha ottenuto l'ok Consob, partirà il 16 giugno e si concluderà l'11 luglio, salvo proroghe. L'agenzia di rating Morningstar Dbrs ha migliorato i giudizi assegnati a Bper relativi al Long-Term Issuer Rating da BBB a BBB (high) e allo Short-Term Issuer Rating da R-2 (high) a R-1 (low). Il trend del Long-Term Issuer Rating è stato modificato a stabile da positivo.
Al contempo la Commissione Ue ha dato l'ok all'ops di Unicredit (-0,02% a 56,54 euro) su Banco Bpm (+0,20% a 10,16 euro), ai sensi del regolamento sulle sovvenzioni estere. Quanto ai soci del patto di consultazione di Mediobanca hanno espresso un «generalizzato apprezzamento» riguardo all'offerta di acquisto su Banca Generali nella riunione del 4 giugno convocata in vista dell'assemblea del 16 giugno.
E se Acea (-0,46% a 21,8 euro) ha ricevuto un’offerta vincolante da Plenitude (Eni, +0,46% a 13,23 euro) per l'acquisto della sua controllata, Acea Energia, che è proprietaria di un portafoglio clienti gas e luce di oltre un milione, il governo italiano sta facendo resistenza rispetto alle richieste del vice presidente esecutivo di Pirelli (sulla parità a 6,19 euro), Marco Tronchetti Provera, di inasprire le restrizioni imposte al socio cinese Sinochem, secondo alcune fonti vicine alla situazione citate da Reuters.
Tra l’altro, Camfin ha incrementato ulteriormente la propria partecipazione nel gruppo degli pneumatici, salendo al 27,4% del capitale. Il rafforzamento della posizione prosegue un trend iniziato a inizio anno, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere il 29,9%. Meglio tra gli industriali Recordati (+0,57% a 52,9 euro) e Interpump (+1% a 35,2 euro). Infine, si segnala che Barclays ha tagliato il rating su Snam (-1,33% 5,18 euro) da overweight a equal weight e che Citi ha abbassato il target price di Amplifon (-0,10% a 20,75 euro) da 27,60 a 22,50 euro (rating neutral).
Borse europee attese poco mosse in avvio di seduta (-0,06% il futures sull’Eurostoxx50) in attesa dell’esito della riunione della Banca Centrale Europea. Sul fronte della guerra commerciale, il raddoppio dei dazi di Trump sulle importazioni di acciaio e alluminio è entrato in vigore mercoledì 4 giugno, colpendo in particolare Canada e Messico. Lo stesso giorno, la sua amministrazione ha cercato di ottenere le offerte migliori dai partner commerciali per impedire che altri dazi sulle importazioni entrino in vigore a luglio. Il Canada ha preparato possibili rappresaglie contro l'imposizione di nuovi dazi statunitensi sui metalli, mentre l'Unione Europea ha riferito di progressi nei colloqui con Washington.
Intanto Donald Trump ha vietato i viaggi negli Stati Uniti da 12 Paesi: Afghanistan, Myanmare, Ciad, Repubblica del Congo, Guinea Equatoriale, Eritrea, Haiti, Iran, Libia, Somalia, Sudan e Yemen per motivi di sicurezza nazionale. In più ha limitato l'ingresso dei cittadini di 7 Paesi: Burundi, Cuba, Laos, Sierra Leone, Togo, Turkmenistan e Venezuela. Infine, ha vietato i visti per gli studenti stranieri ad Harvard. Una «ritorsione illegale da parte dell'amministrazione, secondo la prestigiosa Università che continuerà a proteggere i suoi studenti internazionali.
In questo contesto, gli economisti considerano quasi certo che la Bce taglierà i tassi di interesse di 25 punti base (14:15 annuncio tassi) e quindi presteranno maggior attenzione al discorso della presidente, Christine Lagarde (conferenza alle 14:45), sulle decisioni future. «Il consenso di Bloomberg e i mercati scontano pienamente un taglio dei tassi di 25 punti base, che porterebbe il tasso sui depositi al 2% e noi siamo d'accordo con questa visione», afferma Felipe Villarroel, portfolio manager di TwentyFour Asset Management (Vontobel).
Anche se la riunione in sé potrebbe non passare alla storia, «vale la pena considerare che questo taglio potrebbe rendere la Bce la prima banca centrale di un mercato sviluppato a raggiungere il suo tasso terminale, ovvero il punto più basso raggiunto in un dato ciclo. Inutile dire che il termine «potrebbe» è di fondamentale importanza, poiché le notizie sui dazi continueranno a influenzare le previsioni macroeconomiche. In ogni caso, al 2%, il tasso sui depositi si collocherebbe esattamente a metà dell'intervallo 1,75%-2,25% che la Bce considera la sua migliore stima del tasso neutro, ovvero il tasso che non stimola né frena la crescita per l'Eurozona», aggiunge Villarroel.
Un altro aspetto importante della riunione di questa settimana saranno le proiezioni degli esperti della Bce e le loro previsioni sui possibili scenari relativi ai dazi. Quelle per il primo trimestre prevedono una crescita del pil dello 0,9% nel 2025 e un'inflazione media del 2,3%, con quest'ultima che dovrebbe attestarsi intorno al 2% dall'inizio del 2026.
Il rendimento del Btp 10 anni sale al 3,49% dopo che il 4 giugno il Tesoro ha collocato due Btp per 17 miliardi di euro. È stata emessa la prima tranche del nuovo Btp a 5 anni per un importo di 12 miliardi di euro a fronte di una domanda pari a 120 miliardi. Il titolo è stato collocato a un rendimento lordo annuo del 2,768%. Inoltre, Via XX Settembre ha finalizzato la riapertura del Btp Green scadenza 30/10/2037. In questo caso l’importo emesso è stato pari a 5 miliardi di euro a fronte di una domanda di oltre 90. Il rendimento lordo è del 3,692%.
L’euro è stabile a 1,1418 dollari in attesa alle 8 degli ordini alle imprese manifatturiere ad aprile della Germania (precedente: +3,6% mese su mese), alle 10 delle vendite al dettaglio ad aprile in Italia (precedente: -2,8% anno su anno), alle 11 dei prezzi alla produzione ad aprile dell’Eurozona (precedente: +1,9% anno su anno). Invece, alle 14:30 dagli Usa arrivano le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (precedente: +14.000 unità a 240.000) e la bilancia commerciale ad aprile (precedente: -140,5 miliardi di dollari).
I prezzi del petrolio calano, proseguendo le recenti perdite dopo che i dati hanno mostrato un aumento superiore alle attese nelle scorte statunitensi di benzina e distillati. Pesa anche il taglio dei prezzi per luglio da parte del principale produttore, l’Arabia Saudita, per il greggio destinato ai compratori asiatici: li ha portati ai minimi da due mesi, secondo quanto riportato da Reuters. I future sul Brent flettono dello 0,19% a 64,74 dollari al barile, mentre quelli sul Wti dello 0,35% a 62,63 dollari al barile.
I dati governativi pubblicati mercoledì 4 giugno hanno mostrato che le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono diminuite di 4,3 milioni di barili nella scorsa settimana, più del previsto. Ma le scorte di benzina sono aumentate di 5,2 milioni di barili, molto più delle attese, e anche quelle di distillati sono cresciute di 4,2 milioni di barili, superando le previsioni del mercato. Questi dati hanno sollevato dubbi sulla domanda nel più grande consumatore mondiale di carburante, soprattutto in vista della stagione estiva, caratterizzata da un aumento dei viaggi.
Sul listino milanese attenzione a Stm che ha annunciato 5.000 uscite in tre anni. Inoltre il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha smentito l'ipotesi stampa di una divisione in due società. Mentre l'amministrazione Trump sta rinegoziando alcune delle sovvenzioni concesse dall'ex presidente, Joe Biden, alle aziende produttrici di semiconduttori.
Il Segretario al Commercio, Howard Lutnick nel corso di un'audizione tenutasi mercoledì 4 giugno, ha lasciato intendere che alcuni premi potrebbero essere cancellati. Nel 2022 Biden ha firmato il Chips and Science Act per destinare 52,7 miliardi di dollari al potenziamento della produzione e della ricerca sui chip negli Stati Uniti e per attirare i produttori dall'Asia. Il programma prevedeva miliardi di sovvenzioni per pesi massimi come la taiwanese Tsmc, la sudcoreana Samsung e le statunitensi Intel e Micron.
Restano sotto i riflettori le banche in pieno risiko. L'offerta pubblica di scambio di Bper Banca sulla Popolare di Sondrio, che ha ottenuto l'ok Consob, partirà il 16 giugno e si concluderà l'11 luglio, salvo proroghe. L'agenzia di rating Morningstar Dbrs ha migliorato i giudizi assegnati a Bper relativi al Long-Term Issuer Rating da BBB a BBB (high) e allo Short-Term Issuer Rating da R-2 (high) a R-1 (low). Il trend del Long-Term Issuer Rating è stato modificato a stabile da positivo.
Al contempo la Commissione Ue ha dato l'ok all'ops di Unicredit su Banco Bpm, ai sensi del regolamento sulle sovvenzioni estere. Quanto ai soci del patto di consultazione di Mediobanca hanno espresso un «generalizzato apprezzamento» riguardo all'offerta di acquisto su Banca Generali nella riunione del 4 giugno convocata in vista dell'assemblea del 16 giugno.
E se Acea ha ricevuto un’offerta vincolante da Plenitude (Eni) per l'acquisto della sua controllata, Acea Energia, che è proprietaria di un portafoglio clienti gas e luce di oltre un milione, il governo italiano sta facendo resistenza rispetto alle richieste del vice presidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, di inasprire le restrizioni imposte al socio cinese Sinochem, secondo alcune fonti vicine alla situazione citate da Reuters.
Tra l’altro, Camfin ha incrementato ulteriormente la propria partecipazione nel gruppo degli pneumatici, salendo al 27,4% del capitale. Il rafforzamento della posizione prosegue un trend iniziato a inizio anno, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere il 29,9%. Infine, si segnala che Barclays ha tagliato il rating su Snam da overweight a equal weight e che Citi ha abbassato il target price di Amplifon da 27,60 a 22,50 euro (rating neutral).
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