Ore 14:35 Ftse Mib in rosso, banche pesanti. L’Ue cerca l’intesa con gli Usa
Il Ftse Mib chiude l’ultima seduta della settimana a 39.622 punti (-0,8%). Soffrono le banche, con Mps in ribasso del 2% all’indomani della pubblicazione del prospetto relativo all’ops su Mediobanca (+0,1%) in cui indica il 35% come soglia minima per l’operazione e Bper Banca (-2%) dopo il rilancio su Banca Popolare di Sondrio (+0,8%). Il corrispettivo che i soci di Sondrio riceveranno, se consegnano a Bper le azioni, sale così a 1,45 azioni Bper. Scendono anche i titoli dell’auto, con Ferrari (-2,2%) e Stellantis (-2%) a guidare i cali. La società guidata da Antonio Filosa ha presentato il 4 luglio la 500 ibrida che dovrebbe rilanciare lo stabilimento di Mirafiori (Torino).
Sul podio finiscono Recordati (+1%), Amplifon (+0,9%) e Banca Popolare di Sondrio (+0,8%). Spread poco mosso a 90 punti.
Il Ftse Mib rimane in rosso, a quota 39.619 punti (-0,8%), a poco meno di due ore dalla chiusura. Tra le blue chip la migliore è Recordati, che avanza dello 0,9%, insieme ad Amplifon (+0,8%) e Campari (+0,6%). Pesanti, invece, le banche e i titoli dell’auto. Mps cede il 2,4% all’indomani della pubblicazione del prospetto relativo all’ops su Mediobanca (-0,7%): nel documento il Monte indica il 35% come soglia minima per l’operazione. In calo anche Stellantis (-2,3%) che il 4 luglio ha presentato la 500 ibrida che dovrebbe rilanciare lo stabilimento di Mirafiori (Torino).
Ma gli esperti non sono ottimisti sull’auto e, in vista della prossima tornata di conti, non si aspettano belle sorprese. «Il calo della produzione automobilistica globale e i tassi di cambio negativi dovrebbero determinare un’altra debole pubblicazione nel settore automobilistico, ancora influenzato sia dall'incertezza legata ai dazi statunitensi che dalla limitata penetrazione dei veicoli elettrici a batteria», sostengono gli analisti di Mediobanca Research, prevedendo un calo generalizzato di vendite e margini.
Tuttavia, alcune società dovrebbero reggere meglio di altre. Ferrari (-1,6%), nello specifico, dovrebbe rilasciare nuovamente risultati solidi, mentre Stellantis dovrebbe registrare un ebit in calo del 74% a causa di volumi negativi e prezzi in calo. Inoltre, gli analisti prevedono «che il margine di Pirelli (-1,1%) si stabilizzerà nel secondo trimestre del 2025, in linea con gli obiettivi aziendali per l’esercizio 2025» mentre i risultati di Brembo (-0,4%) «subiranno un calo, principalmente a causa della minore produzione automobilistica globale».
Non scemano le vendite su Piazza Affari. Senza la bussola di Wall Street l’indice Ftse Mib arretra dello 0,95% a 39.563 punti alle 14:35 con tutte le banche pesanti, in particolare Mps, Bper e Unicredit, seguite da alcuni industriali come Stellantis, Stm, Interpump appesantita dalla crescente incertezza legata alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea, con la deadline cruciale fissata per il 9 luglio. Il presidente Trump ha annunciato l’intenzione di inviare a breve comunicazioni ufficiali ai partner commerciali con indicazioni sui dazi unilaterali.
Secondo quanto riportato da StreetAccount, Bruxelles starebbe cercando un'intesa preliminare per evitare l'escalation, ma i tempi restano stretti. Nel frattempo, la Cina ha imposto dazi tra il 27,7% e il 34,9% sulle importazioni di brandy europeo, a partire dal 5 luglio, come contromossa a un'inchiesta antidumping sui sui veicoli elettrici cinesi.
Lo spread Btp/Bund resta inchiodato a 90,5 punti base con la probabilità di un nuovo taglio dei tassi da parte della Bce in occasione del consiglio di politica monetaria del 24 luglio ferma al 5%, mentre una riduzione da un quarto di punto è pienamente prezzata soltanto per fine anno, ha segnalato Reuters.
Le borse europee ampliano le perdite, penalizzate dall'incertezza sugli accordi commerciali con gli Stati Uniti in vista della scadenza del 9 luglio. Il Dax scende dello 0,79%, il Cac40 dello 0,97%, il Ftse 100 dello 0,31% e il Ftse Mib dello 0,89% a 39.588 alle 13:15 con lo spread Btp/Bund che resta sul filo di 90 punti base. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto che Washington inizierà a inviare lettere ai Paesi per specificare i dazi che dovranno pagare sulle importazioni negli Stati Uniti. Con la pausa di 90 giorni concessa da Trump, gli investitori sono cauti in quanto diversi grandi partner commerciali, tra cui l'Unione Europea, devono ancora concludere accordi commerciali.
Anche la Popolare di Sondrio ha virato al ribasso (-0,43%) dopo che Bper ha aumentato l'offerta a 5,44 miliardi di euro. Il titolo Bper, invece, scivola del 3%. In netto calo anche Mps e Stellantis.
Orfane di Wall Street, le borse europee restano in rosso. Francoforte perde lo 0,73%, Parigi lo 0,91%, Londra lo 0,28% e Milano lo 0,67% a 39.675 punti alle 11:50 con tutte le banche sotto pressione insieme a Stellantis, Stm, interpump e Diasorin. Euro ancora in rialzo dello 0,19% a 1,1777. I prezzi alla produzione dell'Eurozona sono diminuiti dello 0,6% su base mensile a maggio, dopo il calo del 2,2% registrato in aprile, secondo i dati pubblicati da Eurostat. Gli economisti si aspettavano una contrazione dello 0,5% mese su mese. Invece, su base annua, i prezzi alla produzione sono aumentati dello 0,3% rispetto al +0,7% precedente.
I prezzi del petrolio accelerano al ribasso (futures sul Brent -1,10% a 68 dollari al barile). L'esercito israeliano sta preparando un piano di intervento per garantire che l'Iran non possa tornare a minacciare Israele, ha detto il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ai vertici militari, precisando che le forze armate devono essere pronte, sia dal punto di vista dell'intelligence che delle operations, per assicurare la superiorità aerea di Israele e impedire a Teheran di ristabilire le sue precedenti capacità.
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che entro 24 ore si dovrebbe sapere se il gruppo militante palestinese Hamas abbia accettato quella che Trump ha definito la proposta finale per un cessate il fuoco a Gaza tra Israele e Hamas.
Le borse europee accelerano al ribasso (Francoforte -0,51%, Londra -0,32%, Parigi -0,93% e Milano -0,71% a 39.659 punti) in una giornata caratterizzata dall'assenza di Wall Street per la festività dell'Independence Day e dall'attesa per l'evoluzione dei negoziati commerciali tra Stati Uniti e Unione Europea con la minaccia di Donald Trump di nuovi dazi unilaterali.
Inoltre, il Ministero del Commercio cinese ha emesso venerdì la sua decisione finale sul brandy proveniente dall'Unione Europea, applicando dazi fino al 34,9% per un periodo di cinque anni a partire dal 5 luglio. Di riflesso a Piazza affari Campari scende dello 0,63%. Ma le vendite colpiscono anche le banche, eccetto la Sondrio dopo il rilancio di Bper, Interpump, Stm e Stellantis.
Lato macro, a maggio l’Istat ha stimato, per le vendite al dettaglio, una diminuzione congiunturale sia in valore (-0,4%) sia in volume (-0,5%). Sono risultate in calo le vendite dei beni alimentari (-0,9% in valore e -1,2% in volume) mentre sono stazionarie quelle dei beni non alimentari. Su base tendenziale, a maggio, le vendite al dettaglio hanno registrano una variazione positiva dell'1,3% in valore e un calo dello 0,3% in volume. L’euro si conferma in rialzo dello 0,11% a 1,1768 dollari.
Dopo l’illusione ottica di aprile, quando grazie alle festività di Pasqua le vendite sembravano registrare un’impennata, a maggio i numeri tornano ad essere negativi, spiega il Codacons. Il volume delle vendite cala, infatti, sia su base mensile (-0,5%) sia su base annua (-0,3%).
Nonostante la riduzione quantitativa, in valore le vendite aumentano del +1,3% su anno, trainate dall’andamento degli alimentari che segnano un +2,5% sul 2024. Dati che dimostrano in modo inequivocabile come i rincari dei prezzi nel comparto alimentare che si stanno registrando nell’ultimo periodo impattino sulle famiglie e sulle loro abitudini, portandoli a tagliare la spesa ma al tempo stesso a spendere di più per un carrello sempre più vuoto, conclude il Codacons.
Borse europee in calo in avvio di seduta (Dax -0,23%, Cac40 -0,59%, Ftse100 -0,32% e Ftse Mib -0,07% a 39.913 punti) con Wall Street chiusa per la festività dell'indipendenza e con Washington che inizierà oggi, 4 luglio, a inviare lettere ai vari Paesi, specificando quali tariffe dovranno applicare sulle importazioni negli Stati Uniti. Le missive saranno inviate a 10 Paesi alla volta, stabilendo aliquote tariffarie che vanno dal 20% al 30%.
Nel frattempo, il rapporto mensile sull'occupazione Usa (più posti di lavoro del previsto a giugno) ha praticamente spazzato via ogni possibilità di un taglio dei tassi di interesse da parte della Fed a luglio, possibilità prezzata al 25% prima della pubblicazione delle statistiche. I mercati prevedono ora due riduzioni di 25 punti base quest'anno, a partire da settembre.
L’euro sale dello 0,18% a 1,1772 dollari. Dopo la delusione per gli ordini all’industria in Germania, è calata a sorpresa la produzione industriale in Francia a maggio, -0,5% su base mensile (-1,4% del mese precedente), mentre gli economisti si aspettavano un +0,4%. Anche la produzione manifatturiera è scesa dell'1%, dopo il -0,7% di aprile. Su anno la produzione industriale ha registrato una discesa dello 0,8% e una flessione dello 0,4% quella manifatturiera. Viceversa, ha accelerato la crescita della produzione industriale in Spagna a maggio. Infatti è salita dell'1,7% su base annuale, dopo il +0,6% di aprile. +0,6% a livello mensile.
Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,45% con lo spread con il Bund che resta sotto 90 a 89,5 punti base. Il disegno di legge di Donald Trump sulla riduzione delle tasse e sull'aumento della spesa, approvato dal Congresso il 3 luglio, scongiura la prospettiva a breve termine di un default del governo degli Stati Uniti, ma aggrava ulteriormente i problemi sul debito a lungo termine del Paese.
Sul listino milanese Mps, a cui basta il 35% per aggiudicarsi Mediobanca (-0,40% a 18,51 euro), passa di mano a quota 7,081 euro (+0,27%). È questa la soglia prevista nel prospetto pubblicato giovedì 3. Se questo renderà più semplice la scalata, riporta Mf-Milano Finanza, ci sono alcune controindicazioni: con meno del 50% del capitale, nei primi tre anni Siena riuscirà a ottenere solo la metà delle sinergie previste. E non ci sarà il vantaggio fiscale delle dta.
Nel frattempo, l'accordo di consultazione tra soci Mediobanca si è ridotto dall’11,61% al 7,88% del capitale sociale. Lo ha annunciato Piazzette Cuccia, dopo la cessione da parte di Mediolanum, effettuata il 1° luglio, dell'intera partecipazione in Mediobanca (29,1 milioni di azioni, 3,49% del capitale) e delle vendite di Aurelia e Beniamino Gavio (Gruppo Gavio), rispettivamente, di 925 mila azioni e 993,8 mila azioni (0,11% e 0,12% del capitale sociale).
Ora Fin.Priv. (detenuta da Generali, Italmobiliare, Pirelli, Stellantis, Telecom, Unipol) ha l'1,72% del capitale sociale. Monge & C. l’1,16%, Finprog Italia (Gruppo Doris) lo 0,96%, Sereco Re S.A. (Gruppo Ferrero) lo 0,69%, il Gruppo Gavio lo 0,39%, il Gruppo Lucchini lo 0,56%, il Gruppo Pecci lo 0,56%, Plt Holding (famiglia Tortora) lo 0,48%, Fin. Fer. (Gruppo Pittini) lo 0,42%, il Gruppo Aspesi lo 0,33%, Mais lo 0,23%, Valsabbia Investimenti lo 0,14%, Afl (Federico Falck) lo 0,13%, Romano Minozzi lo 0,11%.
Altro capitolo nel risiko bancario. Bper (-0,31% a 7,62 euro) ha rilanciato nell’ops sulla Banca Popolare di Sondrio (+2% a 11,98 euro). Nella serata di giovedì 3 l’istituto di Modena ha messo sul piatto un euro cash aggiuntivo per ogni azione di Sondrio portata in adesione all'offerta. La proposta già prevedeva 1,45 azioni Bper di nuova emissione per ogni titolo della target.
Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni di Bper rilevato alla chiusura del 5 febbraio scorso, pari a 6,57 euro, il prezzo comprensivo di rilancio esprime una valorizzazione monetaria pari a 10,527 euro per ciascuna azione di Popolare di Sondrio. Il corrispettivo, dunque, incorpora un premio del 17,8%. Jefferies ha confermato il rating buy e il target price a 9,10 euro sul titolo Bper.
Invece, soffrono Stm (-0,62% a 27,27 euro) e Stellantis (-0,90% a 8,66 euro) che sta richiamando migliaia di auto diesel in Europa prodotte tra ottobre 2017 e gennaio 2023, a causa di potenziali problemi alla catena dell'albero a camme. Solo in Francia i veicoli interessati sono 636.000, ha detto l'azienda che non ha fornito una cifra complessiva per tutta l'Europa.
Si segnala, inoltre, che Citigroup ha alzato il target price su Prysmian (-0,13% a 59,9 euro) da 66 a 69 euro (rating buy), Barclays ha fatto lo stesso su Poste Italiane (da 17,5 a 18 euro; rating equal weight; +0,08% a 18,16 euro) e su Tim (da 0,42 a 0,44 euro, rating overweight: +0,70% a 0,4174 euro). Acquisti, infine, su Digital Value (+0,97% a 31,q euro) che ha ampliato il portafoglio ordini per l'anno in corso aggiudicandosi due nuovi lotti relativi alle gare per l'IT nel settore pubblico del valore complessivo di 50 milioni di euro, di cui 29,75 milioni di pertinenza del gruppo.
Borse europee attese in calo (-0,54% il futures sull’Eurostoxx50) dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che intende iniziare a inviare oggi, 4 luglio, le lettere per informare i partner commerciali dei dazi per trovare un accordo entro il 9 luglio, anche se sono giorni che dice di aver già mandato i messaggi. «È molto più semplice», ha detto. «Invieremo alcune lettere a partire da domani», oggi in Italia.
Trump ha precisato che gli Stati Uniti rinunceranno a lunghe trattative con oltre 170 Paesi e imporranno, invece, unilateralmente tariffe forfettarie comprese tra il 20% e il 30%. Secondo quanto riferito, le lettere saranno inviate a 10 Paesi alla volta. Finora gli Stati Uniti hanno firmato accordi commerciali solo con il Regno Unito, la Cina e il Vietnam, ben lontano dalla promessa del tycoon di concludere 90 accordi in 90 giorni.
Con Wall Street chiusa per il Giorno dell'indipendenza, il focus è anche sulla nuova manovra fiscale da 3.400 miliardi di dollari, approvata dalla Camera, che prevede un aumento del tetto al debito di 5.000 miliardi e un taglio delle tasse. Il rendimento del Treasury Usa 10 anni scende al 4,31%. Goldman Sachs ha abbassato le sue previsioni sui rendimenti dei titoli di Stato statunitensi, sottolineando la maggior probabilità che la Fed tagli i tassi d'interesse prima del previsto. In particolare, si aspetta che i rendimenti dei Treasury a 2 e 10 anni chiudano l'anno, rispettivamente, al 3,45% e al 4,2%. In precedenza si aspettava che tali rendimenti terminassero l'anno al 3,85% e al 4,5%.
La revisione è arrivata dopo che questa settimana gli economisti della banca Usa hanno modificato le loro previsioni sui tagli dei tassi da parte della Fed nel corso dell'anno. Ora si attendono che la banca centrale americana effettuerà tagli ai tassi a settembre, a ottobre e a dicembre, mentre in precedenza si aspettavano un solo taglio alla fine dell'anno.
La previsione del team economico di Goldman Sachs è, però, arrivata prima dei forti dati sui posti di lavoro negli States pubblicati giovedì 3 luglio, che hanno alleggerito la pressione sulla Fed. Tuttavia, Goldman Sachs ha spiegato che la forza dei dati è stata attenuata dall'eccessivo contributo delle assunzioni governative e da un calo modesto del tasso di partecipazione alla forza lavoro.
La nuova previsione di Goldman Sachs è leggermente più accomodante rispetto a quella media degli altri strategist raccolta da Bloomberg che vede i rendimenti dei Treasury a 10 anni raggiungere il 4,29% nel quarto trimestre. I contratti swap indicizzati al tasso overnight segnalano una probabilità superiore al 70% che la banca centrale tagli i tassi entro settembre, seguita da un ulteriore taglio prima della fine dell'anno.
L’euro torna a rafforzarsi nei confronti del dollaro, vale 1,1780 (+0,21%), anche se sono calati più delle attese gli ordinativi all'industria in Germania a maggio: -1,4% su base mensile dopo la variazione di +1,6% registrata il mese precedente. Le attese degli economisti erano per un -0,2%. Rispetto allo stesso mese dell'anno precedente gli ordinativi sono risultati in crescita del 5,3% (+5,8% il dato precedente).
La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha detto che i sistemi economici dell'Unione Europea devono diventare più efficienti e produttivi affinché l’euro possa raggiungere il livello del dollaro statunitense come principale valuta mondiale. In un'intervista rilasciata all'emittente tedesca Ard, Lagarde ha affermato che «i leader politici, i banchieri centrali, devono impegnarsi per rendere la nostra economia più produttiva e più efficiente», prima che l'euro possa diventare la principale valuta globale.
Alle 8:45 tocca alla produzione industriale a maggio della Francia (precedente: -1,4% mese su mese), alle 9 allo stesso dato della Spagna (precedente: +0,6% mese su mese) e alle 10 alle vendite al dettaglio a maggio in Italia (precedente: +3,7% anno su anno) per chiudere alle 11 con i prezzi alla produzione a maggio in Eurozona (precedente: +0,7% anno su anno).
Mentre i futures sull’oro salgono (+0,18% a 3.348 dollari al barile), i prezzi del petrolio calano leggermente dopo la telefonata deludente di Trump con Vladimir Putin, che non sembra intenzionato a porre fine alla guerra in Ucraina, e in attesa della riunione dell’Opec+. I futures sul petrolio Brent flettono dello 0,25% a 68,63 dollari al barile, mentre quelli sul Wti dello 0,09% a 66,94 dollari al barile. Entrambi i contratti sono aumentati tra l'1% e il 2% questa settimana, ma stanno ancora recuperando le perdite a doppia cifra registrate la settimana precedente.
L’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e i suoi alleati (Opec+) si riunirà nel fine settimana. A quanto pare si sta preparando ad aumentare nuovamente la produzione di 411.000 barili al giorno ad agosto, seguendo incrementi simili degli ultimi tre mesi. L’Opec+, guidata dal principale esportatore Arabia Saudita, mira anche a penalizzare i membri che superano le quote produttive stabilite.
Intanto gli Stati Uniti hanno imposto nuove sanzioni contro una rete di aziende e navi che contrabbandano petrolio iraniano spacciandolo per petrolio iracheno. Questa settimana l’Iran ha interrotto la cooperazione con l’Agenzia internazionale per l’energia atomica delle Nazioni Unite, dopo che gli Stati Uniti hanno attaccato tre dei principali impianti iraniani di arricchimento dell’uranio a fine giugno. Nonostante ciò, Teheran e Washington dovrebbero tenere ulteriori colloqui sul nucleare a Oslo la prossima settimana, ha riportato Axios.
Sul listino milanese attenzione a Mps a cui basta il 35% per aggiudicarsi Mediobanca. È questa la soglia prevista nel prospetto pubblicato giovedì 3. Se questo renderà più semplice la scalata, riporta Mf-Milano Finanza, ci sono alcune controindicazioni: con meno del 50% del capitale, nei primi tre anni Siena riuscirà a ottenere solo la metà delle sinergie previste. E non ci sarà il vantaggio fiscale delle dta.
Nel frattempo, l'accordo di consultazione tra soci Mediobanca si è ridotto dall’11,61% al 7,88% del capitale sociale. Lo ha annunciato Piazzette Cuccia, dopo la cessione da parte di Mediolanum, effettuata il 1° luglio, dell'intera partecipazione in Mediobanca (29,1 milioni di azioni, 3,49% del capitale) e delle vendite di Aurelia e Beniamino Gavio (Gruppo Gavio), rispettivamente, di 925 mila azioni e 993,8 mila azioni (0,11% e 0,12% del capitale sociale).
Ora Fin.Priv. (detenuta da Generali, Italmobiliare, Pirelli, Stellantis, Telecom, Unipol) ha l'1,72% del capitale sociale. Monge & C. l’1,16%, Finprog Italia (Gruppo Doris) lo 0,96%, Sereco Re S.A. (Gruppo Ferrero) lo 0,69%, il Gruppo Gavio lo 0,39%, il Gruppo Lucchini lo 0,56%, il Gruppo Pecci lo 0,56%, Plt Holding (famiglia Tortora) lo 0,48%, Fin. Fer. (Gruppo Pittini) lo 0,42%, il Gruppo Aspesi lo 0,33%, Mais lo 0,23%, Valsabbia Investimenti lo 0,14%, Afl (Federico Falck) lo 0,13%, Romano Minozzi lo 0,11%.
Altro capitolo nel risiko bancario. Bper ha rilanciato nell’ops sulla Banca Popolare di Sondrio. Nella serata di giovedì 3 l’istituto di Modena ha messo sul piatto un euro cash aggiuntivo per ogni azione di Sondrio portata in adesione all'offerta. La proposta già prevedeva 1,45 azioni Bper di nuova emissione per ogni titolo della target.
Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni di Bper rilevato alla chiusura del 5 febbraio scorso, pari a 6,57 euro, il prezzo comprensivo di rilancio esprime una valorizzazione monetaria pari a 10,527 euro per ciascuna azione di Popolare di Sondrio. Il corrispettivo, dunque, incorpora un premio del 17,8%. Jefferies ha confermato il rating buy e il target price a 9,10 euro sul titolo Bper.
Invece, Stellantis sta richiamando migliaia di auto diesel in Europa prodotte tra ottobre 2017 e gennaio 2023, a causa di potenziali problemi alla catena dell'albero a camme. Solo in Francia i veicoli interessati sono 636.000, ha detto l'azienda che non ha fornito una cifra complessiva per tutta l'Europa.
Si segnala, inoltre, che Citigroup ha alzato il target price su Prysmian da 66 a 69 euro (rating buy), Barclays ha fatto lo stesso su Poste Italiane (da 17,5 a 18 euro; rating equal weight) e su Tim (da 0,42 a 0,44 euro, rating overweight). Quanto a Digital Value ha ampliato il portafoglio ordini per l'anno in corso aggiudicandosi due nuovi lotti relativi alle gare per l'IT nel settore pubblico del valore complessivo di 50 milioni di euro, di cui 29,75 milioni di pertinenza del gruppo. (riproduzione riservata)