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Mercati europei in rosso, Saipem in crescita, Unicredit in calo

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Borse oggi in diretta | Il Ftse Mib chiude in rialzo (+0,4%), Stm la migliore. Spread sotto i 90 punti

03 luglio 2025, 08:05 Ultimo aggiornamento: 17:46

Il ministro Giorgetti: negoziati sui dazi troppo lunghi creano danni. Ben intonata Wall Street grazie alla crescita maggiore del previsto dei posti di lavoro non agricoli negli Stati Uniti a giugno  | IL VIDEO | Mps, via libera della Consob all’ops su Mediobanca. L’offerta parte il 14 luglio

  • Ore 15:30 Wall Street positiva dopo dati sul mercato del lavoro Usa

  • Ore 14:40 Il Ftse Mib torna sulla parità. Lavoro Usa meglio del previsto

  • Ore 13:15 Ftse Mib in calo, vendite su banche e lusso

  • Ore 11:30 Ftse Mib cauto, pesa Unicredit. Il petrolio accelera al ribasso
  • Ore 10:20 Il Ftse Mib resta in calo con le banche, l’euro si stabilizza: Pmi dell’Eurozona sui massimi da tre mesi
  • Ore 09:05 Il Ftse Mib stona in Ue, pesa Iveco. Spread stabile a 91
  • Ore 08:05 Europa attesa in leggero rialzo. Focus sul mercato del lavoro Usa

Il Ftse Mib accelera nell’ultima parte della seduta e chiude a 39.943 punti, in rialzo dello 0,4%. La migliore tra le blue chip è Stm, che guadagna il 2,3%, seguita da Tim (+2,1%) e Unipol (+1,4%). In coda A2a (-1,1%), Diasorin (-1,05%) e Nexi (-0,9%). Lo spread scende sotto i 90 punti e chiude a quota 89. 

Chiudono positive anche le altre borse europee con Parigi che cresce dello 0,2%, Francoforte dello 0,7% e Londra dello 0,6%. Ben intonata Wall Street che, dopo due ore di scambi, viaggia in netto rialzo: il Dow Jones guadagna lo 0,8%, l’S&P 500 lo 0,9% e il Nasdaq l’1%. I listini statunitensi beneficiano dei dati sul mercato del lavoro migliori del previsto

Ore 15:30 Wall Street positiva dopo dati sul mercato del lavoro Usa

I listini azionari statunitensi aprono in rialzo dopo dati sul mercato del lavoro Usa migliori delle attese. Il Dow Jones guadagna lo 0,21%, l’S&P 500 sale dello 0,31% e il Nasdaq avanza dello 0,56%. La seduta del 3 luglio a Wall Street sarà più breve del solito, con le contrattazioni che termineranno alle 19 italiane. I mercati resteranno chiusi domani per la festività del 4 luglio.

«Il solido report sull’occupazione conferma la resilienza del mercato del lavoro statunitense che resiste nonostante i segnali di indebolimento emersi in alcuni dei principali indicatori», osserva Simon Dangoor, head of Fixed Income Macro strategies di Goldman Sachs Asset Management. «Questo rafforzerà ulteriormente la convinzione del Comitato della Fed di mantenere un atteggiamento attendista in vista di una possibile accelerazione dell’inflazione durante l’estate. Tuttavia, continuiamo a intravedere la possibilità di una ripresa del ciclo di allentamento della Fed più avanti nel corso dell’anno». 

I dazi «dovrebbero tradursi in un aumento dei prezzi nel corso dell’estate», conferma George Brown, senior economist di Schroders. Sul fronte tariffario gli operatori guardano con attenzione alla scadenza del 9 luglio, mentre i negoziati tra Stati Uniti e Unione Europea sono ancora in corso (gli Usa finora hanno trovato intese con Regno Unito, Vietnam e Cina). «Stiamo puntando a un accordo di principio», ha detto la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. «Siamo pronti per un accordo. Vogliamo una soluzione negoziata. Ma saprete che allo stesso tempo ci stiamo preparando alla possibilità che non si raggiunga alcun accordo soddisfacente».

Ore 14:40 Il Ftse Mib torna sulla parità. Lavoro Usa meglio del previsto

Le borse recuperano terreno con la pubblicazione dei dati relativi all’occupazione negli Stati Uniti. Il Ftse Mib si riporta sulla parità, a quota 39.810 punti alle 14:40, sostenuto da Saipem (+1,3%), Stm (+1,3%) e Unipol (+1,1%). Continuano invece le vendite su Moncler (-1,5%), Buzzi (-1,3%) e i titoli energetici, indeboliti dal calo del prezzo del petrolio. 

Mercato del lavoro Usa più forte del previsto

Il dato più atteso della giornata era quello sull’occupazione negli Stati Uniti Bureau of Labor Statistics. Gli investitori aspettavano indicazioni sulla tenuta dell’economia statunitense dopo che l’Adp ha segnalato nel report del 2 luglio una perdita di 33 mila posti nel settore privato a giugno, segnando il primo calo mensile da marzo 2023. Tuttavia, i non-farm payrolls hanno sorpreso in positivo con 147 mila posti di lavoro creati a giugno 2025. Gli economisti si aspettavano un aumento più contenuto, di 110 mila unità. 

Anche il tasso di disoccupazione ha battuto le attese, scendendo al 4,1% dal 4,2% di maggio e rovesciando le aspettative di un lieve aumento al 4,3%. Nel frattempo, le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli Stati Uniti (dato destagionalizzato) si sono attestate a quota 233.000 unità, in calo di 4.000 unità rispetto al dato rivisto della settimana precedente. 

Ore 13:15 Ftse Mib in calo, vendite su banche e lusso

Non scemano le vendite su Milano. L’indice Ftse Mib perde lo 0,21% a 39.701 punti alle 13:15 con le banche, i titoli del lusso e Buzzi sotto pressione. Lo spread Btp/Bund resta schiacciato a 91 punti base dopo il monito del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, riguardo alla trattativa in corso sui dazi tra Usa e Ue: «non sapremo il negoziato dove andrà a parare, ma se dura troppo tempo questo produce dei danni», ha avvertito.

Per questo Giorgetti aveva caldeggiato un compromesso «onorevole» che mettesse da subito fine all'incertezza che permane «e forse permarrà anche la prossima settimana», ha aggiunto il ministro, parlando all'Unione italiana vini. 

Ore 11:30 Ftse Mib cauto, pesa Unicredit. Il petrolio accelera al ribasso

Con i futures statunitensi sulla parità in attesa dei dati chiave sugli occupati mensili statunitensi, le borse europee si mantengono in frazionale rialzo, eccetto sempre Milano (-0,25% a 39.684 punti alle 11:30 l’indice Ftse Mib) dove pesa il calo (-0,97%) di Unicredit che ha pubblicato un supplemento al documento d'offerta per Banco Bpm (-0,09%), evidenziando che, alla luce della poca chiarezza circa la portata e l'interpretazione delle prescrizioni contenute nel decreto golden power, le autorità competenti potrebbero comminare importanti sanzioni amministrative per la violazione delle prescrizioni.

Viceversa, salgono contro corrente Campari (+1,26%), Amplifon (+1,04%), Stm (+0,99%), Saipem (+0,93%) ed Eni (+0,53%), queste ultime due anche se i prezzi del petrolio flettono (-0,84% a 68,53 dollari al barile il futures sul Brent). In calo, infine, dello 0,89% Fincantieri.

Fincantieri Marine Group, la controllata statunitense di Fincantieri, ha nominato George A. Moutafis nuovo amministratore delegato, a partire dal 1° luglio. La nomina del nuovo capo della società statunitense del gruppo guidato dall'ad e dg, Pierroberto Folgiero, avviene in un momento cruciale per l'industria cantieristica, in un contesto in cui la nuova amministrazione Usa rilancia la priorità strategica di rafforzare le capacità navali del Paese. 

Ore 10:20 Il Ftse Mib resta in calo con le banche, l’euro si stabilizza: Pmi dell’Eurozona sui massimi da tre mesi

Mentre le altre borse europee si rafforzano, dopo che a giugno il settore privato dell'Eurozona ha registrato il sesto mese consecutivo di crescita della produzione, a Milano l’indice Ftse Mib viaggia contro corrente e perde lo 0,35% a 39.645 punti. Pesano tutte le banche con Unicredit in testa (-1,22%), Moncler (-0,82%) e Prysmian (-0,60%).

Il Pmi composito dell'Eurozona è salito a 50,6 punti a giugno dai 50,2 di maggio. Anche se la crescita complessiva appare solo marginale, è stata la più alta da tre mesi e superiore alla media degli ultimi 12 mesi. Sia il manifatturiero sia il terziario hanno indicato un'espansione della produzione. Il Pmi servizi ha superato la soglia di 50 punti, segnalando una ripresa del settore. infatti, l'indice si è attestato a 50,5 punti dai 49,7 di maggio. In attesa dei dati su mercato del lavoro Usa l’euro si stabilizza a 1,1798 dollari e lo spread Btp/Bund resta inchiodato a 90,7 punti base. 

Ore 09:05 Il Ftse Mib stona in Ue, pesa Iveco. Spread stabile a 91

Borse europee in rialzo in avvio di seduta, eccetto Milano (-0,17% a 39.718 punti). Francoforte segna un +0,36%, Londra un +0,47% e Parigi un +0,35%. Il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,5% con lo spread con la Germania poco mosso a quota 91 punti base. I rendimenti della zona euro sono saliti il 2 luglio in scia a quelli dei Gilt dopo che il governo britannico ha ridimensionato i piani di taglio dei sussidi, riaccendendo le preoccupazioni sulla sostenibilità della finanza pubblica. 

Focus su Fed e Bce

Driver di giornata i numeri sui nuovi occupati non agricoli di giugno negli Stati Uniti. Il consenso degli economisti converge sulla creazione di 110.000 posti di lavoro dai 139.000 di maggio, con un tasso di disoccupazione in frazionale aumento al 4,3% dal 4,2%. Dati sotto le attese rafforzerebbero la possibilità di un taglio dei tassi da parte della Fed, nonostante la cautela mostrata dal presidente, Jerome Powell.

Gli investitori prezzano solo al 27% la possibilità di un allentamento di 25 punti base già alla riunione della Fed di questo mese, mentre la scontano pienamente per quella di settembre. Intanto alle 13:30 arrivano le minute dell'ultimo consiglio della Bce del 4-5 giugno, quando la banca centrale ha ridotto i tassi di un quarto di punto percentuale. I mercati monetari stimano il 90% di possibilità di un ulteriore taglio dei tassi di un quarto di punto entro dicembre, che porterebbe il tasso sui depositi all’1,75% dall'attuale 2%.

A Milano male Iveco, Unicredit. Meglio Eni e Stm

Sul listino milanese le vendite si accaniscono su Iveco (-1,68% a 16,43 euro), ma anche su Unicredit (-0,95% a 56,19 euro) che continua a spingere sul dossier Commerzbank e a questo scopo ha inviato lo scorso mese lettere al cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e ad altri due rappresentanti dell'esecutivo di Berlino per sostenere la sua proposta. 

Invece, la Consob ha approvato il documento di offerta di Mps (-0,61% a 6,98 euro) per Mediobanca (-0,43% a 18,42 euro). Il periodo di accettazione partirà il 14 luglio e terminerà l'8 settembre. Ottenuto anche il via libera incondizionato dell'Antitrust.

Al contempo, l’Agcm ha autorizzato l'acquisizione della Banca Popolare di Sondrio (-0,39% a 11,57 euro) da parte di Bper (-0,24% a 7,56 euro) subordinatamente alla cessione di sei filiali a operatori bancari entro dieci mesi.

Nel settore petrolifero sale dello 0,47% a 14,042 euro Eni anche se il ministero dell'Energia del Kazakistan ha abbandonato i piani per la costruzione di un impianto di trattamento del gas nel giacimento di Karachaganak. Il giacimento è gestito dal consorzio Karachaganak Petroleum Operating (Kpo), che comprende Eni (29,25%), Shell (29,25%), Chevron (18%), Lukoil (13,5%) e KazMunayGaz (10%).

Acquisti anche su Stm, in rialzo dello 0,91% a 27,08 euro dopo che gli Stati Uniti hanno revocato le restrizioni alle esportazioni verso la Cina per gli società edili di software per la progettazione di chip, un ulteriore segnale di attenuazione delle tensioni commerciali. Tra l’altro, Jefferies ha alzato il prezzo obiettivo sull’azione da 30 a 33 euro (rating buy) grazie a andamento degli ordini più forte del previsto nel secondo trimestre nei segmenti industriale e automobilistico.

Mentre Stellantis (-0,65% a 8,68 euro) non beneficia del fatto che Hsbc ha alzato il target price da 9 a 9,5 euro (rating hold). Il gruppo potrebbe dover far fronte a sanzioni fino a 2,6 miliardi di euro a causa della scarsa penetrazione di veicoli elettrici e del mancato rispetto dei limiti di emissione in Europa. Tanto che sta valutando la possibilità di ridurre la produzione per mitigare l’impatto.

E se la Consob ha approvato il documento d'offerta dell'opa lanciata da Nuo Capital su Bialetti (+0,43% a 0,464 euro), che partirà il 7 luglio e si concluderà il 25 luglio, l'offerente Zenit (società di Confindustria) ha comunicato i risultati definiti delle adesioni all'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa sulle azioni speciali de Il Sole 24 Ore (stabile a quota 1,09 euro): è titolare di 53.536.240 azioni speciali, pari al 95,014% del capitale sociale de Il Sole 24 Ore.

Confindustria è anche titolare di 9 milioni di azioni ordinarie, pari al 100% del capitale sociale rappresentato da azioni ordinarie e, pertanto, computando anche le 330.202 azioni speciali proprie detenute dall'emittente, l'offerente e le persone che agiscono di concerto risulteranno titolari di complessive 62.536.240 azioni ordinarie e azioni speciali, pari al 95,700% del capitale sociale.

Ora l'offerente adempirà al diritto di acquisto e all'obbligo di acquisto dando corso alla procedura congiunta, avente ad oggetto la totalità delle azioni residue. A seguito dell'adempimento della procedura congiunta, Borsa Italiana disporrà la sospensione delle azioni e il delisting.

Ore 08:05 Europa attesa in leggero rialzo. Focus sul mercato del lavoro Usa

Borse europee attese in leggero rialzo in avvio di seduta (+0,13% il futures sull’Eurostoxx50) mentre gli investitori si preparano al rapporto chiave sui posti di lavoro negli Stati Uniti, che potrebbe giustificare un imminente taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, e attendono l'approvazione della legge fiscale e di spesa degli Stati Uniti al Congresso. Infatti, dopo il sofferto via libera al Senato, il Big Beautiful Bill del presidente, Donald Trump, è rimasto bloccato alla Camera: lo speaker, Mike Johnson, non è ancora riuscito ad ottenere l'appoggio di un numero sufficiente di Repubblicani per garantirne l'approvazione. La legge aggiungerà 3.300 miliardi di dollari al debito nazionale, taglierà le tasse e ridurrà i programmi di sicurezza sociale.

Wall Street festeggia l’accordo con il Vietnam

Comunque, Wall Street ha aggiornato i massimi storici il 2 luglio dopo che Trump ha annunciato che è stato raggiunto un accordo commerciale con il Vietnam, che prevede una tariffa del 20% sulle esportazioni verso gli Stati Uniti, inferiore alla tariffa del 46% che era stata minacciata, ma comunque molto più alta delle tariffe precedenti. E questo potrebbe non essere di buon auspicio: potrebbe diventare la norma per alcuni Paesi, tra cui Europa e Giappone.

Focus sul mercato del lavoro Usa

L’euro è stabile a 1,1792 dollari in attesa alle 10 dell’indice Pmi servizi finale a giugno dell’Eurozona (preliminare: 50 punti) e dell’indice Pmi composito finale a giugno (preliminare: 50,2 punti). Mentre dagli Stati Uniti alle 14:30 arrivano le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione (precedente: -10.000 unità a 236.000), la bilancia commerciale a maggio (precedente: -61,6 miliardi di dollari), i non farm payroll a giugno (precedente: +139.000 unità), la retribuzione media oraria a giugno (precedente: +0,4% mese su mese), il tasso di disoccupazione a giugno (precedente: 4,2%). Per continuare alle 15:45 con il Pmi servizi finale a giugno (preliminare: 53,1 punti) e alle 16 con gli ordini delle imprese a maggio (precedente: -3,7% mese su mese) e l’indice Ism non manifatturiero a giugno (precedente: 49,9 punti).

Petrolio giù con il calo a sorpresa delle scorte Usa

I prezzi del petrolio arretrano, invertendo i forti guadagni della sessione precedente, dopo che i dati hanno mostrato un aumento inatteso delle scorte negli Stati Uniti, sollevando alcune preoccupazioni sulla debole domanda di carburante. L'attenzione è rivolta anche alla riunione prevista per il fine settimana dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio e dei suoi alleati (Opec+) che dovrebbe aumentare nuovamente la produzione di 411.000 barili al giorno ad agosto. I futures sul Brent flettono dello 0,69% a 68,63 dollari al barile, mentre quelli sul Wti dello 0,71% a 66,97 dollari al barile.

Entrambi sono saliti tra il 2,5% e il 3% il 2 luglio dopo che la sospensione della cooperazione dell’Iran con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica ha alimentato i timori di una possibile ri-escalation delle ostilità in Medio Oriente. Ma i guadagni non hanno tenuto, soprattutto dopo che le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono aumentate di 3,85 milioni di barili nella settimana terminata il 27 giugno contro le aspettative di un calo di 3,5 milioni di barili. Il dato è stato accompagnato da un aumento superiore alle previsioni di 4,19 milioni di barili delle scorte di benzina, sollevando interrogativi su quanto sarà effettivamente forte la domanda di carburante in questa stagione estiva.

A Milano occhio a Unicredit, Mps, Mediobanca, Bper, Pop di Sondrio, Eni, Stm, Stellantis e Il Sole 24 Ore

Sul listino milanese attenzione a Unicredit che continua a spingere sul dossier Commerzbank e a questo scopo ha inviato lo scorso mese lettere al cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e ad altri due rappresentanti dell'esecutivo di Berlino per sostenere la sua proposta. 

Invece, la Consob ha approvato il documento di offerta di Mps per Mediobanca. Il periodo di accettazione partirà il 14 luglio e terminerà l'8 settembre. Ottenuto anche il via libera incondizionato dell'Antitrust.

Al contempo, l’Agcm ha autorizzato l'acquisizione della Banca Popolare di Sondrio da parte di Bper subordinatamente alla cessione di sei filiali a operatori bancari entro dieci mesi.

Nel settore petrolifero occhio a Eni perché il ministero dell'Energia del Kazakistan ha abbandonato i piani per la costruzione di un impianto di trattamento del gas nel giacimento di Karachaganak. Il giacimento è gestito dal consorzio Karachaganak Petroleum Operating (Kpo), che comprende Eni (29,25%), Shell (29,25%), Chevron (18%), Lukoil (13,5%) e KazMunayGaz (10%).

Da monitorare, inoltre, Stm dopo che gli Stati Uniti hanno revocato le restrizioni alle esportazioni verso la Cina per gli società edili di software per la progettazione di chip, un ulteriore segnale di attenuazione delle tensioni commerciali, e Stellantis con Hsbc che ha alzato il target price da 9 a 9,5 euro (rating hold). Il gruppo potrebbe dover far fronte a sanzioni fino a 2,6 miliardi di euro a causa della scarsa penetrazione di veicoli elettrici e del mancato rispetto dei limiti di emissione in Europa. Tanto che sta valutando la possibilità di ridurre la produzione per mitigare l’impatto.

E se la Consob ha approvato il documento d'offerta dell'opa lanciata da Nuo Capital su Bialetti, che partirà il 7 luglio e si concluderà il 25 luglio, l'offerente Zenit (società di Confindustria) ha comunicato i risultati definiti delle adesioni all'offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria promossa sulle azioni speciali de Il Sole 24 Ore: è titolare di 53.536.240 azioni speciali, pari al 95,014% del capitale sociale de Il Sole 24 Ore.

Confindustria è anche titolare di 9 milioni di azioni ordinarie, pari al 100% del capitale sociale rappresentato da azioni ordinarie e, pertanto, computando anche le 330.202 azioni speciali proprie detenute dall'emittente, l'offerente e le persone che agiscono di concerto risulteranno titolari di complessive 62.536.240 azioni ordinarie e azioni speciali, pari al 95,700% del capitale sociale.

Ora l'offerente adempirà al diritto di acquisto e all'obbligo di acquisto dando corso alla procedura congiunta, avente ad oggetto la totalità delle azioni residue. A seguito dell'adempimento della procedura congiunta, Borsa Italiana disporrà la sospensione delle azioni e il delisting. (riproduzione riservata)



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