
Neanche i grandi portafogli sopra i 500 mila euro sono immuni al fascino del Btp al 4%. Secondo quando calcolato da Aipb, associazione di categoria del private banking presieduta da Andrea Ragaini (di Banca Generali) quest’anno la raccolta di titoli di Stato dei grandi investitori non istituzionali crescerà del 12%, più del doppio di quanto previsto per i fondi comuni (+5%), a fronte di deflussi da conti correnti e depositi nell’ordine dell’1,7%. Il dato di raccolta sui titoli di Stato è peraltro di quasi 5 punti superiore a quello previsto per banche e reti retail. «I clienti private sono razionali, anche grazie ai banker che li supportano nelle scelte», è il commento di Ragaini. «Questo implica che a fronte di un rendimento così alto ha senso allocare il proprio patrimonio in Btp e simili, privilegiandoli ad asset class più rischiose».
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