La logistica biomedicale ha fatto bene al bilancio 2017 di Bomi, che ha comunicato di aver conseguito un utile netto consolidato di 2,7 milioni di euro, di cui 2 mln di euro di gruppo, evidenziando una crescita del 91% dell'utile netto e del 349% dell'utile di gruppo rispetto al 31 dicembre 2016.
L'utile di gruppo e' superiore del 58% rispetto alle previsioni del piano 2017 - 2019. Il valore della produzione, invece, si e' attestato a 117,8 mln di euro (+17%), in linea con il business plan, trainato dalla crescita interna, dall'effetto positivo dei cambi e dall'entrata nel perimetro di consolidamento della societa' messicana Espadist e, in Italia, della barese Faro.
L'Ebitda, al netto delle componenti straordinarie e non ricorrenti, e' stato di 11 mln euro (+27% ), circa il 9,4% sul valore della produzione e superiore del 4% all'Ebitda consolidato previsto dal piano.
La posizione finanziaria netta consolidata (PFN) e' pari a 25,5 milioni di euro contro i 15,9 milioni di euro al 31 dicembre 2016. Tale risultato e' dovuto prevalentemente all'acquisizione della minority nella controllata brasiliana avvenuta a novembre 2017 per un importo totale di 15,6 milioni di euro (tra prezzo e dividendi straordinari distribuiti).
Il titolo sta risentendo limitatamente della notizia con un aumento dello 0,9% a 3,3 euro, che si confronta con 2,9 euro del valore di prima quotazione al debutto nel giugno del 2015.
All'inizio di marzo il gruppo di logistica aveva comunicato di avere aumentato la partecipazione nella sua partecipata colombiana Biomedical Distribution Colombia e di avere aperto un nuovo magazzino in Turchia, un impianto ad alta tecnologia, di oltre 4.000 mq a Tuzla (Istanbul), strategicamente posizionato a pochi chilometri dal porto, dall'aeroporto e dall'autostrada transeuropea (TEM), che è la principale autostrada che attraversa la Turchia, in grado di rafforzare considerevolmente l'attività dell'azienda in quel mercato.
Bomi Colombia, che controlla al 51% Biomedical Logistics, in Perù, ha realizzato un fatturato di 8 milioni di euro con un ebitda margin del 15% ed una cassa di circa 2,5 milioni di euro. Le attività in Colombia stanno tra l'altro beneficiando di una nuova normativa fiscale che da quest'anno prevede la riduzione della witholding tax sui dividendi dal 35% al 5% e sugli interessi dal 15% al 10%.
«Puntiamo a rafforzare ulteriormente la nostra presenza in questo mercato caratterizzato da tassi di crescita del settore biomedicale di circa il 14% annuo e che riteniamo a grande potenziale,» ha commentato Marco Ruini, vice presidente e ceo di Bomi Italia, che sta lavorando sul piano industriale 2018-2020, presentato in gennaio.
L'obiettivo è di arrivare a un fatturato di 150 milioni di euro nel 2020 con un ebita margin dell'11,2%, partendo da circa 120 milioni di fatturato a fine 2017 con una marginalità vicina al 10%. Il gruppo, quindi, dovrebbe crescere a un tasso annuo vicino al 9% per i prossimi 3 anni, calcolato a tassi di cambio fissi a fine dicembre 2017.
Lo scoso gennaio il gruppo era stato scelto in Cile come fornitore di servizio logistico del cliente B. Braun Medical SpA, con cui ha firmato un contratto pluriennale che consentirà una crescita del 25% del fatturato della controllata cilena. Alla fine di luglio del 2017 Bomi aveva acquisito l'intero controllo della Biomedical Distribution Mercosur in Brasile.
Bomi Italia è stata nominata tra le migliori d'Europa nella lista "One to Watch", superando per il secondo anno consecutivo la fase di selezione nella competizione European Business Awards, sponsorizzata da RSM. È stata scelta nel corso della prima fase degli European Business Awards, giunti all'undicesima edizione in quanto ha dimostrato risultati eccezionali in una delle 12 categorie degli European Business Awards e riflette i valori fondamentali del programma di innovazione, successo ed etica.