Scambi per quasi 60 mila pezzi hanno acceso la miccia al titolo Bomi, la holding del gruppo di logistica biomedicale e nella gestione di prodotti di alta tecnologia, che martedì ha comunicato i risultati della gestione nel primo semestre.
In apertura il titolo ha accelerato al rialzo ed è stato sospeso con un +11% teorico, poi a fine mattina ridimensionato a +6,5%, con il prezzo a 3,1 euro.
«I numeri del primo semestre rispetto al piano sono leggermente superiori a livello di Ebitda e risultato netto, stiamo andando bene,» ha dichiarato Marco Ruini, ceo e figlio di Giorgio, presidente, azionisti di maggioranza, durante la presentazione della società agli investitori svizzeri riuniti oggi a Lugano da IrTop.
«Abbiamo una certa potenza di fuoco e una struttura del debito molto equilibrata, a medio/lungo termine. Siamo pronti per fare acquisizioni. Ci stiamo lavorando» ha aggiunto .
Il valore della produzione consolidata al 30 giugno 2018 è salito a 62 milioni di euro, evidenziando una crescita di circa il 6% rispetto ai 58,6 milioni di euro realizzati nel primo semestre 2017.
La crescita a parità di cambio euro/valute del primo semestre 2017 sarebbe stata pari a circa il 15% in gran parte, 9%, imputabile all’ingresso nel perimetro di consolidamento della società De Salute, specializzata nella logistica di prodotti biotech, farmaceutici e di tecnologie per la Salute, acquisita da Bomi nel gennaio scorso.
Il valore della produzione consolidata al 30 giugno 2018, risulta inoltre superiore di circa il 2% rispetto a quanto previsto dal business plan 2018 – 2020.
Anche l'ebitda consolidato al 30 giugno 2018 è migliorato a 5,5 milioni di euro con un'incidenza dell'8,8% sul valore della produzione, sullo stesso livello dell'anno precedente, ma calcolato a cambi costanti, la crescita sarebbe stata di alcuni punti percentuali. In ogni caso il valore raggiunto è superiore del 4% a quello espresso nel piano triennale.
L’utile netto consolidato, 1,2 milioni di euro, è leggermente inferiore al dato del 2017, 1,56 milioni, ma risente delle variazioni dei rapporti di cambio, ed è comunque superiore ale previsioni.
Al 30 giugno scorso sono, invece aumentati i debiti a 29,5 milioni di euro contro 25,5 milioni di euro del 31 dicembre 2017, per gli investimenti: 3 milioni di euro per allestire e mantenere le sedi operative e 4,6 milioni in operazioni di M&A per l’acquisto della società De Salute e per l’acquisizione delle minoranze nelle controllate in Colombia ed Olanda.
Dal punto di vista patrimoniale, tuttavia, il gruppo ha beneficiato dell'aumento di capitale che ha portato in cassa 4,7 milioni di euro al netto delle spese sostenute, per la gran parte, 3,2 milioni di euro, coperti da due fondi già azionisti, Quaestio Capital e First Capital.
La società ha anche evidenziato che i rimborsi previsti sino al 2020 sono integralmente coperti dalle disponibilità liquide in essere al 30 giugno 2018.
«Il successo dell'aumento di capitale, realizzato in un contesto complicato per i mercati finanziari, consentirà di perseguire gli obiettivi strategici e di crescita della società e del suo business secondo le linee del piano industriale gia' presentato al mercato,» aveva commentato Giorgio Ruini.
La società è impegnata nel lancio di un nuovo brand, Bomi Health Carrier, dedicato esclusivamente al trasporto di prodotti medicali, diagnostici, farmaci e integratori.
Bomi Health Carrier è responsabile dell'intera supply chain di qualunque prodotto healthcare fino al punto di destino, che si tratti di un ospedale, una clinica, una casa di riposo, un laboratorio d'analisi, una farmacia o la casa di un paziente in caso di terapie domiciliari.
Grazie a una flotta di proprietà di oltre 250 mezzi, Bomi Health Carrier consegna su tutto il territorio italiano ed opera sotto lo stesso marchio in Turchia, Olanda e in America Latina.
L'azienda dei Ruini ha chiuso il 2017 con un utile netto consolidato di 2,7 milioni di euro, oltre tre volte tanto il dato del 2016 e superiore del 58% rispetto alle previsioni del piano 2017 - 2019.
Il valore della produzione si è attestato a 117,8 milioni di euro (+17%), in linea con il business plan, trainato dalla crescita interna, dall'effetto positivo dei cambi e dall'entrata nel perimetro di consolidamento della società messicana Espadist e, in Italia, della barese Faro.
L'Ebitda, al netto delle componenti straordinarie e non ricorrenti, è stato di 11 milioni euro (+27% ), circa il 9,4% sul valore della produzione e superiore del 4% all'Ebitda consolidato previsto dal piano.
Bomi, segnalata tra le migliori d'Europa nella lista One to Watch, superando per il secondo anno consecutivo la fase di selezione nella competizione European Business Awards, sponsorizzata da RSM, sta rafforzando il business estero sui mercati sudamericani e in Turchia, dove ha aperto recentemente un impianto ad alta tecnologia, di oltre 4.000 mq a Tuzla (Istanbul), strategicamente posizionato a pochi chilometri dal porto, dall'aeroporto e dall'autostrada transeuropea (TEM).
In marzo ha aumentato la partecipazione Biomedical Distribution Colombia, che controlla anche le attività in Perù, dove ha realizzato un fatturato di 8 milioni di euro con un ebitda margin del 15% ed una cassa di circa 2,5 milioni di euro. Le attività in Colombia stanno tra l'altro beneficiando di una nuova normativa fiscale che da quest'anno prevede la riduzione della witholding tax sui dividendi dal 35% al 5% e sugli interessi dal 15% al 10%.
Lo scorso gennaio il gruppo era stato scelto in Cile come fornitore di servizio logistico del cliente B. Braun Medical, con cui ha firmato un contratto pluriennale che consentirà una crescita del 25% del fatturato della controllata cilena, mentre nel luglio dell'anno scorso ha acquisito l'intero controllo della Biomedical Distribution Mercosur in Brasile.