La partnership tra Bio-on e Unilever e' 'operativa da aprile 2019' e 'riguarda la linea di cosmetici per la protezione solare My Kai, di cui Bio-on cura lo sviluppo e Unilever la distribuzione'. Cosi' ha risposto la multinazionale olandese a Radiocor sull'accordo di collaborazione in corso con l'azienda bolognese.
Bio-on e' finita nella bufera dopo un report del fondo Quintessential che accusa la societa' di illeciti sui bilanci e conflitti d'interesse, spiegando come l'azienda non fosse riuscita a sfornare "nessun prodotto in quantita' significativa o a vendere alcunche' al di fuori del suo network di scatole vuote" (con conseguenti vendite a pioggia sul titolo nonostante le smentite della societa').
Unilever e' stata tirata in ballo diverse volte in questi giorni dalla stessa Bio-on che ha citato la collaborazione con la multinazionale - pur senza mai quantificarne il valore economico - per testimoniare le applicazioni industriali delle sue ricerche sulla bioplastica. Ora arriva la conferma di Unilever: la collaborazione con Bio-on, spiega la multinazionale, 'nasce dall'intento comune alle due aziende di offrire ai consumatori dei prodotti sempre piu' sostenibili e rispettosi dell'ambiente'.
La partnership, come detto, operativa da aprile 2019, riguarda la linea di cosmetici My Kai 'realizzata con ingredienti sostenibili (micropolveri biodegradabili in natura) progettati per ridurre significativamente la percentuale di filtri solari utilizzati nelle protezioni solari, per aumentarne le performance di resistenza all'acqua, abbattendo l'impatto ambientale del prodotto'. La linea, conclude Unilever, e' 'attualmente disponibile su Amazon.it e in saloni di bellezza selezionati'.
Il fondo Quintessential ha invece risposto mettendo in dubbio l’indipendenza degli esperti scientifici chiamati a testimoniare da Bio-on sulla sua attività. Quintessential Capital Management ha notato come basti consultare il sito dell’Ufficio Brevetti italiano per scoprire che uno dei due brevetti depositati in Italia, di cui Bio-on è titolare, è riconducibile alla Professoressa Paola Fabbri che risulta esserne l’inventrice. Nello specifico si tratta del brevetto depositato in data 23-10-2014 (numero deposito: MI2012A000634/102012902042203).
"Ci si domanda se questo possa influenzare, ancora una volta, l’imparzialità del giudizio della Professoressa Fabbri sul valore scientifico della tecnologia di Bio-on. Si ricorda, come già evidenziato, che Bio-on ha scelto di avvalersi del parere della Professoressa Fabbri dell’Università Bologna, che è spesso coinvolta in dichiarazioni a favore dell’azienda la quale, peraltro, proprio con l’Ateneo ha una collaborazione molto stretta", ha specificato il fondo.