Come anticipato da MF-Milano Finanza di ieri, nella seduta di lunedì 29 i fondi ribassisti su Bio-on hanno proseguito l’opera di progressiva ricopertura delle loro posizioni e in particolare il fondo Think investment l’ha ridotta dall’1,19 allo 0,59% del capitale della società quotata all’Aim e attiva nel settore delle bioplastiche. Ieri intanto il titolo Bio-on è rimasto estremamente volatile, tornando a scendere in maniera decisa dopo i recuperi precedenti, cedendo il 9% a quota 27,3 euro.
Intanto sul piano della querelle tra fondi e società ieri sono tornati a dominare la scena gli aspetti contabili. Nell’intervista esclusiva di Class Cnbc (milanofinanza.it) Maurizio Salom, lo specialista incaricato dal fondo Quintessential di fare una perizia sul bilancio di Bio-on, ha ribadito che a suo parere «ci sono le violazioni degli articoli 2343 e 2343 bis del codice civile a proposito della cessione e del conferimento delle licenze». Secondo il commercialista, quando si attribuisce una licenza a una società è necessaria una asseverazione sul valore della licenza di un esperto nominato dal tribunale, che secondo lui non c’è stata: «Non si può attribuire un valore a caso», ha detto
L’altra questione fondamentale è quella relativa ai crediti verso le joint venture. Tutti gli esperti contattati da MF-Milano Finanza arrivano alla stessa domanda: «al 31 dicembre 2018 si evidenziavano nel bilancio consolidato crediti per 50,1 milioni, prevalentemente derivanti dalla cessione di licenze. Quanti di questi crediti sono stati effettivamente incassati a oggi?». MF-Milano Finanza è poi in grado di ricostruire un altro tassello della vicenda. A pagina 16 del famoso report accusatorio si evidenzia che a gennaio una società di ricerca finanziaria contattata da Quintessential ha prenotato una visita guidata all’impianto di Castel San Pietro Terme. Visita che, a quanto riportato, non è poi avvenuta. La società in questione è la londinese The Analyst, attiva nella produzione di report o trading ideas «per un esclusivo gruppo di clienti». Il report è stato pubblicato il 27 febbraio ed era già cominciato a circolare anche in Italia. L’analista che l’ha redatto, Jack Stonehouse, non ha usato mezzi termini titolando lo studio: «Bio-on: Decomposing».
L’analista aveva inoltre indicato una raccomandazione short, con target price a due anni a zero rispetto ai 60 euro a cui gravitava il titolo Bio-on a quei tempi. Si può desumere che gran parte dell’impianto accusatorio del fondo gestito da Gabriel Grego, grande accusatore di Bio-on e dei suoi manager-fondatori, Marco Astorri e Guy Cicognani, così come la valutazione sul titolo, sono stati tratti dal report di The Analyst. (riproduzione riservata)