Minerv Bio Cosmetics, nuovo tipo di bioplastica PHAs sviluppata dall'emiliana Bio On, ha ottenuto la certificazione 100% Natural, rilasciata dall'organizzazione no-profit Natrue e garanzia di sicurezza per la salute delle persone e di rispetto per l'ambiente.
Lo standard di certificazione rilasciato da Natrue è nato per consentire ai consumatori di riconoscere i veri cosmetici naturali e biologici, viene definito da un comitato scientifico indipendente e verificato da certificatori noti per un approccio molto restrittivo e rigoroso la cui valutazione non si ferma alle sole materie prime ma controlla la provenienza e tutta la filiera.
«Abbiamo scelto di certificare i nostri bio polimeri con Natrue perche' rappresenta un centro di eccellenza mondiale. La certificazione premia l'intuizione di Bio On nel campo dei cosmetici e lo staff scientifico della nostra divisione interna CNS (Cosmetic, Nanomedicine and Smart materials)», ha affermato Marco Astorri, presidente e ceo della societa', aggiungendo che «Minerv Bio Cosmetics e' una delle maggiori innovazioni nel settore dei cosmetici degli ultimi anni. Per noi e' una tappa molto importante in vista della produzione che comincera' nel 2018».
Il gruppo emiliano quotato sull'AIM Italia sta infatti portando aventi la costruzione di una nuova struttura, realizzata a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna, sull'area di 30.000 mq dell'ex impianto della Granarolo che dovrebbe entrare in funzione entro la prima meta' del 2018. Si tratta del primo impianto di produzione di PHA sotto forma di micropolveri ad uso cosmetico, fino ad ora realizzate solo in un impianto di scale-up industriale.
Con estensione di 3.700 mq coperti e 6.000 mq edificabili, dotato delle piu' moderne tecnologie e dei piu' avanzati laboratori adatti a soddisfare le richieste delle aziende cosmetiche di tutto il mondo, il nuovo impianto, nel quale Bio On sta investendo 20 milioni di euro, avra' una capacita' produttiva di 1.000 tonnellate all'anno espandibile velocemente a 2.000.
Oltre ad essere volto alla produzione, l'impianto sara' una sorta di acceleratore di business grazie ai nuovi standard che potra' offrire al mercato, consentendo a Bio On di brevettare nuove ricette
Nei giorni scorsi èstata ultimata la costruzione dei fermentatori, vero cuore della tecnologia del nuovo impianto, che fungerà da acceleratore di business, consentendo alla societa' di brevettare nuove ricette e standardizzare i prodotti, in un settore in forte evoluzione, come quello della cosmesi.
«I fermentatori che abbiamo costruito sono i piu' grandi al mondo», ha affermato Marco Astorri, fondatore e ceo della società, «continuiamo a seguire la roadmap per la costruzione del nuovo impianto, che sara' inaugurato entro i primi sei mesi del prossimo anno, e i cui lavori possono essere seguiti da tutti sul nostro sito, dove pubblichiamo continui aggiornamenti.»
«La produzione sara' piuttosto limitata rispetto alla grande richiesta che c'e' sul mercato", ha commentato Astorri, che ha poi spiegato, "l'impianto e' una sorta di acceleratore di business, non per la quantita' del prodotto ma per i nuovi standard che potra' offrire al mercato, consentendoci di brevettare nuove ricette.»
Nei primi mesi del prossimo anno, inoltre, Bio-On insieme alla Nasa, sarà sponsor di un progetto per lo studio degli effetti dell'utilizzo della plastica tradizionale sugli oceani, in particolare nel Pacifico, tema, quello dell'inquinamento della plastica, su cui il gruppo da settembre ha avviato un ciclo di incontri per informare e sensibilizzare l'opinione pubblica.
La prima conferenza ha riguardato le conseguenze che l'inquinamento della plastica sta creando nei mari di tutto il mondo con Nikolai Maximenko e Jan Hafner dell'International Pacific Research Center delle Hawaii, due fra i piu' importanti scienziati al mondo che studiano gli ambienti marini, che per la prima volta in Europa hanno presentato le loro scoperte.
Il format del prossimo incontro "che si terra' a inizio primavera vertera' sul tema della biodegradibilita, su cui c'e' ancora molta confusione", ha sottolineato il ceo.
La società svuole lasciarsi alle spalle una semestrale debole che aveva evidenziato ricavi ed Ebitda in diminuzione, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, a causa dello slittamento di una serie di importanti licenze, tra cui quelle siglate lo scorso dicembre, per un valore complessivo di 55 mln di euro.
«Il business di Bio-On non ha un flusso normale perche' noi non produciamo oggetti finiti, ma viviamo di entrate derivante da contratti e licenze di know- how. E' normale, quindi, ci siano dei picchi periodici, comunque prevedibili e controllabili,» ha spiegato Astorri.
Bio-On ha chiuso lo scorso semestre con ricavi operativi a 621.880 euro (1,16 mln 1* sem. 2016), un Ebitda a -1,75 mln (-876.626 euro 1* sem. 2016) e un risultato operativo a -1,94 mln (-1,029.mln 1* sem. 2016), per effetto degli investimenti effettuati per la realizzazione di nuovi brevetti e dei costi relativi alla realizzazione dell'impianto di Castel San Pietro Terme (BO).
L'azienda, nata nel 2007 e che opera nel settore delle moderne Biotecnologie applicate ai materiali di uso comune con lo scopo di dare vita a prodotti e soluzioni completamente naturali, ha debuttato sull'AIM Italia il 24 ottobre 2014 a 5 euro, che si confronta con l'ultimo prezzo segnato oggi di 26,7 euro in calo dell1,6%