La Banca Agricola Popolare di Sicilia chiude il primo semestre con un utile lordo di 36,2 milioni, in crescita del 9,4% rispetto a un anno prima. Il margine di intermediazione cresce a 112 milioni di euro (+1,2%) mentre il margine di interesse si attesta a 70,8 milioni. Finanziamenti a imprese e famiglie per 223 milioni di euro. MF-Milano Finanza ha fatto il punto con il ceo Saverio Continella.
Domanda. L'attuale contesto macroeconomico, con particolare riferimento all'aumento dei costi dell'energia, quanto ha inciso su famiglie e imprese siciliane?
Risposta. Il rialzo dei prezzi dell'energia legato al quadro geopolitico sta pesando sui margini delle imprese e sta rallentando alcune decisioni di investimento, mentre le famiglie hanno visto erodersi potere d'acquisto proprio nella fase in cui il costo del denaro cominciava a scendere. Detto questo, il nostro punto di osservazione racconta anche un'altra Sicilia: filiere agroalimentari che esportano, un comparto turistico in salute, le energie rinnovabili in forte sviluppo e un tessuto di imprese che ha imparato a gestire gli shock. È in fasi come questa che si misura il mestiere di una banca del territorio: nel primo semestre abbiamo erogato 223 milioni di nuova finanza a famiglie e imprese, aumentando del 63% rispetto al 2025 le erogazioni nel comparto green: perché la risposta strutturale al caro energia non è il sussidio ma l'investimento in efficienza e autoproduzione. Il nostro compito è accompagnare le aziende sane con una visione strategica, non con riflessi congiunturali.
D. Quali sono i fattori che hanno determinato la crescita dell'utile?
R. Il risultato lordo di 36,2 milioni, in crescita del 9,4%, è interamente generato dall'attività caratteristica ed è il dato di cui vado più orgoglioso. I motori sono quattro. Primo: una struttura dei ricavi progressivamente riequilibrata verso servizi e consulenza, rendendo il margine di intermediazione in crescita anche in un contesto di tassi calanti. Secondo: la gestione attiva del portafoglio proprietario, la cui componente anticiclica è stata attivata proprio per sostenere i ricavi nella fase di discesa dei tassi. Terzo: la disciplina dei costi, con un cost/income core già migliore del traguardo di fine piano. Quarto: un presidio del credito costruito negli anni con rigore, mantenendo un npl ratio netto allo 0,8% e coperture al 67,7%. Quando tutti gli ingranaggi girano insieme, l'utile non è un episodio: è il regime di funzionamento della macchina.
D. In che misura è cresciuto il risparmio gestito rispetto al 2025?
R. Il risparmio gestito ha superato 1,6 miliardi, con una crescita del 5,4% da fine 2025: in valore assoluto si tratta di 84 milioni di nuove masse in sei mesi. Il punto non è solo quantitativo: è la conferma che il modello di servizio funziona. Stiamo investendo nell'evoluzione del modello di servizio in ambito wealth management con soluzioni diversificate e coerenti con il profilo di rischio di ciascun cliente; le famiglie rispondono spostando risparmio da forme inerti a forme gestite.
D. Come vede la seconda parte dell'anno?
R. La traiettoria del piano è confermata e i coefficienti - un Total Capital Ratio al 25,3% contro un minimo regolamentare del 15%, liquidità con Liquidity Coverage Ratio oltre il 220% e più di 1,7 miliardi di attività prontamente liquidabili - ci danno margini di manovra che pochi operatori possono vantare. A dicembre pagheremo la seconda tranche del dividendo ordinario e il dividendo straordinario, per ulteriori 12 milioni, a una base sociale che ha superato 28 mila azionisti. Il secondo semestre servirà a consolidare i risultati e a preparare il futuro. (riproduzione riservata)