La raccolta netta spinge i risultati di Banca Mediolanum, che archivia il primo trimestre 2025 con 316 milioni di euro di commissioni nette, in aumento annuo del 9%. Un dato che favorisce a sua volta il margine operativo (279 milioni), compensando il calo del 18% nel margine da interessi, che risente della flessione dei tassi. L’utile netto della società di risparmio gestito guidata dall’ad Massimo Doris è così arrivato a 243 milioni, in aumento del 10%.
Il totale delle masse gestite e amministrate da Mediolanum a fine trimestre ha superato 140 miliardi di euro, segnano una crescita annua dell’1%.
A favorire l’aumento del patrimonio è stata in particolare la raccolta: quella netta del trimestre ha superato i 3,7 miliardi, con il gestito sopra i 2 miliardi (+71%). «Voglio sottolineare anche l’apporto dei piani di accumulo, con flussi annui ormai prossimi ai 2 miliardi», segnala Doris.
A margine della trimestrale Mediolanum ha anche comunicato i dati di raccolta del mese di aprile, chiuso con 1,1 miliardi di afflussi, quasi interamente confluiti sul risparmio gestito. Nei quattro mesi, rivela la società in una nota, su 4,9 miliardi raccolti le soluzioni di asset management hanno portato 3,1 miliardi, cioè il 63% del totale.
Dati trimestrali alla mano, Mediolanum stima per l’intero 2025 una raccolta sostenuta, con volumi simili al 2024 (oltre i 10 miliardi) e un margine da interessi in calo del 5% rispetto al precedente esercizio. Al contempo, la banca prevede un dividendo in crescita rispetto alla cedola base di 75 centesimi del 2024. (riproduzione riservata)