Grazie all'investimento in piccole e medie imprese attraverso i Piani individuali di Risparmio, Pir, il fondo azionario dedicato gestito da Banca Mediolamun ha registrato un rendimento record del 21% in 16 mesi, dal primo gennaio 2017. Lo ha annunciato oggi Massimo Doris, ceo della Banca, figlio del fondatore Ennio, durante un convegno sulle Pmi e la Borsa.
«Siamo stati i primi sul mercato a credere ai Pir. Abbiamo visto subito un'opportunita' importante per il paese per portare risorse nuove alle imprese italiane; abbiamo visto una grande opportunita' per i nostri risparmiatori che avrebbero potuto investire laddove c'e' valore e ovviamente una grande opportunita' per noi come banca per raccogliere risparmio,» ha dichiarato Doris.
«È andata molto bene perchè i rendimenti sono stati molto elevati. Dal primo gennaio 2017 stiamo parlando di circa un 21,5% di rendimento del fondo piu' azionario e del 6% circa per quello obbligazionario, quindi rendimenti interessanti per i risparmiatori».
«Al di la' di questo abbiamo visto un'opportunità come Banca Mediolanum per aiutare nuove imprese ad intercettare questi flussi di denaro e investimenti che stavano arrivando grazie ai Pir e quindi abbiamo creato la parte di investment banking,» ha detto ancora il banchiere che ha messo a capo della nuova struttura del gruppo Mediolanum Diego Selva, ex banker di Merrill Lynch.
L'opportunità di investire nelle Pmi con buoni margini di crescita è stata più volte ribadita anche dal Presidente di Mediolanum, Ennio Doris, che mesi fa aveva colto con grande lucidità i cambiamenti in atto nel mercato finanziario italiano.
«Con l'agevolazione fiscale il Governo ha messo la palla nel campo dei privati. Chi investe nei Pir e aiuta l'economia viene premiato. Funziona cosi'. Dunque, qualsiasi imprenditore dovrebbe mettere un chip. Se no, inutile lamentarsi dopo. E' nell'interesse generale che tutto il mercato del risparmio scenda in campo», ha ripetuto più volte Doris senior.
«Il mercato sta cambiando. A piazza Affari sono quotate oltre 300 società, ma è in arrivo una valanga. In pochi anni saranno 1.000-1.500 le nuove societa' quotate. Solo da noi si sono affacciate oltre una decina di società per debuttare sul mercato,» aveva ricordato Doris senior.«Parliamo del 10% delle societa' oggi quotate all'AIM. Finalmente la Borsa rappresentera' l'economia italiana. Un'economia che esporta nel mondo. E sara' quindi garantita anche la diversificazione».
In base alla penetrazione di prodotti simili in altri Paesi nei primi tre anni di vita la domanda potenziale per i Pir si situerebbe in un intervallo che va da un minimo di 34 miliardi a un massimo di 88 miliardi di euro.
E' quanto emerge da una ricerca condotta da Prometeia per l'ottava edizione di Focus Pmi, l'osservatorio annuale per le Pmi ideato dallo studio Ls Lexjus Sinacta.
La domanda quindi potrebbe essere ancora molto elevata, fino a sette volte la raccolta in Pir fatta nel primo anno di vita del prodotto, e che per essere soddisfatta richiederebbe che circa 1 su 2 delle imprese target siano disponibili a finanziarsi sul mercato tramite i Pir.
Secondo gli esperti di Prometeia si rende anche necessaria una riflessione sui veicoli di investimento, in particolar modo per gli investitori retail: in questo ambito si situa la possibilita' offerta dalla regolamentazione europea di costruire appositi fondi di investimento a lungo termine (Eltif) che potrebbero costituire i presupposti per facilitare ulteriormente l'incontro tra domanda e offerta di capitali per la crescita delle imprese, in particolare delle Pmi innovative.
«A fronte di un successo guidato dall'offerta e dalla promessa di incentivi ci sono ancora molti margini per avvicinare in maniera più' strutturale le Pmi, che hanno un fabbisogno rilevante di capitale e finanziamento,» ha sottolineato Davide Squarzoni, direttore generale di Prometeia Advisor Sim.
Proprio grazie ai Pir le Pmi di piazza Affari sono state protagoniste di fortissimi rialzi negli scorsi mesi su tutti i segmenti di mercato (AIM e Star compresi).