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Banca Ifis fa pulizie da 64 milioni
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Il gruppo veneziano risponde ai rilievi di Bankitalia con rettifiche e accantonamenti

Banca Ifis fa pulizie da 64 milioni

MF - Numero 152 pag. 5 del 05/08/2026

Forte interesse per la cessione della divisione npl: offerte attese dopo l'estate. Nel frattempo avanza il riposizionamento sul commercial banking. Entro fine anno la decisione dell'istituto sul dividendo

Maxipulizia di bilancio per Banca Ifis nel primo semestre. Il gruppo guidato da Frederik Geertman e presieduto da Ernesto Fürstenberg Fassio chiude il periodo con un utile netto di appena 8 milioni di euro, dopo aver concentrato nei conti una serie di interventi straordinari di de-risking, recependo di fatto i rilievi sollevati da Bankitalia durante una recente ispezione le cui conclusioni finali sono attese entro settembre.

La banca ha contabilizzato rettifiche e accantonamenti su crediti per circa 30 milioni, adottando criteri più conservativi in seguito ai rilievi preliminari della Vigilanza. A questi si aggiungono altri 34 milioni di adeguamenti delle valutazioni relativi agli attivi di Illimity, prima tranche dei 70 milioni di maggiori rettifiche annunciate al mercato lo scorso giugno. La quota residua, pari a 36 milioni, sarà rilevata nella seconda parte d'anno. L'effetto è quello di anticipare nel 2026 il costo del rafforzamento delle coperture e dell'allineamento dei criteri valutativi, comprimendo la redditività di breve periodo ma lasciando il gruppo con un bilancio più prudente. La pulizia contabile non ha inoltre penalizzato il capitale regolamentare: il Cet1 di giugno non risente delle rettifiche che hanno compresso il risultato economico. Il coefficiente è anzi salito dal 13% al 13,4%, grazie soprattutto alle dismissioni di Hype e AreCneprix, alla riduzione delle deduzioni legate al calendar provisioning e alla flessione degli attivi ponderati per il rischio.

Sul dividendo il vertice rimane prudente: «Decideremo verso la fine dell'anno, quando avremo i risultati definitivi dell'ispezione di Banca d'Italia e anche una maggiore visibilità sugli aspetti economici dell'operazione Npl», ha spiegato Geertman nel corso di una call con gli analisti.

La semestrale fotografa così un 2026 che il management definisce un anno di transizione. «Nel primo semestre del 2026 abbiamo compiuto passi decisivi per il percorso di integrazione con illimity, che procede secondo i piani e che prevediamo di completare pienamente in autunno», afferma Geertman. Il manager sottolinea inoltre che il rafforzamento del profilo di rischio, unito alla solidità patrimoniale del gruppo, pone «basi ancora più solide per la creazione di valore sostenibile nel lungo periodo».

Superata la fase della pulizia contabile, l'attenzione si sposta sulla realizzazione delle sinergie industriali dell'operazione Illimity. Banca Ifis conferma il target di 75 milioni di sinergie ricorrenti annue dal 2027, accelerate dalle dismissioni di attività considerate non strategiche, come Hype, Abilio e AreCneprix, già completate secondo il cronoprogramma. A queste si aggiunge la profonda revisione dell'infrastruttura tecnologica di illimity attraverso un nuovo accordo pluriennale con Finomnia, destinato a contribuire in maniera significativa ai circa 50 milioni di euro di sinergie di costo previste. Parallelamente stanno prendendo forma anche le prime sinergie commerciali, che coinvolgono cib, finanza strutturata, capital markets e private banking attraverso la nuova divisione Fürstenberg.

Fra gli elementi positivi della semestrale spicca l'interesse per il processo competitivo avviato sul business degli npl, che coinvolge investitori italiani e internazionali, operatori specializzati e fondi di private equity. Il deconsolidamento è parte del riposizionamento del gruppo sul commercial banking e sul finanziamento all'economia reale.

Il margine di intermediazione raggiunge 406,5 milioni, sostenuto soprattutto dal Commercial & Corporate Banking, principale motore del gruppo con circa 9,6 miliardi di impieghi. Il margine di interesse si attesta a 261,7 milioni, le commissioni nette a 71,3 milioni e i ricavi da trading e altri proventi a 73,5 milioni.

Il business degli npl risente invece della maggior prudenza negli acquisti di nuovi portafogli, pur mantenendo una buona capacità di recupero. (riproduzione riservata)



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