Azimut archivia il mese di ottobre con 1,8 miliardi di euro di raccolta, che portano il totale da inizio anno a 17,1 miliardi, avvicinando la holding di risparmio gestito presieduta da Pietro Giuliani all’obiettivo comunicato al mercato per l’intero 2025 e fissato in una forbice tra 28 e 31 miliardi.
Forte della raccolta mensile, le masse del gruppo hanno raggiunto un nuovo massimo storico: 126,7 miliardi, segnando +18% da gennaio. Grazie anche al contesto positivo di Piazza Affari, alle ore 15 di lunedì 10 novembre il titolo Azimut guadagna il 2% e si avvicina ai 36 euro per azione (soglia peraltro superata nel corso della seduta) segnando un nuovo massimo storico.
A guidare la raccolta di ottobre sono stati i fondi comuni, che hanno portato alla società 813 milioni di euro (e quasi 9,5 miliardi da inizio anno): le masse di questa categoria di prodotti hanno così superato quota 46 miliardi, segnando un incremento da fine 2024 del 32,5%.
Positivo anche il contributo delle altre soluzioni di investimento, a cominciare dai prodotti alternativi che a ottobre hanno messo a segno afflussi per 206 milioni (1,4 miliardi nei dieci mesi). A livello geografico, 817 milioni (e 9,5 miliardi nel 2025) sono arrivati dall’Italia, quasi 220 milioni dalle Americhe e 137 milioni dall’area europea e mediorientale (Emea). Infine, degno di nota il contributo delle affiliate strategiche, che nel mese hanno portato 578 milioni e 2,8 miliardi nei dieci mesi.
La raccolta di ottobre rappresenta, secondo il ceo e cfo Alessandro Zambotti, «un’ulteriore conferma della crescita solida e sostenibile, che attraversa tutte le linee di business del gruppo sia in Italia sia a livello globale». La rete italiana nello specifico «continua a distinguersi, in particolare nel segmento dei private market, con nuovi closing che rafforzano la nostra leadership nel settore». Allo stesso tempo, conclude il manager, «le affiliate strategiche negli Stati Uniti e in Australia stanno crescendo a ritmo sostenuto, supportate anche da operazioni mirate di m&a». (riproduzione riservata)