Da sempre considerata redditizia, la professione dell'avvocato si continua a confermare tale anche secondo l'ultimo studio Education Price Index condotto da N26. Confrontato con quello di altri 50 paesi nel mondo, il salario delle toghe italiane si aggira intorno a una media di 47 mila euro annui su base lorda.
Nella comparazione con altri 50 paesi a livello globale, l'Italia si colloca così al 29° posto della classifica, seguita dalla Spagna, al 30° posto, con un salario che supera di poco i 46 mila euro lordi annui. La cifra indicata si riferisce a quello delle figure junior (in particolare di neolaureati), i cui stipendi sono stati definiti e calcolati come una media ponderata degli stipendi dopo 0-2 anni di esperienza (80% di peso) e 2-5 anni di esperienza (20% di peso). Al 33° e al 35° posto, con rispettivamente 41 mila e 36 mila euro compaiono il Portogallo e la Grecia.
Nell'Unione Europea, invece, i colleghi francesi e quelli tedeschi risultano essere meglio pagati collocandosi in ordine al 26° posto, con un compenso di 57 mila euro, e al 21° posto con ben 70 mila euro. Il Belgio, con 89 mila euro, e l'Austria, con 79 mila, occupano l'11° e il 18° posto. È invece in Danimarca che risiedono gli avvocati più pagati del blocco europeo: qui i legali percepiscono all'incirca 97.500 euro lordi annui, poco più del doppio degli avvocati italiani.
Fuori dall'Europa, a primeggiare nella classifica dei cinquanta paesi analizzati è la Svizzera, che offre ai propri avvocati un salario lordo annuo medio di 158 mila euro. In coda alla graduatoria stilata dall'Education Price Index di N26 si posizionano la Russia, l'India e l'Ucraina dove i salari lordi annui corrispondono rispettivamente a 12.800 mila, 13.300 e 16.500 mila euro. (riproduzione riservata)