Innovare, internazionalizzare, crescere ma in modo sostenibile e continuare a istituzionalizzare il marchio. Nel bel mezzo di un periodo particolarmente sfidante per tutto il settore, lo studio legale BonelliErede si rivoluziona e lo fa con un piano strategico quinquennale alla stregua del piano industriale di una big di Piazza Affari. A spiegare i dettagli di come cambieranno i meccanismi di una delle più importanti scuole del diritto italiane sono Stefano Simontacchi e Andrea Carta Mantiglia, rispettivamente presidente e managing partner dello studio che, come da scadenza di mandato, dal 1 gennaio 2024 cedono la poltrona a Massimiliano Danusso e Eliana Catalano.
Tirando le fila alla scadenza del suo secondo mandato, Carta Mantiglia mette in luce la continuità che segna il passaggio che sta per avvenire ai vertici. In quanto già membri del Consiglio, Danusso e Catalano sono infatti stati parte attiva della definizione delle nuove linee guida per la modernizzazione dello studio. Giunto al termine del quarto mandato, dopo aver trascorso 14 anni in Consiglio e aver lasciato una chiara impronta sull'organizzazione quasi aziendale dello studio, Simontacchi parla invece dell'istituzionalizzazione del brand BonelliErede. Il 2023 in via Barozzi a Milano, così come in molte altre realtà, è stato caratterizzato da uscite di peso.
A tal proposito spiega Simontacchi: «c'è un fenomeno, in Italia e nel mondo, sia di cambi di poltrone che di attrazione di talenti. Le modalità e le esigenze con cui si fa questo mestiere stanno cambiando e noi ci stiamo regolando su di esse. BonelliErede è istituzionale, abbiamo un'ossatura tale per cui siamo abbastanza indipendenti dal singolo avvocato. Questa forse è la nostra dimostrazione più importante di forza». «Quando si fanno piani strategici così importanti», aggiunge il partner, «che riguardano tanti aspetti come la remunerazione, il percorso di carriera, o l'uscita dalla partnership ci possono essere persone che non sono d'accordo e che scelgono altre strade».
Guardando il nuovo piano strategico, a prima vista, ciò che salta all'occhio, oltre a una pianificazione più lunga a cinque invece che tre anni, è la presenza di un advisor esterno (AlixPartners). Una scelta che l'avvocato Danusso spiega essere una novità voluta per accentuare l'importanza della strategia e le potenzialità che riserva per il futuro di BonelliErede. «Il tentativo», dice Danusso, «è quello di istituzionalizzare questo piano industriale tramite un supporto esterno allo studio». A più riprese i partner evidenziano che la riorganizzazione del lavoro intende continuare sulla linea della spersonalizzazione del rapporto tra avvocato e cliente, trasformandolo in quello tra studio e cliente che garantisce una fidelizzazione più sicura nel tempo. Un nodo cruciale per tanti studi legali italiani e che forse BonelliErede è tra i primi ad affrontare.
Con due rami d'azione, uno interno e uno esterno, che si completano l'uno l'altro e circa 15 cantieri aperti da implementare, il progetto di trasformazione è complessivo. A livello interno a cambiare saranno in primis i criteri di valutazione. Oltre a un esame quantitativo della performance dei soci (parametri economici), l'idea è di dare maggiore peso a una disamina qualitativa del lavoro del singolo partner, legata anche alla capacità di giocare in team, di rispettare i criteri Esg e le linee guida etiche dello studio. Insieme alle regole di valutazione e di remunerazione, Danusso e Simontacchi spiegano che a cambiare in BonelliErede sarà anche la determinazione delle carriere in base alle esigenze dei professionisti, oltre che le politiche di ingresso e di uscita dalla partnership. Le prime saranno più severe in termini di parametri a cui rispondere mentre le seconde potrebbero essere modificate in senso più restrittivo, ma, come avviene oggi, sempre in base all'età.
I passaggi intergenerazionali rappresentano in effetti un altro dei grovigli più intricati nel panorama degli studi legali in Italia. In risposta, le nuove regole in casa BonelliErede diventeranno più selettive: l'ipotesi sul tavolo è che i soci più anziani giunti a una certa soglia d'età, dopo i 65 anni, potrebbero avere la possibilità di rimanere all'interno dello studio non più svolgendo il ruolo di partner ma dedicandosi a una funzione più ampia, a servizio dei nuovi talenti.
Il tema non riguarda sicuramente la neo managing partner, Catalano, che in questo senso rappresenta la nuova generazione a capo di BonelliErede. Proseguendo nella delineazione del piano, la partner spiega che l'obiettivo è anche di allargare lo sguardo a Stati Uniti e Regno Unito e rafforzare le relazioni con gli studi che operano in quei mercati, con un occhio anche su Africa e Medi Oriente. Nonostante il contesto sfidante e il peso già importante dello studio (oltre 800 persone) il piano strategico punta quindi ancora a una crescita, ma a una crescita che sia, con queste regole, sostenibile per definire una struttura capace di sopravvivere nel tempo. (riproduzione riservata)