Potrebbe richiedere più tempo del previsto la cessione della quota del 15% della Giorgio Armani spa a un nuovo socio. A causa delle condizioni di mercato ancora complesse per il settore del lusso, la vendita della partecipazione potrebbe non rispettare le scadenze indicate nel suo testamento dallo stilista Giorgio Armani (nella foto), scomparso lo scorso 4 settembre. L'imprenditore aveva fissato a marzo 2027, ovvero entro 18 mesi dall'entrata in vigore della successione, le tempistiche ideali per la vendita del 15% della sua casa di moda a un importante player del settore, suggerendo tra i favoriti Lvmh, L'Oréal o EssilorLuxottica. Ma secondo quanto riportato dalla stampa italiana menzionando fonti interne alla società, la negoziazione di un accordo potrebbe, allo stato attuale, richiedere tempi più lunghi del previsto a causa delle difficoltà che sta vivendo il comparto. D'altro canto, secondo le fonti citate, le indicazioni temporali riportate nel testamento non sarebbero vincolanti, dunque al momento gli eredi riterrebbero strategico attendere migliori condizioni di mercato. Il processo di vendita, secondo quanto risulta da documenti del cda della Fondazione Giorgio Armani, è ancora in una fase iniziale. «Tenuto conto delle indicazioni testamentarie relative alla prima cessione di una quota di minoranza della Giorgio Armani spa, considerati anche i tempi previsti necessari all'organizzazione di un'operazione di vendita con un selezionato e qualificato investitore strategico, gli amministratori ritengono che la cessione non potrà avvenire prima del 2027», si legge nel documento. (riproduzione riservata)
Federica Camurati