Una volta formalizzata nelle scorse settimane la cessione di Italiana Petroli (Ip) alla compagnia petrolifera azera Socar, i Brachetti Peretti hanno scelto la strada della prudenza patrimoniale.
Qualche giorno fa, infatti, l'assemblea dei soci della loro cassaforte Api Holding ha deciso di mandare interamente a riserva l'utile di 165,6 milioni di euro segnato nel bilancio ordinario dell'esercizio 2025.
Così facendo il patrimonio netto è salito a 251 milioni, dopo che lo scorso anno era stata distribuita una super-cedola di 164 milioni di euro attinta per 154 milioni dall'intero utile dell'esercizio e per i restanti 10 milioni dalla riserva straordinaria.
Api Holding, della quale è stata riconfermata presidente Mila Peretti Brachetti (vedova di Aldo, scomparso alla fine del 2025), vede presenti nel consiglio di amministrazione la figlia Chiara, i figli Ferdinando e Ugo, Leonardo Balestra di Mottola e Ferdinando Carabba.
Nel frattempo qualche giorno fa Socar Italia e Mip sono state fuse per incorporazione in Ip a seguito dell'acquisizione con indebitamento.
Il merger appena effettuato farà sì che i flussi di cassa generati da Ip potranno essere impiegati in futuro anche ai fini del servizio del debito contratto nell'acquisizione, dal momento che Socar Italia ha rilevato il 99,8% del capitale di Ip e identica quota di Mip tramite 380 milioni di euro fornitigli dalla controllante Socar Balkans e grazie a un contratto di finanziamento della stessa pari a 2,4 miliardi.
Il rapporto di cambio della fusione prevede 4078,704 azioni ordinarie di IP da assegnare al socio unico di Socar Italia (Socar Balkans) per ciascun euro di quota del capitale di Socar Italia annullato.
Non sono previsti conguagli in denaro e i piccoli soci di Ip diversi da Socar Italia manterranno le rispettive quote azionarie possedute. (riproduzione riservata)