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Andiamo a Berlino
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Andiamo a Berlino

diAnna Di Rocco
Milano Finanza - Numero 164 pag. 25 del 22/08/2026

MercatiUn filo conduttore unisce Unicredit, Mfe, Italo, Msc, Leonardo: l'ingresso in Germania. Per creare realtà davvero europee. Dal 2023 le aziende italiane hanno messo a segno cento operazioni per 18 miliardi

Nei primi anni Cinquanta in Germania qualcuno coniò l'espressione Gastarbeiter: lavoratori ospiti. Una definizione burocratica e temporanea per descrivere gli italiani che arrivavano dal Sud e dal Nord-Est per lavorare nelle sue fabbriche. Erano una delle gambe del miracolo economico tedesco, insieme a turchi, greci, spagnoli e agli altri stranieri chiamati a colmare la scarsità di manodopera.

Oggi la parola è rimasta nel vocabolario del paese guidato dal cancelliere Friedrich Merz. Ma qualcosa, nel rapporto tra Roma e Berlino, è cambiato. Gli italiani continuano ad attraversare il Brennero. Solo che, sempre più spesso, non si muovono per cercare un posto di lavoro, bensì per rilevare aziende o acquisirne quote.

Ci sono settori dell'economia tedesca che sembravano intoccabili per le aziende italiane. Poi nel 2024 l'amministratore delegato di Unicredit, Andrea Orcel, - banca già presente in Germania attraverso HypoVereinsbank - ha avviato la scalata a Commerzbank, che di fatto ormai controlla.

Nel 2025 Pier Silvio Berlusconi ha portato Mfe a diventare primo azionista di ProSiebenSat.1Media, mettendo a segno un'operazione cruciale per la creazione di gruppo paneuropeo della tv generalista. La marcia del gruppo della famiglia Berlusconi è cominciata nel 2019 quando la partecipazione italiana nel broadcaster tedesco era ancora minoritaria. Dopo sei anni Mfe ha chiuso l'offerta, da circa 900 milioni di euro, salendo al 75,61% del capitale. La logica, in entrambi i casi, non è soltanto quella di crescere oltreconfine: è usare la Germania per costruire gruppi di dimensione europea.

Anche il mondo dei trasporti e delle infrastrutture vede una rivoluzione guidata da un italiano. Italo ha sfidato il monopolio di Deutsche Bahn siglando un accordo da 3,6 miliardi di euro con Siemens per la costruzione di 26 treni alta velocità che collegheranno le principali città tedesche dal 2028. E non si tratta di una semplice espansione commerciale. Italo non punta a entrare in Germania come un operatore straniero che utilizza la rete esistente, ma costruisce una presenza industriale radicata nel Paese.

Se Italo sta arrivando, Fs è in Germania da tempo. Il gruppo guidato da Gianpiero Strisciuglio opera attraverso Netinera Deutschland e Tx Logistik. La prima, acquisita inizialmente nel 2011 e controllata interamente da Fs International dal 2020, è oggi il terzo operatore privato nel trasporto pubblico locale tedesco, presente in 11 Länder e nelle tre città-stato di Berlino, Brema e Amburgo. Nel 2025 Netinera ha visto crescere i ricavi anche grazie alla rinegoziazione dei contratti e ha ricevuto 15 nuovi treni e 390 mezzi su gomma. Tx Logistik, invece, è uno dei principali operatori ferroviari europei nel trasporto merci.

Geografia simile si trova nel porto di Amburgo. Nel novembre 2024 è stato completato il primo passaggio dell'operazione con cui il colosso Msc dell'armatore Gianluigi Aponte è entrato nella struttura proprietaria della società Hhla: la città di Amburgo mantiene il 50,1% mentre Msc detiene indirettamente il 49,9%. Tradotto: uno dei più grandi gruppi di trasporto marittimo al mondo ha messo radici nel principale hub portuale tedesco, assicurandosi un ruolo nella gestione di una parte strategica della catena logistica europea.

Anche nella difesa il confine si fa più sottile. Leonardo e Rheinmetall hanno costruito una jv paritetica per sviluppare e commercializzare il nuovo carro armato italiano e la piattaforma Lynx per la fanteria corazzata. Altro esempio di come la dimensione nazionale stia diventando troppo stretta per alcuni programmi industriali europei.

Poi ci sono operazioni meno appariscenti, ma che compongono lo stesso mosaico: a luglio Comelit ha completato l'acquisizione di Ritto, storico marchio tedesco della videocitofonia ceduto da Schneider Electric. mettendo le mani su un competitor che rappresenta l'alto di gamma del settore. Un'analisi di Kpmg rivela che tra il 2023 e il 2026 le operazioni italiane in Germania, tra m&a accordi commerciali, hanno raggiunto quota 100 e un valore complessivo di 17,8 miliardi. (riproduzione riservata)



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