Con scambi intensi, olre 175 mila pezzi, che hanno spinto il titolo oltre la sogliadi 21 euro, Bio-on, la società bolognese di bio-plastiche, capitalizzazione regina dell'Aim con 348 milioni, in progresso quest'anno del 26%, è per il secondo giorno consecutivo sugli scudi (+7,5%)
Giovedì scorso aveva annunciato oggi la creazione di 5 nuove Business Unit (BU) per accelerare la capacità di risposta alla crescente richiesta di bioplastica PHAs, naturale e biodegradabile al 100%.
«Abbiamo deciso questa mossa per rispondere velocemente alla enorme quantità di richieste della nostra rivoluzionaria tecnologia provenienti da tutte le parti del mondo,» aveva spiegato Marco Astorri, fondatore e ceo di Bio-on.
L'operazione riguarda i reparti che si occupano di produzione industriale speciale (Bio-on Plants); Cosmetic, Nanomedicine & Smart Materials (CNS); Recovery and Fermentation (RAF); Engineering (ENG) e Structural Materials Development (SMD).
Ogni anno vengono prodotti e commercializzati oltre 300 milioni di tonnellate di plastica inquinante ed esistono migliaia di tipologie di polimeri ottenuti dal petrolio per i più svariati utilizzi. Ognuno di questi è denominato "grado" di prodotto e ad esso è collegato un data-sheet tecnico.
Negli ultimi mesi, in particolare dalla recente presentazione del piano industriale 2017-2020 che Bio-on ha illustrato a novembre 2016, i suoi tecnici hanno sviluppato centinaia di nuovi gradi per sostituire plastiche esistenti ed inquinanti, ma soprattutto l'azienda ha presentato molti brevetti internazionali in settori ad alto valore aggiunto impensabili fino a poco tempo fa e non previsti lo scorso anno.
«Il nostro obiettivo è sviluppare il maggior numero di prodotti e accordi possibili in uno scenario in rapida mutazione. E poiché i poli-idrossi-alcanoati di Bio-on (MINERV PHAs) possono già essere utilizzati in applicazioni d'avanguardia, impensabili per i polimeri tradizionali, era necessaria un'accelerazione per rispondere, in modo personalizzato e con una alta qualità di servizio, alla domanda del mercato già dai prossimi mesi,» ha detto ancora Astorri.
Bio-on Plants, la BU produttiva, avrà sede a Castel San Pietro Terme in provincia di Bologna, dove sta nascendo un impianto innovativo, controllato da Bio-on, per la produzione di micro bioplastiche per la cosmetica e dove troveranno sede anche le BU denominate RAF (Recovery and Fermentation) e CNS (Cosmetic Nanomedicine & Smart Materials).
Quest'ultima avrà a disposizione un complesso di laboratori e centro direzionale su due piani, nei terreni antistanti lo stabilimento di Bio-on Plants di cui è prevista l'inaugurazione a inizio 2018.
La BU SMD (Structural Materials Development) svilupperà l'attuale sede di Bentivoglio (Bologna), già operativa dal 2016 con nuovi spazi dedicati allo studio e sviluppo dei materiali strutturali. La BU ENG (engineering) avrà sede a Bologna e svilupperà progetti per la costruzione e l'assistenza degli impianti concessi in licenza.
In dettaglio:
› Bio-on plants gestirà e svilupperà lo stabilimento produttivo, futuri ampliamenti o nuove produzioni speciali di bioplastiche PHAs anche ad uso cosmetico o di altre applicazioni d'avanguardia. La società Bio-on Plants S.r.l. è controllata al 100% da Bio-on S.p.A.
› CNS (Cosmetic, Nanomedicine & Smart Materials) si occuperà dello sviluppo e della futura commercializzazione di biomateriali funzionalizzati e device capaci di fornire "Ultra-Green Performance" sfruttando le peculiarità uniche di biodegradabilità in acqua e biocompatibilità proprie delle bioplastiche PHAs. Le aree di attività saranno Cosmesi, Biomedicale, Nutraceutica, Bioremediation, Organic Electronic, Smart Materials. In particolare nel mondo della cosmetica attraverso lo sviluppo di micro polveri per la sostituzione delle attuali plastiche inquinanti e dannose per l'ambiente.
› SMD si occuperà dello sviluppo dei gradi di prodotto per iniezione estrusione termoformatura e filmatura. I materiali strutturali sono di fatto quelli ottenuti partendo da granuli o meglio pellets. In genere sono grandi oggetti di plastica o comunque oggetti complessi e di alta prestazione per forma e funzioni.
› RAF si occuperà dello sviluppo e della ricerca di nuovi scarti agricoli da utilizzare in fermentazione per la produzione di biopolimeri PHAs. Sviluppo e scale-up di nuovi impianti per la fermentazione ed il recovery di biopolimeri PHAs con alto grado di purezza.
› ENG si occuperà dello sviluppo e della fornitura di documentazione completa su studi di fattibilità industriali dedicati e bancabili: Project description, Designation list, Standards, Design Criteria, Process, Process control system, Storage and Warehouse, Utilities, Electrical Installation.
Gli ultimi dati disponibili sulla gestione risalgono alla chiusura del bilancio 2016 che ha registrato un fatturato di 5,5 milioni, in calo rispetto a 8,6 dell'anno precedente, con un ebitda negativo. Nel marzo scorso Banca Finnat ha assegnato al titolo un market price di 22,6 euro, sulla base di un aumento molto accelerato del business e della redditività che dovrebbe incominciare da quest'anno.
L'analista della banca ha valutato a fine 2017 un fatturato di 14 milioni di euro con un ebitda di 7 milioni, che dovrebbe salire a 42 milioni nel 2018 con 20 milioni di ebitda, a tendere a 135 milioni nel 2021 con ebitda di 78 milioni. Si tratta di cifre esplosive sostenute dal combinato tra le aspettative sulle tecnologia vincente messa a punto dai tecnici di Bio-on e un modello di business sulla produzione su licenza, che toglie costi e aggiunge royalties.