La longevità è destinata a cambiare anche il mercato immobiliare. Secondo l'Ufficio Studi di Bper, le abitazioni rappresentano circa il 44% della ricchezza complessiva degli italiani, ma la transizione demografica modificherà profondamente domanda e offerta nei prossimi decenni.
Entro il 2050 gli over 65 arriveranno a rappresentare circa il 35% della popolazione, mentre oggi quasi la metà del patrimonio immobiliare residenziale italiano, circa 2.720 miliardi di euro, è già detenuta dagli over 70. Nei prossimi anni è quindi attesa una gigantesca «staffetta patrimoniale». Secondo le stime di Bper entro il 2050 cambieranno proprietario circa 9,5 milioni di abitazioni, destinate a diventare 13,8 milioni entro il 2060. Molti di questi immobili, però, potrebbero risultare troppo grandi, poco efficienti dal punto di vista energetico e non più adatti alle esigenze delle famiglie del futuro, sempre più piccole e destinate a essere composte da persone longeve e, se possibile, in salute fino a tarda età. La domanda si sta infatti già orientando verso abitazioni di dimensioni contenute, efficienti e sostenibili. In questo scenario nasce il concetto di Longevity Living. Visionnaire e The Longevity Suite integrano in tal senso design, architettura e medicina preventiva nella progettazione delle abitazioni per realizzare case pensate per accompagnare l'invecchiamento attivo, con attenzione alla qualità dell'aria, alla luce naturale, all'acustica, all'acqua e agli spazi dedicati al benessere. Un approccio che coinvolge anche Luca Dini Design & Architecture e Hba Residential e che punta a trasformare la casa in uno strumento di prevenzione. (riproduzione riservata)