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Un invito a riqualificare il patrimonio immobiliare italiano arriva anche dal rapporto della Banca Centrale Europea sulla ricchezza e i consumi delle famiglie dell'area euro. Da questo emerge infatti che il 60,1% delle famiglie è proprietario della casa in cui vive e il 23,1% anche di una seconda abitazione. In Italia i proprietari raggiungono il 68,7% della popolazione complessiva. Dal 2010 secondo l'Istat, il prezzo delle abitazioni esistenti in Italia ha registrato un calo del 12%. Ma soprattutto, per quanto riguarda appunto il tema della riqualificazione, il 55% degli edifici ha più di 40 anni e consuma, di media, il triplo di quelli di recente costruzione. Il maggiore investimento delle famiglie italiane, così, sta perdendo valore di anno in anno. È necessario far acquisire nuovo valore al patrimonio residenziale attraverso un piano di riqualificazione, incoraggiato e sostenuto dallo Stato.
Da qui l'iniziativa di Andil, l'associazione di categoria dell'industria dei laterizi, che in occasione dell'assemblea generale, ha raccolto esponenti delle istituzioni, del settore delle costruzioni, del mondo economico e confindustriale per discutere dell'attuale situazione di crisi del patrimonio immobiliare e delle possibili soluzioni. Ma non solo. L'assemblea ha lanciato il piano «Ricostruire l'esistente» come soluzione per un'efficace valorizzazione del patrimonio edilizio. Si tratta di riqualificare quanto esiste, se necessario abbattendo per ricostruire ex novo, all'insegna della sostenibilità e della sicurezza, ovvero, della durabilità dei sistemi edilizi e delle loro prestazioni, in particolare sia quelle antisismiche che di maggiore efficienza energetica. Si avrebbero così ricadute positive per l'ambiente, non consumando ulteriormente il territorio. Necessarie per l'attuazione del piano una serie di misure propedeutiche, da detrazioni fiscali al taglio delle imposte sulla casa.