
Il trading online è una cosa seria e chi propone agli investitori giochi e challenge via social network può nascondere fini non proprio trasparenti. È la Consob che segnala infatti come alcune società, che si definiscono "proprietary firms" o, in forma abbreviata, "prop firms", attirino i risparmiatori verso trappole online nascoste da attività di intrattenimento che, se superate, consentirebbero di passare a un secondo livello maggiormente professionale.
Ma come funziona il meccanismo? I trader vengono agganciati con la promessa di diventare dei collaboratori di società finanziarie. Dapprima gli viene chiesto di aprire dei conti demo presso società finanziarie estere, poi devono pagare per accedere a corsi di formazione e ad abbonamenti di servizi informativi di trading e di finanza; una volta pagato, si accede alla cosiddetta challenge o sfida. Per poter diventare collaboratore delle società e far sì che queste utilizzino (con capitali propri) strategie e ordini generati dall'utente la challenge deve essere superata, perché serve a dimostrare che il trader ha le qualità giuste per fornire strategie di successo.
In realtà le challenge, spiega la Consob, sono sempre più difficili da superare e obbligano l'utente a continuare ad acquistare corsi di formazione e strumenti informativi, senza mai riuscire a raggiungere l'agognata meta della collaborazione. Dalle segnalazioni ricevute è emerso che ai risparmiatori che hanno aderito a tali iniziative, ad es. pagando per i corsi di formazione e/o per un servizio informativo in materia finanziaria, non è poi stato corrisposto alcun beneficio economico dalle prop firms.
Il fenomeno delle sfide (challenge) sui social network diventa ogni giorno più preoccupante, soprattutto perché coinvolge non solo adulti ma anche molti adolescenti. Queste possono prevedere di mettersi in pericolo fisico, fare scherzi o attuare comportamenti pericolosi. Nel caso della finanza, i rischi di approcciare il settore degli investimenti in autonomia attraverso un gioco social sono ovviamente molto alti, senza contare che il dover pagare per ottenere un lavoro o una collaborazione dovrebbe già far riflettere sulla serietà dell'offerta.
Le challenge in questione sono sia gli effetti della bassa formazione finanziaria nel nostro Paese sia del numero crescente di giovani e adulti che si rivolgono ai social (in particolare a Facebook, Instagram, Telegra, Whatsapp e LinkedIn) per avere notizie e informazioni legati a investimento, risparmio e finanza. Lo segnala una ricerca di Pictet, che a partire dal periodo 2021-22 ha rilevato una forte crescita in questa direzione.
Un segnale positivo se lo si interpreta come una maggiore consapevolezza dell'importanza dell'informazione e della formazione, ma negativo per la ricerca di queste attraverso canali e fonti di cui non quasi mai possibile verificare l'affidabilità.