
Il mercato del private banking italiano prosegue nella sua crescita lenta ma costante e per il primo semestre 2024 supera le stime per 12 miliardi di euro in masse gestite. È questo il dato principale che merge dal report realizzato dall'ufficio studi dell’Associazione Italiana Private Banking (Aipb), secondo cui rispetto ai 1.184 miliardi di euro previsti ad aprile 2024 da un'analisi realizzata in collaborazione con Prometeia, a fine giugno è stato raggiunto il tetto dei 1.196 miliardi. Risultato che registra inoltre un +2,2% nel confronto con dati del primo trimestre.
Il fattore che ha modificato l'esito finale del semestre è stato un positivo imprevisto, ovvero l'ingresso di nuovi player sul mercato private che da solo ha portato in termini di masse gestite ben 28 miliardi di euro. Il che fa però riflettere: se non ci fosse stato questo "cigno bianco", cosa avrebbero raccontato invece i dati?
Andrea Ragaini, presidente di Aipb ha tuttavia commentato che “il private banking si avvicina alla soglia dei 1.200 miliardi di masse, un risultato frutto di un modello di servizio distintivo e di successo, fondato sulla consulenza professionale e la centralità del banker"
Secondo lo studio di Aipb, nel secondo trimestre 2024 "la dinamica del mercato servito dal private banking in Italia è stata influenzata molto positivamente dalla raccolta netta (+18 mld), in sensibile incremento rispetto ai trimestri precedenti". Non molto positivo, invece, l’effetto mercato, che ha visto crollare il suo apporto dai 32 mliardi del primo trimestre a soli 4 miliardi del secondo, con una percentuale da brivido: -87,5%.
Le cose cambiano per fortuna se si esamina invece il risultato complessivo del semestre, per la quale "si delinea una variazione positiva del +8,5% in termini di Aum". Senza contare che "la raccolta netta, cresciuta di 30 miliardi, ha raggiunto in soli sei mesi l’80% di quanto registrato nell’intero anno precedente". In questo caso l’effetto mercato ha poi "contribuito positivamente per 36 miliardi, in linea con l’anno precedente", mentre, come anticipato, l'entrata di nuovi competitor nell'arena del private ha avuto un effetto booster sul settore.
Ovviamente la crescita dei singoli ambiti d'investimento segue le dinamiche dei mercati finanziari e dell'economia. Non soprende quindi che dopo la grande abbuffata obbligazionaria seguita dagli interventi delle banche centrali e dal ritorno dell'interesse per l'azionario, anche nel private si registri una fase di stabilizzazione dei portafogli.
"Nel primo semestre 2024 - si legge infatti del report - nella composizione del portafoglio, dopo le importanti variazioni avvenute l’anno scorso tutti i comparti crescono di circa il 2,5%", con l'eccezione dell’assicurativo "che si ferma a +0,7%". Per quanto riguarda il secondo trimestre, invece, la raccolta diretta è cresciuta del 2,7%, arrivando a 173 miliardi, grazie a un mix equipesato di obbligazioni bancarie proprie (+2,5%) e liquidità (+2,7%).
Secodno Aipb, poi, la raccolta amministrata è cresciuta grazie alle obbligazioni (+4,8%) e ai titoli di Stato (+5%), con azioni invece in leggero calo (-0,6%). Bene invece gli Etf, che pur crescendo poco si ritagliano un peso sempre maggiore nei portafogli, avendo raggiunto il 5%. Nel risparmio gestito, infine, prosegue la ripresa (+2,4%), ma con una composizione praticamente invariata "grazie ad un risultato pressoché identico tra gestioni patrimoniali (+2,3%) e fondi comuni d’investimento (+2,2%)".