Nel primo semestre di quest'anno l'Aim Italia è stato, in termini di performance, uno dei migliori mercato a livello mondiale. Lo certifica una ricerca rilasciata oggi dagli analisti di K&T Partners, guidati da Kevin Tempestini.
L'indice del FTSE MIB, il mercato principale di piazza Affari, dove ha sede la Borsa italiana, è cresciuto del 7%, più del doppio dell'indice del mercato europeo (STOXX Europe 50) che si è fermato al 3,3%, anche se è stato ampiamente battuto dai mercati emergenti (MSCI Em +13,6%) e di poco dall'azionario americano, S&P500, che ha segnato un +8,2%.
Ma la vera sorpresa dei mercati azionari internazionali sono state le small cap italiane e in particolare quelle quotate al mercato Star e all'Aim. Con un +24%, lo Star, e con +23%, l'Aim, i due indici della borsa italiana hanno staccato i concorrenti delle small cap americane (Russell 2000) del 20%, delle small cap europee (STOXX Europe Small 200) del 15% e le small cap nei mercati emergenti ( MSCI EM small cap) del 10%.
Anche in termini di liquidità le performance sono state eccezionali: gli scambi sono cresciuti del 70% sullo Sar e addirittura più che quintuplicati all'Aim.
Gli analisti della società londinese hanno poi notato che i fondamentali di gran parte delle società dell'Aim sono migliorati nel 2016, segnando incrementi del fatturato anche del 30% e altrettanto importanti nella marginalità.
La conclusione è che tenendo in considerazione tutti gli indicatori le aspettative per il secondo semestre sono altrettanto positive e le attese per un consolidamento dei risultati dei primi sei mesi.
Scendendo nel dettaglio dei singoli titoli lo studio rileva che i maggiori contributi alla performance complessiva del listino lo hanno dato la Smre, +192% da gennaio al 30 giugno, Bio-On (+28%) e Lu-Ve che però in giugno è migrata al segmento Star, mentre i titoli peggiori sono stati Gala e Blue Financial Communication.
Dal punto di vista degli investitori, emerge che il segmento Star è privilegiato dai fondi e asset manager esteri, mentre quelli italiani si concentrano sull'Aim e si calcola abbiano in portafoglio almeno il 60% di tutte le azioni quotate su questo listino.
Infine gli analisti, nel tentativo di proiettare sui prossimi 18 mesi i risultati delle loro stime, hanno calcolato i multipli per un campione di aziende quotate all'Aim rappresentativo di circa la metà della capitalizazzione complessiva. Estrapolando medie e analisi sulla base dei risultati più recenti hanno calcolato che i principali rapporti p/e, Ev/Sales, e soprattutto Ev/ebitda diminuiranno nel 2018. Il p/e medio del campione, per esempio, dovrebbe scendere dal 22,6x del 2016 al 14,78x.
La riduzione dei multipli indica che le imprese analizzate dovrebbero aumentare i fondamentali, fatturato, ebitda, capitale, e quindi il loro valore di mercato.