Scambi molto intensi, 150 mila pezzi nella seduta di ieri, e 300 mila in quella di oggi, hanno accompagnato un balzo di quasi il 35% del titolo di Agatos, la società attiva nella progettazione e costruzione di impianti energetici ad alta efficienza e sostenibilità, da fonti rinnovabili.
Il prezzo ha superato oggi la bandierina di 0,2 euro, che è tuttavia la metà del massimo storico di 0,4 euro toccato in gennaio 2017, a fronte di un valore di prima quotazione di 0,2 euro, in ottobre 2016.
Il movimento sulle azioni è probabilmente in relazione alla convocazione avvenuta venerdì scorso dell'assemblea degli obbligazionisti e degli azionisti peril 3 ottobre prossimo, chiamate a deliberare rispettivamente sulle modifiche del regolamento del prestito obbligazionario convertibile 2013-2018 in scadenza, per un aumento di capitale di 4 milioni di euro e per l'emissione di un nuovo prestito obbligazionario 2018-2020 al 7%.
La settimana scorsa il ceo della società, Michele Positano, ha informato il consiglio di amministrazione sull'andamento della gestione nel primo semestre, i processi in corso di cessione di asset e l’estinzione del prestito Convertibile TE Wind S.A. 2013-2018.
Nel primo semestre il Gruppo avrebbe beneficiato di un incremento significativo dei ricavi rispetto allo stesso periodo del 2017, in tutte le principali linee di business, ma Positano si è riservato di comunicare i numeri al consiglio convocato per il 28 settembre prossimo.
Si è limtato a far sapere che le attese del management, basate su attività già in corso e in via di ottenimento, sono di raggiungere, per l’anno 2018, ricavi consolidati di circa 10 milioni di euro, rispetto agli oltre 7 milioni del 2017.
Nel 2017 Agatos ha chiuso il bilancio con una perdita di 1,5 milioni di euro in netto miglioramento rispetto alla perdita di 5,7 milioni di euro del 2016.
Ulteriori prospettive di crescita sono legate alle autorizzazioni per altri progetti basati sulla tecnologia BIOSIP che Agatos sta sviluppando in Italia e alle diverse opportunità per impianti simili provenienti dall’estero.
A livello finanziario, la posizione del terzo trimestre ha beneficiato dall’incasso, avvenuto in agosto, di un credito IVA pari a 350 mila euro e beneficerà in prospettiva dall’incasso atteso nei prossimi 12 mesi dei principali crediti storici della controllata Agatos Energia che ammontano a circa 2 milioni di euro, nonché dall’incasso di un ulteriore credito IVA in capo
alla Windmill60 Srl per un importo simile.
Nella parte della sua relazione dedicata alle operazioni straordinarie, Positano ha informato che sono in corso dismissioni di partecipazioni in asset non strategici e non consolidati nel perimetro, che dovrebbero avere esito positivo nei prossimi mesi, ulteriormente riducendo la posizione debitoria.
Nel mese di agosto, è stata accettata una proposta irrevocabile di acquisto del 100% delle quote (di cui Agatos detiene il 10%) nelle società che detengono impianti fotovoltaici a tetto per una potenza di circa 5.5MWp, che rappresenta una valorizzazione (per il 100% dell’equity) di Euro 10,5 milioni al netto di debiti e crediti e cassa.
L’esecuzione di questo contratto rappresenterebbe un’entrata per Agatos di oltre 1 milione di euro. La firma di un preliminare di cessione per 9 milioni di euro dovrebbe assicurare la vendita nei prossimi mesi del 100% della società che detiene l’autorizzazione e il terreno sito nel comune di Trino di cui Agatos è socio (al 20%), consentendo ad Agatos l'incasso di 1.8 milioni di euro.
Invece la cessione del ramo d’azienda che gestisce l'impianto minieolico Windmill60, controllata al 100%, annunciata il 30 maggio scorso e attesa per questo settembre, non è andata ancora in porto perché il compratore non ha avuto il finanziamento richiesto per far fronte all'investimento per cui Agatos sta cercando altri possibili acquirenti.
In questo scenario la notizia positiva è che venerdì Agatos Energia, una delle controllate da Agatos spa, ha firmato un contratto per la fornitura chiavi in mano, l’esercizio e la manutenzione di un impianto di trigenerazione alimentato a gas naturale.
L’impianto, della potenza di 1,2 MW, sarà installato in uno stabilimento industriale situato nella zona di Treviso e produrrà congiuntamente energia elettrica, termica e frigorifera attraverso una tecnologia che minimizza il consumo di energia primaria e le relative emissioni in atmosfera di gas nocivi e climalteranti.
L’ordine è stato da conferito ad Agatos Energia da un primario player energetico internazionale per un valore complessivo di poco meno di 3,8 milioni di Euro tra il contratto di base triennale per la realizzazione e messa in esercizio dell’impianto, per un valore di circa 2,2 milioni di Euro, e le successive opzioni di gestione e manutenzione sino al 12° anno per un valore di circa 1,6 milioni di Euro.
«Questo nuovo incarico conferma le competenze tecnologiche di Agatos Energia nel settore dell’efficentamento energetico e conferma il suo posizionamento tra gli operatori nazionali che coprono l’intera filiera realizzativa degli impianti tecnologicamente avanzati per la produzione di energia,» ha dichiarato Positano, definendo l'accordo un passo significativo verso la realizzazione del piano industriale.
Fondata nel 1988 da Patrizio Finaldi che non fa più parte della compagine azionaria, Agatos ha un eccellente track record, connotato da oltre 500 impianti realizzati e oltre 80 in gestione attiva. Nel febbraio 2017, grazie a un'operazione di reverse take over con Te Wind, specializzata nella fornitura di piccoli impianti eolici, mini-eolico, Agatos è passata sotto il controllo di tre soci, Michele Positano (18%), ceo, Jeanette Nilsson Olivetti, oltre a Leonardo Rinaldi che ha la maggioranza relativa, 40%, ed è presidente.
Da dicembre Agatos è impegnata in un piano di sviluppo di nuove autorizzazioni e di offerte commerciali riguardanti la produzione di biometano basata sul BIOSIP, processo brevettato e ingegnerizzato dalla società per la valorizzazione integrale della frazione organica del rifiuto solido urbano (Forsu) con bassissimo impatto ambientale, praticamente zero rifiuti in uscita, sia in Italia che all’estero.
Valutato positivamente dalla Città Metropolitana di Milano e dalla Regione Lombardia, BIOSIP prevede l’impiego di tecnologie collaudate e con bassissimo impatto ambientale e zero rifiuti in uscita nella produzione di biometano destinato a qualsiasi tipo di utilizzo, compreso l’alimentazione della rete di gas cittadino e l’autotrazione.
Indipendentemente dalla composizione della materia prima lavorata, il processo BIOSIP garantisce assenza di rifiuti, emissioni e odori.