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Michele Positano, ceo di Agatos
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Agatos, +50% in tre sedute, buone prospettive di crescita ma chiede nuovi fondi agli azionisti

di Pier Paolo Albricci
19 settembre 2018, 15:14 Ultimo aggiornamento: 15:21

Il 3 ottobre sono convocate le assemblee degli obbligazionisti e degli azionisti. Questi ultimi dovranno deliberare un nuovo aumento di capitale per 4 milioni di euro e un altro prestito obbligazionario al 7%. Intanto il management lavora sul piano industriale al 2022 che prevede 55 milioni di ricavi, ebitda margin al 15% e utili al 9% dei ricavi

Terzo exploit consecutivo di Agatos, che questa mattina in asta di volatilità ha segnato un nuovo rialzo superiore al 17% con oltre 3 milioni di pezzi scambiati, e segnando nelle ultime tresedute borsistiche un rialzo supertiore al 50%.

Il prezzo della società attiva nella progettazione e costruzione di impianti energetici ad alta efficienza e sostenibilità ha toccato nella mattina 0,24 euro, che è tuttavia la metà del massimo storico di 0,4 euro toccato in gennaio 2017, a fronte di un valore di prima quotazione di 0,2 euro, in ottobre 2016.

Il movimento sulle azioni è probabilmente in relazione alla convocazione avvenuta venerdì scorso dell'assemblea degli obbligazionisti e degli azionisti peril 3 ottobre prossimo, chiamate a deliberare rispettivamente sulle modifiche del regolamento del prestito obbligazionario convertibile 2013-2018 in scadenza, per un aumento di capitale di 4 milioni di euro e per l'emissione di un nuovo prestito obbligazionario 2018-2020 al 7%.

Intanto questa mattina la società guidata dal ceo Michele Positano ha diffuso i dati del piano industriale 2019-2022 e del piano finanziario 2018-2019.

Dalla realizzazione del piano Industriale, Agatos si attende la seguente evoluzione dei principali indicatori di conto economico:

• incremento del valore della produzione da circa 12,2 milioni previsti quest'anno, a 55 milioni di euro nel 2022,
• incremento dell’EBITDA da 1 milione di euro della chiusura 2018 a 8,4 milioni di euro nel 2022,
• crescita dell’EBIT da 0,3 milioni a fine di quest'anno a 7,7 milioni nel 2022.
• ritorno all’utile nell’esercizio a partire dal 2020, 2 milioni di euro a fronte di una perdita di 0,5 milioni prevista quest'anno, sostanziale pareggio previsto nel 2019  e conseguimento nel 2022 di un utile di 4,8 milioni.

Nel 2017 Agatos ha chiuso il bilancio con una perdita di 1,5 milioni di euro in netto miglioramento rispetto alla perdita di 5,7 milioni di euro del 2016.

La settimana scorsa il ceo della società, Michele Positano, ha informato il consiglio di amministrazione sull'andamento della gestione nel primo semestre, i processi in corso di cessione di asset e l’estinzione del prestito Convertibile TE Wind S.A. 2013-2018.

Nel primo semestre il Gruppo avrebbe beneficiato di un incremento significativo dei ricavi rispetto allo stesso periodo del 2017, in tutte le principali linee di business, ma Positano si è riservato di comunicare i numeri al consiglio convocato per il 28 settembre prossimo.

La crescita importante del fatturato è legata al regime incentivante introdotto dal DM del 2-marzo 2018 sul biometano e deriva dalla realizzazione in qualità di EPC contractor di alcuni dei diversi impianti, basati sul processo di digestione anaerobica a “rifiuti zero” denominato BIOSIP, che oggi Agatos ha in fase di sviluppo di autorizzazione e trattativa con clienti, tra cui il Comune di Milano, e investitori terzi.

La produzione di biometano dalla differenziata e da sotto-prodotti organici tramite processi tecnologicamente avanzati come BIOSIP è un esempio di economia circolare, che è uno dei punti del contratto di Governo. Il Piano non tiene invece conto dei notevoli incrementi di fatturato che il Gruppo potrebbe intercettare, per esempio nel fotovoltaico, se dovesse entrare in vigore l’attuale bozza del nuovo Decreto FER 2018-2020, la cui approvazione è attesa per la primavera del 2019.

Sebbene Agatos stia sviluppando un’ampia pipeline di progetti BIOSIP per la produzione di biometano, il Piano industriale prevede il completamento entro il 2022 solo di alcuni nuovi impianti, che sono tra quelli già in fasi autorizzative dall’esito e tempistica relativamente certi.

Ma sono già in corso trattative per la realizzazione di due impianti all’estero. Si è inoltre ipotizzato l’ampliamento della capacità produttiva di uno degli impianti italiani dopo la messa in esercizio, cosa fattibile in quanto già ipotizzata in fase autorizzativa.

L’impulso alla crescita dovrebbe inoltre arrivare dall’ulteriore sviluppo dell’attività di EPC e relativa attività O&M, di impianti di cogenerazione, trigenerazione ed efficientamento energetico come quello annunciato il 14 settembre; in questo segmento Agatos si attende una crescita degli investimenti dei grandi operatori del mercato, quali primari partner energetici e ESCo.

Venerdì  scorso Agatos Energia, una delle controllate da Agatos spa, ha firmato un contratto per la fornitura chiavi in mano, l’esercizio e la manutenzione di un impianto di trigenerazione alimentato a gas naturale della potenza di 1,2 MW, installato in uno stabilimento industriale situato nella zona di Treviso che produrrà congiuntamente energia elettrica, termica e frigorifera attraverso una tecnologia che minimizza il consumo di energia primaria e le relative emissioni in atmosfera di gas nocivi e climalteranti.

L’ordine è stato da conferito ad Agatos Energia da un primario player energetico internazionale per un valore complessivo di poco meno di 3,8 milioni di euro tra il contratto di base triennale per la realizzazione e messa in esercizio dell’impianto, per un valore di circa 2,2 milioni di Euro, e le successive opzioni di gestione e manutenzione sino al 12° anno per un valore di circa 1,6 milioni di Euro.

Infine la generazione di ricavi di Agatos sarà infine alimentata dalle attività di Operation & Maintenance da nuovi clienti che si aggiungeranno ai contratti esistenti per gli impianti fotovoltaici già realizzati e da nuovi contratti di O&M per gli impianti di co-generazione e BIOSIP previsti dal Piano Industriale.

Il piano finanziario 2018-19 prevede incassi netti da dismissioni di asset non consolidati o non strategici e da incassi di crediti commerciali per un totale di circa Euro 6.0 milioni entro il 2019.

A livello finanziario, la posizione del terzo trimestre ha beneficiato dall’incasso, avvenuto in agosto, di un credito IVA pari a 350 mila euro e beneficerà in prospettiva dall’incasso atteso nei prossimi 12 mesi dei principali crediti storici della controllata Agatos Energia che ammontano a circa 2 milioni di euro, nonché dall’incasso di un ulteriore credito IVA in capo
alla Windmill60 Srl per un importo simile. 

Nella parte della sua relazione dedicata alle operazioni straordinarie, Positano ha informato che sono in corso dismissioni di partecipazioni in asset non strategici e non consolidati nel perimetro, che dovrebbero avere esito positivo nei prossimi mesi, ulteriormente riducendo la posizione debitoria.

Nel mese di agosto, è stata accettata una proposta irrevocabile di acquisto del 100% delle quote (di cui Agatos detiene il 10%) nelle società che detengono impianti fotovoltaici a tetto per una potenza di circa 5.5MWp, che rappresenta una valorizzazione (per il 100% dell’equity) di Euro 10,5 milioni al netto di debiti e crediti e cassa.

L’esecuzione di questo contratto rappresenterebbe un’entrata per Agatos di oltre 1 milione di euro. La firma di un preliminare di cessione per 9 milioni di euro dovrebbe assicurare la vendita nei prossimi mesi del 100% della società che detiene l’autorizzazione e il terreno sito nel comune di Trino di cui Agatos è socio (al 20%), consentendo ad Agatos l'incasso di 1.8 milioni di euro.

Invece la cessione del ramo d’azienda che gestisce l'impianto minieolico Windmill60, controllata al 100%, annunciata il 30 maggio scorso e attesa per questo settembre, non è andata ancora in porto perché il compratore non ha avuto il finanziamento richiesto per far fronte all'investimento per cui Agatos sta cercando altri possibili acquirenti.

Fondata nel 1988 da Patrizio Finaldi che non fa più parte della compagine azionaria, Agatos ha un eccellente track record, connotato da oltre 500 impianti realizzati e oltre 80 in gestione attiva. Nel febbraio 2017, grazie a un'operazione di reverse take over con Te Wind, specializzata nella fornitura di piccoli impianti eolici, mini-eolico, Agatos è passata sotto il controllo di tre soci, Michele Positano (18%), ceo, Jeanette Nilsson Olivetti (14%), oltre a Leonardo Rinaldi che ha la maggioranza relativa, 40%, ed è presidente.


Il piano di sviluppo di nuove autorizzazioni e di offerte commerciali riguardanti la produzione di biometano basata sul BIOSIP, processo brevettato e ingegnerizzato dalla società per la valorizzazione integrale della frazione organica del rifiuto solido urbano (Forsu) con bassissimo impatto ambientale, praticamente zero rifiuti in uscita, è partito nel dicembre scorso.

Valutato positivamente dalla Città Metropolitana di Milano e dalla Regione Lombardia, BIOSIP prevede l’impiego di tecnologie collaudate e con bassissimo impatto ambientale e zero rifiuti in uscita nella produzione di biometano destinato a qualsiasi tipo di utilizzo, compreso l’alimentazione della rete di gas cittadino e l’autotrazione. Indipendentemente dalla composizione della materia prima lavorata, il processo BIOSIP garantisce assenza di rifiuti, emissioni e odori.



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