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A2A conferma le guidance 2026 e aumenta l'impegno sui data center
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A2A conferma le guidance 2026 e aumenta l'impegno sui data center

di Serena Zagami MF-Newswires
MF - Numero 149 pag. 2 del 31/07/2026

A2A accelera su ricavi e investimenti nel primo semestre e nonostante un rallentamento di utili e redditività conferma la guidance per l'intero esercizio.

I ricavi adjusted sono cresciuti del 22% a 8,425 miliardi, grazie a un aumento della quantità d'energia elettrica intermediata ti all'ingrosso e della crescita dei volumi di elettricità venduti sui mercati retail.

L'ebitda rettificato flette del 3% a 1,18 miliardi, appesantito da un incremento dei costi per i canoni concessori idroelettrici e dal minor contributo di alcuni impianti di trattamento. Effetto compensato in parte dall'aumento delle produzioni eoliche e fotovoltaiche, dalla performance positiva dell'attività di trading ed energy management e dalla crescita del contributo dei business regolati. In discesa anche l'ebit adjusted, pari a 641 milioni (-10%), e l'utile netto adjusted, scivolato dell'11% a 374 milioni. Ad aumentare sono stati invece gli investimenti che la life company si è sobbarcata, saliti del 5% a 718 milioni.

Guardando al futuro, A2A ha confermato le previsioni per il 2026, che prevedono un ebitda adjusted compreso tra 2,21 e 2,25 miliardi e un utile netto adjusted compreso tra 0,63 e 0,66 miliardi.

Durante una conference call, il ceo Renato Mazzoncini ha sottolineato come stia entrando nel vivo la strategia di gruppo sui data center. «Abbiamo la disponibilità delle aree per i primi due progetti», Lamarmora a Brescia (20 Mw) e Cassano d'Adda (80 Mw). L'obiettivo è raggiungere circa il 10% della flotta di data center nazionali al 2035, stimata in circa 2,3 Gw, con strutture altamente sostenibili. «Con gli 1,6 miliardi stanziati a piano si realizzano in tutto 200 megawatt, che abbiamo come target: potranno essere realizzati da soli o in parte tramite cooperazione con altri player». Quanto al dl Bollette, Mazzoncini ha detto che «ha causato un impatto finanziario, cambiando i tempi di pagamento di alcune componenti: vale una cinquantina di milioni di euro». A ricavi costanti, ha sottolineato, «abbiamo un peggioramento della pfn. L'Irap è uno degli elementi che impatta sull'utile. Al momento altri impatti non ce ne sono». (riproduzione riservata)



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