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A tu per tu con il Dragone

Sin dai tempi di Marco Polo la Cina affascina i viaggiatori di tutto il mondo. Complessa, misteriosa, sconfinata, racchiude non uno ma infiniti volti, dai panorami poetici e struggenti alle sorprendenti architetture imperiali, dalle metropoli proiettate nel futuro alle vestigia di una storia millenaria, dall’alta velocità dei treni a levitazione magnetica alla placida quiete delle campagne che ancora oggi incarnano la dignità dei discendenti dell’Imperatore Giallo.

07/11/2024 13:09

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A tu per tu con il Dragone

La Cina non è grande, è immensa. Non è solo un Paese, è un mondo. Un territorio vasto oltre 30 volte l’Italia, dal deserto del Gobi alle vette dell’Himalaya, con un miliardo e mezzo di abitanti e cinque diverse fasce climatiche.
Un’epopea intessuta di tradizioni e dinastie, ma anche di potenziale e visionarietà, narrata tra i seducenti contrasti di Pechino e il futurismo di Shanghai, tra le mura della Città Proibita e i bastioni della Grande Muraglia, tra muti guerrieri di terracotta e i sublimi paesaggi di Guilin. Soprattutto è il luogo del diverso, dell’altro da noi, a partire dalla lingua tonale fino alla scrittura in sinogrammi, passando per la scansione del tempo, con un calendario lunisolare che inaugura l’anno al sorgere della seconda luna nuova dopo il solstizio di inverno.

Un tour in Cina è un vero viaggio di scoperta, un’esaltante incursione in territorio alieno. Ma, proprio per la sua vastità ed estraneità a qualunque interpretazione occidentale rischia di smarrirsi in un labirintico rebus. Se da un lato il sovraffollamento esasperato delle sue città gioca a sfavore della fruibilità turistica, dall’altro, il rigidissimo isolamento imposto durante gli anni della pandemia ha pressoché vanificato gli sforzi intrapresi per sviluppare una rete di servizi a favore della clientela internazionale. Fattori che complicano non poco l’esperienza. Ecco perché non tutti i modi di vistare la Cina sono uguali e ugualmente efficaci. Su queste premesse Turisanda ha costruito l'impalcatura qualitativa dei suoi tour di gruppo, garantendo gli standard di viaggio ideali per esplorare una cultura tanto ricca quanto complessa da approcciare, traendo il meglio da ogni luogo e da ogni tappa. Merito di itinerari studiati nei minimi dettagli, dagli hotel di alto livello alle sorprese culinarie, scandite dall’alternanza di gusti locali e sapori più familiari. Merito di trasferimenti organizzati per massimizzare la qualità delle esperienze e il tempo dedicato alle visite in loco, attentamente selezionate, per un numero ristretto di massimo 20 partecipanti. Merito di un servizio puntuale e di un’assistenza costante. Se i dettagli fanno sempre la differenza, nel caso di un tour in Cina, fanno anche di più: concedono affondi, evidenziano le note a piè di pagina, mostrano il Paese sotto la superficie. Soprattutto tutelano il viaggiatore da spiacevoli impasse e fastidiosi inconvenienti. 

La megalopoli proibita

A tu per tu con il Dragone

Più di 3 mila anni di storia, oltre 860 come capitale della Cina. Vero e proprio concentrato di siti Patrimonio dell’Unesco, Pechino esibisce con orgoglio la sua eredità imperiale, conservando con cura passato e tradizioni senza negare a sé stessa modernità e visione. Si definiscono qui, nella partita fra memoria e innovazione, l’avvenire del Paese, l’andamento degli affari e una scena culturale in continua evoluzione. Così, mentre la gigantesca Piazza Tienanmen, emblema del potere politico e della sua contestazione, esibisce i simboli della moderna Repubblica, con l’enorme Mausoleo di Mao, il monumentale complesso della Città Proibita, residenza reale delle dinastie Ming e Qing, sfoggia i lustri di un glorioso passato con i suoi 980 edifici e 8.707 stanze. Mentre l’antica cosmologia cinese celebra il legame fra cielo e terra nell’armonia architettonica del Tempio del Cielo e la vita rallenta nell’intricato dedalo dei suoi hutong, i caratteristici vicoli dei quartieri storici, il progresso e la contaminazione culturale irrompono nei luoghi più insoliti della città. Come un ex distretto industriale caduto in disuso nella sua produzione bellica e che, a partire dagli anni ’90, si è trasformato nel 798 Art District, epicentro dell'arte contemporanea cinese. Dove un tempo si fabbricavano armi, oggi si fabbricano idee e creatività, tra edifici militari in stile Bauhaus, ciminiere e hangar abbandonati convertiti in gallerie, atelier, incubatori culturali, musei, ma anche pub, negozi e ristoranti alla moda, una sorta di Soho asiatica, dove l’arte si produce, si mostra e si vive.
Fra suggestioni storiche e contemporanee, il palato reclama la sua parte. Turisanda lo appaga con la migliore delle esperienze culinarie: un banchetto imperiale nella “via dei diavoli”, illuminata da folcloristiche lanterne rosse, dove gustare la prelibata ricetta dell’anatra laccata, rimasta per secoli appannaggio esclusivo delle celebrazioni di corte, prima di diventare il simbolo gourmet di Pechino, ancora oggi servita, dopo una lunghissima preparazione, secondo un antico e suggestivo cerimoniale.

Antiche sentinelle di pietra e terracotta

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Non si può dire di essere stati in Cina senza aver percorso almeno un tratto della Grande Muraglia, una delle sette Meraviglie del Mondo, annoverata fra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. L’imponente serpente di pietra, che si snoda per quasi 9mila km lungo il confine settentrionale del Paese, abbracciando una varietà di paesaggi che vanno dalle cime innevate agli aridi deserti, ha attraversato, dal III secolo a.c. in poi, più di venti dinastie, tramandandone le gesta. L’eco della storia si propaga fra le torri di guardia, le ripide scale e i sali-scendi della muraglia che, nelle tratte restaurate, si mostra nell’antico splendore. A 70 km da Pechino, la sezione di Mutianyu, scelta da Turisanda, ne è forse l’esempio più eloquente: perfettamente conservata, corre maestosa lungo la cresta delle montagne in un serpeggiare infinito che si perde all’orizzonte. Al maggior progetto difensivo dell’antichità fa eco un’opera d’impianto militare altrettanto sorprendente, l’uno per difendere l’impero nell’“al di qua”, l’altra per difendere il viaggio del primo grande imperatore cinese, Qin Shi Huangdi, nell’aldilà. A Xi’an, una delle quattro grandi capitali imperiali e punto di arrivo della Via della Seta, una legione immortale vigila sul mausoleo dello storico sovrano: l’esercito di terracotta, 8mila guerrieri a grandezza naturale scolpiti ciascuno con tratti unici, è uno dei ritrovamenti archeologici più sbalorditivi al mondo e, insieme alla Grande Muraglia, il simbolo della Nazione.

Shanghai, la città del futuro

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Se del gigante asiatico Pechino è il presente e Xi'An il passato, Shanghai, motore finanziario e cuore del business, ne preconizza il futuro. L’avveniristico Centro Espositivo per la Pianificazione Urbanistica rende subito l’idea della spinta innovativa che, dagli anni ’30 ad oggi, sta rivoluzionando la città, in corsa verso un super-tecnologico avvenire.
“Volare”, per esempio, è già un’opzione. Con buona pace dei vicini giapponesi, infatti, il primo MagLev in funzione, il famoso treno proiettile a levitazione magnetica, è operativo a Shanghai fin dal 2004 e collega il centro all’Aeroporto di Pudong: 30 km in circa 7 minuti, per un viaggio in sospensione oltre i 400 km/h.

Futurista ma anche modaiola, la megalopoli non manca di esibire un lato squisitamente bohémien: si chiama Tian-Zi-Fang ed è una piccola enclave all’interno dell’ex concessione francese, preservata dalla galoppante febbre edilizia che nel 2005 avrebbe voluto raderla al suolo, trasformandosi invece, grazie alle proteste di residenti e artisti locali, nel cuore pulsante della creatività cinese. Boutique e negozi di artigianato, caffè e bistrot, gallerie d’arte, studi di pittura, scultura e fotografia pullulano lungo le sue strette stradine, esibendo il meglio delle tendenze emergenti che qui sono già un must.
Sempre un passo avanti, ma mai più lungo della gamba, come insegnano i locali che ogni giorno si ritrovano al Parco Fuxing per rigenerarsi nel verde e godersi un momento di relax: anziani intenti a praticare Thai Chi o esercizi di scrittura, cantanti d’opera e musicisti che provano all’aria aperta, balli di gruppo cinesi, tipici giochi a carte. Così, il ritmo concitato della metropoli sfuma nel silenzio di un laghetto di ninfee e le mille fioriture del parco, mentre curiosi spaccati di vita quotidiana raccontano di tradizioni, in fondo, mai perdute.

Guilin, un dipinto vivente

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La sua reputazione la precede. Ed è, in effetti, una Cina da cartolina, persino onirica, quella che affiora negli scorci panoramici di Guilin, città rurale di 670mila abitanti immersa nella regione autonoma del Guangxi, nella parte meridionale del Paese, dove si spingono gli itinerari Voyager Imperial e Voyager Complete. Il nome di questo centro abitato, letteralmente “foresta di cassie”, fa riferimento all’albero che fiorisce a novembre inebriando l’intera vallata di un dolcissimo profumo. Maestosi picchi calcarei, modellati dal tempo in forme ripide e dentate, si insinuano fin dentro la città, lambiti dal tortuoso Fiume Li che scava al loro interno suggestive grotte, come quella del Flauto di canne. Per ammirare appieno quest’incantevole cornice naturale, fra verdissimi parchi adagiati lungo i fianchi delle colline carsiche e pittoreschi villaggi di pescatori, Turisanda propone un’emozionante navigazione fluviale a bordo di un battello tra Guilin e Yangshuo. Ed è proprio sulle sponde di quest’ultima località che va in scena lo spettacolo notturno ‘Impression Sanjie Liu’: un mix di musica, luci e ben 600 attori, fra pescatori e contadini locali, animano il più grande teatro naturale che utilizza le acque del fiume come sorprendente palcoscenico.

La Venezia d’Oriente

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Nel Medioevo era paragonata a un Paradiso in terra, oggi è considerata il “giardino di Shanghai”. Hangzhou, capitale della provincia di Zhejiang, è senza dubbio una delle più romantiche città della Cina, una sorta di Venezia d’Oriente, sospesa sul delta del fiume Qiantang e sul Lago dell’Ovest (Xihu), inserito per i suoi scorci nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Lo stesso Marco Polo, ne Il Milione, la esaltò come la più nobile e bella del mondo per la magnificenza dei suoi palazzi. Sebbene molti edifici siano stati distrutti durante la Ribellione Taiping, la fama resiste per l’impareggiabile scenario e la potenza evocativa del suo specchio d’acqua, incorniciato da alture calcaree che ospitano suggestivi punti panoramici, grotte, santuari e monasteri, come il Tempio Lingyin, uno dei dieci centri buddisti più importanti del Paese, o la Pagoda di Leifeng. Tappe obbligate insieme alla città vecchia e a una sosta nell’antica farmacia Hu Qing Yu Tang, vero e proprio museo dedicato alla medicina tradizionale cinese, dove acquistare prodotti e rimedi, principalmente a base di erbe. Da una perla d’acqua all’altra, il tipico villaggio di Tongli sul delta meridionale del fiume Yangtze, chiude con antichi ponti di pietra, languidi canali, giardini e abitazioni tradizionali, l’esperienza del tour Voyager Complete ma soprattutto di una Cina che, nell’abbracciare le istanze più moderne della contemporaneità, sa ancora commuovere con la potenza lirica di una storia millenaria.



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