MILANO (MF-NW)--In Giappone, l'inflazione headline ha raggiunto l'1,9% a luglio, il livello più elevato dall'inizio del 2026, sostenuta dall'aumento dei costi energetici legato al conflitto in Medio Oriente. L'inflazione di fondo (core), che esclude i prezzi degli alimenti freschi ma include quelli dell'energia, si è attestata all'1,8%, in linea con le attese. La cosiddetta inflazione "core-core", che esclude sia gli alimenti freschi sia l'energia, ha invece raggiunto l'1,9%, accelerando dall'1,7% di giugno. I prezzi dell'energia sono aumentati per la prima volta dal novembre 2025, nonostante i sussidi governativi, a causa del rincaro del petrolio legato al conflitto tra Iran e Stati Uniti. Le pressioni sui prezzi si sono riflesse anche sull'inflazione all'ingrosso, salita al 7,2% a luglio. Anche i prezzi degli alimenti freschi hanno registrato una forte accelerazione, aumentando del 7% su base annua, rispetto al +3,9% di giugno. Nonostante l'accelerazione, l'inflazione è rimasta al di sotto dell'obiettivo del 2% della Bank of Japan per il settimo mese consecutivo. I dati rafforzano le aspettative che la BoJ possa riprendere il processo di normalizzazione della politica monetaria già dal prossimo mese. "I dati sull'inflazione di luglio in Giappone rafforzano la necessità per la BoJ di mantenere alta l'attenzione di fronte al rischio di un'inflazione superiore alle attese", ha dichiarato l'economista Taro Kimura, citato da Bloomberg. Secondo Kimura, "l'accelerazione riflette l'aumento dei costi degli input dovuto al rialzo del petrolio registrato tra marzo e giugno e all'indebolimento dello yen. Ha inoltre contribuito il confronto con una base più bassa determinata dai sussidi energetici introdotti lo scorso anno". cba (fine) MF NEWSWIRES (redazione@mfnewswires.it)