I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona, insieme a quelli del Treasury, continuano ad aumentare spinti dai timori sulle prossime mosse di politica monetaria delle Banche centrali, con l’attenzione degli investitori puntata sulla riunione della Bce prevista la prossima settimana. Il rendimento del Bund decennale è in allargamento di 8 punti base al 2,48%, il rendimento del decennale italiano è al 4,83% (+9 pb) mentre a Londra, il clima di incertezza dovuto alle dimissioni della premier Liz Truss, porta il rendimento del Gilt decennale in crescita di 21 pb al 4,1%. Gli strategist di Barclays hanno affermato che i rischi per i rendimenti obbligazionari della zona euro sono orientati al rialzo e che “dato il contesto inflazionistico, comprese le sorprese al rialzo dell'inflazione negli Stati Uniti e nel Regno Unito, è improbabile una svolta colomba a breve termine da parte della Bce e di altre Banche centrali dei mercati sviluppati, il che indica ulteriori rischi al rialzo per la componente delle aspettative dei rendimenti in euro”. In riferimento al prossimo anno, è molto probabile che l’impatto del forte fabbisogno di finanziamento netto si farà sentire soprattutto nei primi mesi del 2023. Mark Dowding, Cio di BlueBay, ha dichiarato, in accordo con altri esperti, che la Bce dovrebbe procedere con un ulteriore rialzo di 75 punti base nella riunione del 27 ottobre. Dowding ha affermato infatti che “l'inflazione nell'Eurozona potrebbe continuare a superare il limite all'inizio del 2023 e, in questo contesto, Lagarde e colleghi riterranno di avere poca scelta se non quella di aumentare i tassi in territorio restrittivo, anche se l'economia continua a rallentare".